Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
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domenica 24 agosto 2014

Universo di Giuseppe Ungaretti

Gustave Courbet*La mer à Palavas*1854
Devetachi il 24 agosto 1916

Col mare
mi sono fatto
una bara
di freschezza
*
Il Porto Sepolto

venerdì 25 aprile 2014

PER I MORTI DELLA RESISTENZA di Giuseppe Ungaretti

Charles Sellier*Angels
Qui 
Vivono per sempre
Gli occhi che furono chiusi alla luce
Perché tutti 
Li avessero aperti
Per sempre 
Alla luce

(NUOVE*1968-1970)

mercoledì 23 aprile 2014

Cori descrittivi di stati d'animo di Didone dal X al XIX di Giuseppe Ungaretti

John William Godward
X
Non odi del platano,
Foglia non odi a un tratto scricchiolare
Che cade lungo il fiume sulle selci?

Il mio declino abbellirò, stasera;
A foglie secche si vedrà congiunto
Un bagliore roseo.

XI
E senza darsi quiete
Poiché lo spazio loro fuga d’una
Nuvola offriva ai nostri intimi fuochi,
Covandosi a vicenda
Le ingenue anime nostre
Gemelle si svegliarono, già in corsa

XII
A bufera s’è aperto, al buio, un porto
Che dissero sicuro.

Fu golfo constellato
E pareva immutabile il suo cielo;
Ma ora, com’è mutato!

XIII
Sceso dall’incantevole sua cuspide,
Se ancora sorgere dovesse
Il suo amore, impassibile farebbe
Numerare le innumere sue spine
Spargendosi nelle ore, nei minuti.

XIV
Per patirne la luce,
Gli sguardi tuoi, che si accigliavano
Smarriti ai cupidi, agl’intrepidi
Suoi occhi che a te non si soffermerebbero
Mai più, ormai mai più.

Per patirne l’estraneo, il folle
Orgoglio che tuttora adori,
Ai tuoi torti con vana implorazione
La sorte imputerebbero
Gli ormai tuoi occhi opachi, secchi;
Ma grazia alcuna più non troverebbero,
Nemmeno da sprizzarne un solo raggio,
Od una sola lacrima,
Gli occhi tuoi opachi, secchi,

Opachi, senza raggi.

XV
Non vedresti che torti tuoi, deserta,
Senza più un fumo che alla soglia avvii
Del sonno, sommessamente.

XVI
Non sfocerebbero ombre da verdure
Come nel tempo ch’eri agguato roseo
E tornava a distendersi la notte
Con i sospiri di sfumare in prato,
E a prime dorature ti sfrangiavi,
Incerte, furtiva, in dormiveglia.

XVII
Trarresti dal crepuscolo
Un’ala interminabile.

Con le sue piume più fugaci
A distratte strie ombreggiando,
Senza fine la sabbia
Forse ravviveresti.

XVIII
Lasciò i campi alle spighe l’ira avversi,
E la città, poco più tardi,
Anche le sue macerie perse.

Àrdee errare cineree solo vedo
Tra paludi e cespugli,
Terrorizzate urlanti presso i nidi
E gli escrementi dei voraci figli
Anche se appaia solo una cornacchia.

Per fetori s’estende
La fama che ti resta,
Ed altro segno più di te non mostri
Se non le paralitiche
Forme della viltà
Se ai tuoi sgradevoli gridi ti guardo.

XIX
Deposto hai la superbia negli orrori,
Nei desolati errori.
**********
LA TERRA PROMESSA

martedì 22 aprile 2014

Cori descrittivi di stati d'animo di Didone (dall'I al IX) di Giuseppe Ungaretti

John William Godward
I.
Dileguandosi l'ombra,

In lontananza d'anni,

Quando non laceravano gli affanni,

L'allora, odi, puerile
Petto ergersi bramato
E l'occhio tuo allarmato
Fuoco incauto svelare dell'Aprile
Da un'odorosa gota.

Scherno, spettro solerte
Che rendi il tempo inerte
E lungamente la sua furia nota:

Il cuore roso, sgombra!

Ma potrà, mute lotte
Sopite, dileguarsi da età, notte?

Il.
La sera si prolunga
Per un sospeso fuoco
E un fremito nell'erbe a poco a poco
Pare infinito a sorte ricongiunga.

Lunare allora inavvertita nacque
Eco, e si fuse al brivido dell'acque.
Non so chi fu più vivo,
Il sussurrio sino all'ebbro rivo
O l'attenta che tenera si tacque.

III
Ora il vento s'è fatto silenzioso
E silenzioso il mare;
Tutto tace; ma grido
Il grido, sola, del mio cuore ,
Grido d'amore, grido di vergogna
Del mio cuore che brucia
Da quando ti mirai e m'hai guardata
E più non sono che un oggetto debole.

Grido e brucia il mio cuore senza pace
Da quando più non sono
Se non cosa in rovina e abbandonata.

IV
Solo ho nell'anima coperti schianti,
Equatori selvosi, su paduli
Brumali grumi di vapori dove
Delira il desiderio,
Nel sonno, di non essere mai nati.

V
Non divezzati ancora, ma pupilli
Cui troppo in fretta crescano impazienze,
L'ansia ci trasportava lungo il sonno
Verso quale altro altrove?
Si colorì e l'aroma prese a spargere
Così quella primizia
Che, per tenere astuzie
Schiudendosi sorpresa nella luce,
Offrì solo la vera succulenza
Più tardi, già accaniti noi alle veglie.

VI
Tutti gli inganni suoi perso ha il mistero,
A vita lunga solita corona,
E, in se stesso mutato,
Concede il fiele dei rimorsi a gocce.

