Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
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domenica 14 settembre 2014

Notte di luna di Rabindranath Tagore

Christian Schloe
Notte di luna,
come un viandante
passi dall’altra parte del mare
con la tua pallida lanterna oscillante.
Io sono uno straniero,
solitario e distratto;
sul balcone lontano
così tu mi incanti,
e porti via il mio cuore.
Le nuvole tramano
per fare prigioniera la luna:
la luna suona la conchiglia magica.
Al suono incantato svaniscono le tenebre;
le nuvole navigano bianche
come schiuma al chiaro di luna.
Il flauto magico canta
le meraviglie della primavera,
le sue modulazioni
si levano in aria
portate dal vento.
Giovane viaggiatore,
dimentica le stanchezze del viaggio,
procedi con coraggio!
Non spegnere nell’anima
la luce del tuo cammino.

mercoledì 24 luglio 2013

Vieni al mio lago di Rabindranath Tagore

Sir John Lavery*Ariadne*1886
Se vuoi riempire la tua brocca, vieni, vieni al mio lago.
L'acqua bagnerà i tuoi piedi e ti mormorerà
il suo segreto.
La traccia della pioggia vicina è già sulla sabbia,
le nuvole sono basse sulla linea azzurra
degli alberi come i folti capelli sopra i tuoi occhi.
Conosco bene il ritmo dei tuoi passi:
batte nel mio cuore.
Vieni, vieni al mio lago, se devi riempire la tua brocca.

Se vuoi startene oziosa e sedere indolente,
lasciando che la tua brocca galleggi nell'acqua,
vieni al mio lago.
Il declivio erboso è verdeggiante, i fiori di campo
sono innumerevoli.
I pensieri voleranno via dai tuoi occhi neri
come gli uccelli dal loro nido.
Il velo ti cadrà ai piedi,
vieni, oh vieni al mio lago, se vuoi sedere indolente.

Se vuoi interrompere il tuo gioco e tuffarti
nell'acqua, vieni, vieni al mio lago.
Lascia il tuo mantello azzurro sulla riva.
L'acqua azzurra, nascondendoti, ti coprirà.
Le onde si alzeranno in punta di piedi
per baciarti il collo e mormorare ai tuoi orecchi.
Vieni, oh vieni al mio lago, se vuoi tuffarti
nell'acqua.

Se vuoi essere folle e cercare la morte in acqua,
vieni, vieni al mio lago.
E' freddo e profondo.
E' scuro come un sonno senza sogni.
Nei suoi abissi sono uguali le notti e i giorni,
e i canti sono silenzio.
Vieni, vieni al mio lago, se vuoi darti
in braccio alla morte.
(Poesie d'amore)

venerdì 19 agosto 2011

Festiva l'estate di Rabindranath Tagore

Francisco Pons Arnau
Festiva l'estate soltanto per i teneri
germi, o non anche per le fronde vizze e
i fiori appassiti?
Il canto del mare è armonioso solo sull'onde
che si levano?
O non anche sull'onde che scendono?
Bensì trapunto di gemme è il tappeto
ove s'erge il mio re, ma pur le umili
zolle aspettan d'essere sfiorate dal suo piede.
Son pochi i savi e i grandi seduti accanto
al mio Maestro, ma Egli ha inalzato sulle
braccia il folle e così mi ha fatto
Suo servitore per sempre.

