Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
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martedì 21 febbraio 2012

Mascherina di Evelina Cattermole Mancini

Alberto Vargas
A l’ultimo veglione aveva un abito
Di raso nero, stretto,
Con un immenso strascico,
Il guanto insino a’l gomito:
E da lì, tutto nudo, un braccio splendido
Da far degna collana a Maometto.
Su’l sen, scoperto in quadro a mo’di vergine,
Fina, femminil’ esca,
Non i gioielli soliti,
Ma de’fiori e de i pampani,
Che in mezzo a le sue carni armonizzavano
Come in un canestrin di frutta fresca.
Sovra il picciolo capo un visibilio
Di ciocche indipendenti,
Impregnate d’ effluvi;
Due occhi che brillavano
A traverso a ’l velluto de la maschera,
Come ne’l tenebror due fari ardenti.
Fra i labbri aperti dei dentini candidi
Pari a chicchi di riso....
Io pensavo, studiandola
Come tipo di femmina,
Quanto sangue, quant’ oro e quante lacrime
Assorbito avrà mai con quel sorriso.

sabato 23 febbraio 2008

Tra di noi di Evelina Cattermole Mancini

Delphin Enjorlas
Una lanterna giapponese accende
d'un vermiglio riverbero i ricami
del grande arazzo, ove un guerrier discende,
tutto d'oro, d'un loto alto fra i rami.
Qui sono i versi suoi dentro uno scrigno
niellato da un mastro fiorentino,
e in una coppa a cui s'avvolge un cigno
ho un suo mazzo di rose a me vicino.
Ma le strofe che han musica d'amore
quale non l'udì mai regina in soglio,
le rose che de' suoi baci hanno odore,
non mi bastano più. Lui solo io voglio...!
Lui solo voglio. E pur quand'egli accanto
mi venga, favellandomi di cose
vaghe: d'una canzon che a volte io canto,
del cielo a notte o pur di queste rose,
io, lenta, straziando a poco a poco
il fazzoletto di fiamminga trina,
in vano attenderò che lanci fuoco
quell'anima ritrosa e adamantina.
Sdegna d'abbandonarsi: un delicato
senso, quasi un pudor nuovo il trattiene
dal dir ch'egli ha per me tutto obliato,
dal dirmi ch'ei mi vuol tutto il suo bene.

lunedì 11 giugno 2007

Aspettando di Evelina Cattermole-Mancini

Reflections è di Jacques Emile Blanche
CONTESSA LARA (Evelina Cattermole Mancini)
*****
Mi sussurrò - Domani? -Ed io: - Domani
m'avrai ne le tue braccia a l'istessa ora;
fra i tuoi capelli passerò le mani,
tu, sognando, dirai che m'ami ancora.
Ecco, son qui. Lo attendo. A i più lontani
passi, a ogni lieve suon che vien da fuora
tendo l'orecchio, e in desideri arcani
frugo con gli occhi la gentil dimora.
E' un vago nido.
Le finestre aperte
di primavera invitano a l'incanto:
scherza il sole tra i fiori e su 'l velluto.
Io, l'armi antiche e i quadri, onde coperte
son le mura, contemplo; e penso intanto
qual tesoro di baci ho già perduto.