Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

giovedì 7 ottobre 2010

Agli dei della mattinata di Franco Fortini

Leo Van Paemel/Meisje legge
Il vento scuote allori e pini. Ai vetri, giù acqua.
Tra fiumi e luci la costa la vedi a tratti, poi nulla.
La mattinata si affina nella stanza tranquilla.
Un filo di musica rock, le matite, le carte.
Sono felice della pioggia. O dei inesistenti,
proteggete l'idillio, vi prego. E che altro potete,
o dei d'autunno indulgenti dormenti,
meste di frasche le tempie? Come maestosi quei vostri
luminosi cumuli! Quante ansiose formiche nell'ombra!

mercoledì 6 ottobre 2010

Specialmente se il vento d'Ottobre di Dylan Thomas

Gerald Leslie Brockhurst Specialmente se il vento d'Ottobre
Con gelide dita i miei capelli punisce,
Afferrato dal sole che aggriccia sul fuoco cammino
E getto un granchio d'ombra sulla terra,
Sul fianco del mare, uno strepito udendo d'uccelli,
Udendo il corvo tossire su invernali stecchi,
L'attivo mio cuore mentre lei parla palpita,
Sparge il sillabico sangue, le sue parole assorbe.
Chiuso dentro una torre di parole, segno
Sull'orizzonte camminare come gli alberi
Le forme verbose delle donne, e dentro il parco
Le file dei fanciulli dai gesti stellari.
Alcuni mi lascian crearti col vocalizzo dei faggi,
Alcuni con la voce delle quercie, dalle radici
Dirti le molte note di contee spinose,
Col linguaggio dell'acqua altri crearti.
Dietro un vaso di felci l'orologio oscilla,
E dell'ora mi dice la parola, il significato nervoso
Vola sul disco frecciato, declama il mattino,
Mi narra tempo al vento col gallo della banderuola.
Alcuni mi lascian crearti coi segni del prato;
Tutto ciò che conosco l'erba segnale mi dice
Ed attraverso l'occhio penetra col verminoso inverno.
Alcuni mi lasciano dirti i peccati del corvo.
Specialmente se il vento d'Ottobre
(Alcuni mi lascian crearti d'incanti autunnali,
Lingua di ragno, sonora collina del Galles)
Con pugni di rape punisce la terra,
Alcuni mi lascian crearti con impietose parole.
disseccato il cuore che, sillabando nello sgambettio
Di alchemico sangue, avvertì della furia in cammino.
Sui fianchi del mare puoi udire gli uccelli dai cupi vocalizzi.

martedì 5 ottobre 2010

Fanciullo mendico di Giovanni Pascoli

Karl August Von Pettenkofen Ho nel cuore la mesta parola
d'un bimbo ch'all'uscio mi viene.
Una lagrima sparsi, una sola,
per tante sue povere pene;
e pur quella pensai che vanisse
negl'ispidi riccioli ignota:
egli alzò le pupille sue fisse,
sentendosi molle la gota.
E io, quasi chiedendo perdono,
gli tersi la stilla smarrita,
con un bacio, e ponevo il mio dono
tra quelle sue povere dita.
Ed allora ne intesi nel cuore
la voce che ancora vi sta:
Non li voglio: non voglio, signore,
che scemi le vostra pietà.
E quand'egli già fuor del cancello
riprese il solingo sentiero,
io sentii, che, il suo grave fardello,
godeva a portarselo intiero:
e chiamava sua madre, che sorta
pareva da nebbie lontane,
a vederlo; poi ch'erano, morta
lei, morta! ma lui senza pane.

lunedì 4 ottobre 2010

L'estate ha due inizi di Emily Dickinson

James Tissot/1872/Autunno sul Tamigi 
L'estate ha due Inizi -
Inizia una volta in giugno -
Inizia in ottobre
Coinvolgendo di nuovo -
Senza Chiasso, forse,
Ma più nitida per la Grazia -
Com'è più bello l'andarsene
Che il restare di un Volto -
Si accomiata poi - per sempre -
Per sempre - fino a maggio -
Per sempre è caduco -
Eccetto per quelli che muoiono -

domenica 3 ottobre 2010

Sole d'ottobre di Ada Negri

Renoir ...È così pura questa
gioia fatta di luce e d'aria: questa
serenità ch'è d'ogni cosa intorno
a te, d'ogni pensiero entro di te:
quest'armonia dell'anima col punto
del tempo e con l'amore che il tempo
guida.
Non più grano, né frutti ha ormai la
terra
da offrire. Sta limpido l'Autunno
sul riposo dell'anno... Il fisso
azzurro, immemore
di tuoni e lampi, stende il suo gran
velo
di pace sulle rosseggianti chiome
delle foreste. Quand'è falciata
la spiga, spoglia la pannocchia,
rosso
il vin nei tini, e le dorate noci
chiaman l'abbacchio, e fuor del
riccio scoppia
la castagna, che importa la
minaccia
dell'Inverno, alla terra?..
Trasparente luce
d'ottobre, al cui tepor nulla matura
perché già tutto maturò: chiarezza
che della terra fa cosa di cielo.

sabato 2 ottobre 2010

Papaveri in ottobre di Sylvia Plath

Laura Muntz Lyall/Oriental poppies Nemmeno le nubi assolate possono fare stamane
Gonne così. Né la donna in ambulanza,
Il cui rosso cuore sboccia prodigioso dal mantello -
Dono, dono d'amore
Del tutto non sollecitato
Da un cielo
Che in un pallore di fiamma accende i suoi
Ossidi di carbonio, da occhi
Sbigottiti e sbarrati sotto cappelli a bombetta.
O Dio, chi sono mai
Io da far spalancare in un grido queste tarde bocche
In una foresta di gelo, in un'alba di fiordalisi.

venerdì 1 ottobre 2010

Ottobrata di Gabriele D'Annunzio

Alexandre Francois Desportes
Ridono tutte in fila le linde casette
ne 'l dolce sole ottobrino,
quale colore di rosa,
qual bianca, come tante comari vestite
de 'l novo bucato a festa.
Su le tegole brune riposano enormi
zucche gialle e verdastre,
sembianti a de' crani spelati,
e sbadiglian da qualche fessura
uno stupido riso a 'l meriggio.
Seduto su un uscio
un vecchietto sonnecchia
pipando, e un gatto nero gli dorme
tra i piedi.
Galline van razzolando intorno;
si sente il rumor de la spola
e d'una culla a 'l ritmo
di lenta canzone; poi voci
fresche di bimbi, risa di donne;
poi brevi silenzi,
Il bel vecchietto russa,
inclinato su l'omero il capo
bianco, ne il sole. lo guardo
la placida scena e dipingo.