giovedì 28 aprile 2011

Quando la lampada di Rabindranath Tagore

Alfons Mucha/Spring night
Quando la lampada accanto al mio letto si spense,
mi destai con gli uccelli mattinieri.
Sedetti alla finestra aperta,
con un fresco
serto di fiori tra i capelli sciolti.
Il giovane viandante venne per la strada
nella nebbia rosata del mattino.
Al collo aveva una collana di perle,
sulla sua corona cadevano i raggi del sole.
Si fermò davanti alla mia porta
e mi chiese con voce impaziente:
« Dove è lei? »
Non seppi dire, per la gran vergogna,
« Lei sono io, giovane viandante,
sono io ».
Era all'imbrunire
e la lampada non era ancora accesa.
Svogliatamente m'intrecciavo i capelli.
Il giovane giunse sul suo cocchio
nel bagliore del sole al tramonto.
La sua veste era coperta di polvere,
i cavalli avevano la schiuma.
Egli discese alla mia porta, e chiese
con voce stanca « Dove è lei? »
Non potei dire, per la gran vergogna,
« Lei sono io, stanco viaggiatore,
sono io ».
E' una notte d'aprile.
La lampada arde nella mia stanza.
La brezza del sud spira gentilmente.
Il pappagallo ciarliero
dorme nella sua gabbia.
Il mio corsetto ha il colore
del collo del pavone
e il mio mantello è verde
come l'erba novella.
Siedo per terra alla finestra
e guardo la strada deserta.
Nell'oscuritá della notte
continuo a mormorare
« Lei sono io, disperato viandante,
sono io ».

martedì 29 marzo 2011

Or via comanda di Rabindranath Tagore

Nicolae Gregorescu/Primavera Or via, comanda;
 ed io coglierò i miei frutti e li porterò in colmi panieri alla Tua corte,
 sebbene alcuni sian già mézzi, altri immaturi.
 Però che la stagione s'inoltri grave nella sua pienezza,
e la cornamusa del pastore s'oda flebile nell'ombra.
 Comanda; ed io scioglierò le vele via pel fiume.
 Freme il vento di marzo, e a quel fremito l'onde mormorando si sollevano.
 Il giardino ha donato quanto poteva;
 nell'ora stanca del vespero giunge la chiamata dalla Tua casa sul lido a ponente.

sabato 19 giugno 2010

Mi hai fatto senza fine di Rabindranath Tagore

Delobbe Mi hai fatto senza fine
questa è la tua volontà.
Questo fragile vaso
continuamente tu vuoti
continuamente lo riempi
di vita sempre nuova.
Questo piccolo flauto di canna
hai portato per valli e colline
attraverso esso hai soffiato
melodie eternamente nuove.
Quando mi sfiorano le tue mani immortali
questo piccolo cuore si perde
in una gioia senza confini
e canta melodie ineffabili.
Su queste piccole mani
scendono i tuoi doni infiniti.
Passano le età, e tu continui a versare,
e ancora c'è spazio da riempire.

sabato 19 settembre 2009

Ho sognato di Rabindranath Tagore

Leighton Ho sognato che lei, seduta vicino al mio letto,
mi sollevava dolcemente con le mani i capelli,
facendomi sentire la gentilezza delle sue dita.
Guardavo il suo viso, lottando con le lacrime
che mi offuscavano lo sguardo,
finché il languore delle sue dolci parole
mi fermò il sogno, come una luce iridescente.

sabato 27 giugno 2009

Concedi ch'io possa sedere di Rabindranath Tagore

Proculo e moglie/AnonimoConcedi ch'io possa sedere
per un momento al tuo fianco.
Le opere cui sto attendendo
potrò finirle più tardi.
Lontano dalla vista del tuo volto
non conosco né tregua né riposo
e il mio lavoro
diventa una pena senza fine
in un mare sconfinato di dolori.
Oggi l'estate è venuta
alla mia finestra
con i suoi sussurri e sospiri,
le api fanno i menestrelli
alla corte del boschetto in fiore.
Ora è tempo di sedere tranquilli
a faccia a faccia con te
e di cantare la consacrazione
della mia vita
in questa calma straripante e silenziosa.

venerdì 17 aprile 2009

L'ultima canzone di Rabindranath Tagore

Emile Doepler Finisci allora quest'ultima canzone e separiamoci.
Scorda questa notte ora che la notte è finita
Chi cerco di serrare tra le braccia?
I sogni non si possono far prigionieri.
Con mani avide stringo al mio cuore
il vuoto, ed esso mi ferisce il petto

venerdì 18 luglio 2008

Versi di Rabindranath Tagore

Marcious "Senza parlare sei arrivata come unavera regina, di nascosto
hai posato i piedi dentro l'anima."
"Quando nella stanza sara' portata la lampada accesa
io andro' via. Tu forse allora ascolterai la notte,
e, anche se io tacero', sentirai la mia canzone."
"Se non hai bisogno del mio amore
lascia che ti abbandoni qui.
Non mendichero' piu' uno solo dei tuoi sguardi,
se i miei t'importunano."

