Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

venerdì 31 agosto 2007

Il serpente che danza di Charles Baudelaire

Hodler
Spleen e ideale
IL SERPENTE CHE DANZA
Quanto mi piace, cara indolente, veder scintillare la

pelle del tuo splendido corpo come se fosse una
stoffa ondeggiante.
Sulla tua chioma profonda, dagli acri profumi, mare

odoroso e vagabondo, di flutti azzurri e bruni,
come un vascello che si sveglia al vento del mattino,

la mia anima sognante s'appresta a un cielo lontano.
I tuoi occhi, che nulla rivelano di dolce o d'amaro,

sono due gioielli in cui l'oro si unisce al ferro.
A vederti procedere ritmicamente, bella

d'abbandono, ti si direbbe un serpente che danza in
cima a un bastone.
Sotto il fardello della pigrizia il tuo capo di fanciulla si

dondola con la mollezza d'un giovane elefante.
E il tuo corpo si piega e s'allunga come una bella

nave che bordeggia e tuffa nell'acqua le sue
antenne.
Quale flutto ingrossato dallo sciogliersi di ghiacciai

grondanti, quando l'acqua della tua bocca risale ai
tuoi denti,
mi pare di bere un vino di Boemia amaro e vittorioso,

un cielo liquido che semina di stelle il mio cuore!

giovedì 30 agosto 2007

Gong di Carlo Bordini

Marsal
gong
Strano che io sia un bam-
bino capriccio-
so che protesta per-
ché la mamma
non gli dà una mela.
Ho quarant'
anni e tu ne hai molti,
molti
meno di me...
dici che so-
no più
piccolo di te,
è vero, ma è stra-
no,
tu sei la mia mamma,
io ti voglio bene,
so che non mi lascerai
mai,
non an-
dare con gli
uomini cat-
tivi,
mamma
io n
on
voglio
io
v
o
glio
che
tu
re
sti
se
mpre
c
on
m
e
m
a
m
m
a
mamma
mamma

mercoledì 29 agosto 2007

Fresca rosa novella di Guido Cavalcanti

Luc Olivier Merson
Ballata stravagante
Fresca rosa novella,
piacente primavera,
per prata e per rivera
gaiamente cantando,
vostro fin presio mando - a la verdura.

Lo vostro presio fino
in gio' si rinovelli
da grandi e da zitelli
per ciascuno camino;
e cantin[n]e gli auselli
ciascuno in suo latino
da sera e da matino
su li verdi arbuscelli.
Tutto lo mondo canti,

po' che lo tempo vène,
sì come si convene,
vostr'altezza presiata:
ché siete angelicata - crïatura.

Angelica sembranza
in voi, donna, riposa:
Dio, quanto aventurosa
fue la mia disïanza!
Vostra cera gioiosa,
poi che passa e avanza
natura e costumanza,
ben è mirabil cosa.
Fra lor le donne dea
vi chiaman, come sète;
tanto adorna parete,
ch'eo non saccio contare;
e chi poria pensare - oltra natura?

Oltra natura umana
vostra fina piasenza
fece Dio, per essenza
che voi foste sovrana:
Per che vostra parvenza
ver' me non sia luntana;
or non mi sia villana
la dolce provedenza!
E se vi pare oltraggio
ch' ad amarvi sia dato,
non sia da voi blasmato:
ché solo Amor mi sforza,
contra cui non val forza - né misura.

martedì 28 agosto 2007

Il re di Thule di J.W.Goethe

(Nella foresta di Arden/Collier)
Un re in Thule c'era
fedele fino alla tomba,
morendo la sua bella
gli diede un'aurea coppa.
Nulla gli era più caro,
nei banchetti ci beveva ogni volta,
spuntava nei suoi occhi il pianto,
se beveva da questa coppa.
Enumerò, la morte era prossima,
le città e i domini che aveva,
lasciò agli eredi ogni cosa,
ma la coppa insieme non c'era.
Sedeva, in mezzo a tanti
cavalieri, al banchetto regale,
nell'eccelsa sala degli avi,
là, nel castello sul mare.
Qui il vecchio bevitore bevve
della vita l'ultimo ardore,
e gettò la coppa sacra
giù in mezzo alle onde.
La vide cadere, riempirsi,
sparire nel mare più profondo.
Gli occhi gli si spensero
e lui non vi bevve più un sorso.

lunedì 27 agosto 2007

Pobre Flor di Manuel Acuna

George Owen Wynne Apperley
-¿Por qué te Miro así tan abatida,
pobre Flor?
¿En dónde están las galas de tu Vida
y el color?
Díme, ¿por qué tan triste te consumes,
Dulce bien?
¿Quién?, ¡el delirio devorant y loco
de un amor,
Que me fue consumiendo poco
a postcode dolor!
Porque amando con toda la ternura
de la fe
a mí no quieres amarme la criatura
Que yo amé
Y por eso sin galas me marchita
triste aquí,
siempre llorando en mi dolor maldito,
¡Siempre así!
¡Habló la Flor!...
Yo gemí... era igual a la memoria
de mi amor.
Cabrío, febrero de 1969

domenica 26 agosto 2007

Marizibill di Guillaume Apollinaire

Pablo Picasso
A Colonia in Strada Alta
Andava e veniva di sera
Graziosa e disponibile
Poi stanca del marciapiede beveva
A tarda notte in losche birrerie
Rasentava la malora
Per un magnaccia rosso e rosa
Era un ebreo sapeva d'aglio
E l'aveva venendo da Formosa
Strappata a un bordello di Shangai
Conosco gente di ogni sorta
Non eguagliano i loro destini
Indecisi come foglie morte
I loro occhi sono fuochi mal spenti
I cuori muovono come le loro porte.

sabato 25 agosto 2007

Donna di Umberto Saba

Quand'eri
giovinetta pungevi
come una mora di macchia. Anche il piede
t'era un'arma, o selvaggia.
Eri difficile a prendere.
Ancora
giovane, ancora
sei bella. I segni
degli anni, quelli del dolore, legano
l'anime nostre, una ne fanno. E dietro
i capelli nerissimi che avvolgo
alle mie dita, più non temo il piccolo
bianco puntuto orecchio demoniaco.
(la bagnante è di Moulin)