sabato 24 novembre 2007

Cogli questo piccolo fiore di Rabindranath Tagore

Cogli questo piccolo fiore,
prendilo!
Non indugiare!
Temo che appassisca e cada nella polvere.
Se non può trovare posto
tra i fiori della tua ghirlanda
onoralo almeno con il tocco della tua mano
anche se doloroso.
Temo che il giorno finisca
senza che me ne accorga
e che passi il tempo delle offerte.
Non è intenso il colore
e il suo profumo è tenue
ma può servire prendilo,
coglilo finchè c'è tempo!
(Dipinto di Bisquert)

domenica 23 settembre 2007

Quest'autunno è mio di Rabindranath Tagore

QUEST'AUTUNNO E' MIO
di Rabindranath Tagore
Quest'autunno

è mio,
fu cullato nel mio cuore.
I campanelli luccicanti
alle caviglie
mi tintinnavano
nel sangue
e il suo san di velo
ondeggiava nel mio respiro.
Io riconosco il contatto

dei suoi capelli ondulati
in tutti i miei sogni.
Intorno c'è sempre lei,
anche nei tremuli rami
che danzano
al mio ritmo,
e i suoi occhi,
che dal cielo azzurro
sorridono,
presero luce da me
Rabindranath Tagore
(Kennington/Autumn)

domenica 6 maggio 2007

Vieni come sei di Rabindranath Tagore

Vieni come sei, non indugiare a farti bella.
Se la treccia s'è sciolta dei capelli,
se la scriminatura non è dritta,
se i nastri del corsetto non sono allacciati,
non badarci.
Vieni come sei, non indugiare a farti bella.
Vieni sull'erba con passi veloci.
Se il rossetto si disfà per la rugiada,
se gli anelli che tintinnano ai tuoi piedi si allentano,
se le perle della tua collana cadono,
non badarci. Vieni sull'erba con passi veloci.
Non vedi le nubi che coprono il cielo?
Stormi di gru si levano in volo
dall'altra riva del fiume
e improvvise raffiche di vento
passano veloci sulla brughiera.
Le greggi spaurite corrono agli ovili.
Non vedi le nubi che coprono il cielo?
Invano accendi la lampada della tua toilet -
la fiamma vacilla e si spegne nel vento.
Chi può accorgersi che le tue palpebre
non sono state tinte d'ombretto?
I tuoi occhi sono più neri delle nubi.
Invano accendi la lampada della tua toilet.
Vieni come sei, non indugiare a farti bella.
Se la ghirlanda non è stata intrecciata,
che importa;
se il braccialetto non è chiuso.
lascia fare.
Il cielo è coperto di nuvole - è tardi.
Vieni come sei; non indugiare a farti bella.
(il dipinto è di A.J.White)

mercoledì 18 aprile 2007

Tengo le sue mani di Rabindranath Tagore

Tengo le sue mani...
"Tengo le sue mani e le stringo al mio petto.

Tento di riempire le mie braccia della sua bellezza,
di rubare con i baci il suo dolce sorriso,
di bere i suoi neri sguardi con i miei occhi."
Rabindranath Tagore
(Music di Hebert)

sabato 24 marzo 2007

Lei è vicina al mio cuore di Rabrindanath Tagore

John Quincy Adams*Countess Karolyi
 Lei è vicino al mio cuor
 come fiore di campo alla terra:
mi è dolce come è dolce il sonno
per le stanche membra.
Il mio amore per lei è la mia vita
che scorre nella sua pienezza,
come un fiume gonfio in autunno,
fluente con sereno abbandono.
I miei canti si confondono al mio amore,
come il mormorio d'un ruscello,
che canta con tutte le sue onde
e tutte le sue correnti.
Se possedessi il cielo con tutte le sue stelle,
e il mondo con le sue infinite ricchezze,
chiederei ancora di più;
ma sarei pago dal più infimo cantuccio
di questa terra, se lei fosse mia.