VII.
Nella tenebra, muta
Cammini in campi vuoti d'ogni grano:
Altero al lato tuo più niuno aspetti.

VIII.
Viene dal mio al tuo viso il tuo segreto;
Replica il mio le care tue fattezze;
Nulla contengono di più i nostri occhi
E, disperato, il nostro amore effimero
Eterno freme in vele d'un indugio.

IX
Non più m'attraggono i paesaggi erranti
Del mare, nè dell'alba il lacerante
Pallore sopra queste o quelle foglie;
Nemmeno più contrasto col macigno,
Antica notte che sugli occhi porto.

Le immagini a che prò
Per me dimenticata?
.................................................
LA TERRA PROMESSA

giovedì 27 marzo 2014

Si porta di Giuseppe Ungaretti

Norah Neilson Gray*Sel portrait*1918
Roma fine marzo 1918

Si porta
l'infinita
stanchezza
dello sforzo
occulto
di questo principio
che ogni anno
scatena la terra
***********
GIROVAGO

lunedì 3 febbraio 2014

Monologhetto parte due di Giuseppe Ungaretti

Marie Danforth
Il ricordare è di vecchiaia il segno,
Ed oggi alcune soste ho ricordate
Del mio lungo soggiorno sulla terra,
Successe di Febbraio,
perché sto, di Febbraio, alla vicenda
Più che negli altri mesi vigile.
Gli sono più che alla mia stessa vita
Attaccato per una nascita
Ed una dipartita;
Ma di questo, non è momento di parlare.
E anch'io di questo mese nacqui.
Era burrasca, pioveva a dirotto
A Alessandria d'Egitto in quella notte,
E festa gli Sciiti
Facevano laggiù
Alla luna detta degli amuleti:
Galoppa un bimbo sul cavallo bianco
E a lui dintorno in ressa il popolo
S'avvince al cerchio dei presagi.
Adamo ed Eva rammemorano
Nella terrena sorte istupiditi:
E tempo che s'aguzzi
L'orecchio a indovinare,
E una delle Arabe accalcate, scatta,
Fulmine che una roccia graffia
Indica e, con schiumante bocca, attesta:

Un mahdi, ancora informe nel granito,
Delinea le sue braccia spaventose;


Ma mia madre, Lucchese,
A quella uscita ride
Ed un proverbio cita:

Se di Febbraio corrono i viottoli,
Empie di vino e olio tutti i ciottoli.

Poeti, poeti, ci siamo messi
Tutte le maschere;
Ma uno non è che la propria persona.
Per atroce impazienza
In quel vuoto che per natura
Ogni anno accade di Febbraio
Sul lunario fissandosi per termini:
Il giorno della Candelora
Con il riapparso da penombra
Fioco tremore di fiammelle
Di sull'ardore
Di poca cera vergine,
E il giorno, dopo qualche settimana,
Del Sei polvere e ritornerai in polvere;
Nel vuoto, e per impazienza d'uscirne,
Ognuno, e noi vecchi compresi
Con i nostri rimpianti,
E non sa senza propria prova niuno
Quanto strozzi illusione
Che di solo rimpianto viva;
Impaziente, nel vuoto, ognuno smania,
S'affanna, futile,
A reincarnarsi in qualche fantasia
Che anch'essa sarà vana,
E ne è sgomento,
Troppo in fretta svariando nei suoi inganni
Il tempo, per potersene ammonire.
Solo ai fanciulli i sogni s'addirebbero:
Posseggono la grazia del candore
Che da ogni guasto sana, se rinnova
O se le voci in sé, svaria d'un soffio.
Ma perché fanciullezza
È subito ricordo?
Non c'è, altro non c'è su questa terra
Che un barlume di vero
E il nulla della polvere,
Anche se, matto incorreggibile,
Incontro al lampo dei miraggi
Nell'intimo e nei gesti, il vivo
Tendersi sembra sempre.
************
UN GRIDO E PAESAGGI

domenica 29 dicembre 2013

Lido di Giuseppe Ungaretti

Georges De La Tour*The fortune teller
           1925
L'anima dissuade l'aspetto
Di gracili arbusti sul ciglio
D'insidiosi bisbigli.

Conca lucente che all'anima ignara
Il muto sgomento rovini
E porti la salma vana
Alla foce dell'astro freddo,
Anima ignara che torni dall'acqua
E ridente ritrovi
L'oscuro,

Finisce l'anno in quel tremito.
*************
SENTIMENTO DEL TEMPO

giovedì 28 novembre 2013

Poesia e L'illuminata rugiada di Giuseppe Ungaretti

Thanksgiving*1912
Sagrado il 28 novembre 1916

I giorni e le notti
suonano
in questi miei nervi
di arpa

vivo di questa gioia
malata di universo
e soffro
di non saperla
accendere nelle mie parole
************
La terra tremola
di piacere
sotto un sole
di violenze gentili
(POESIE DISPERSE)

mercoledì 27 novembre 2013

Bisbigli di singhiozzi di Giuseppe Ungaretti

Charles Hawthorne
Sagrado il 27 novembre 1916

Mi tornano
transitando
per i canneti titubanti
lungo la strada
scorticata
sul dorso della solitudine
le parole
delle anime perse

e finiscono di smorzarsi
in quelle ondate
di masso
alleggerito dal buio
che accovacciato
all'orlo del cielo
viscido
come una maiolica
incide
una bocca affilata
di baratro.
*****
Poesie disperse

martedì 22 ottobre 2013

O notte di Giuseppe Ungaretti

Dravko Mandic
Dall'ampia ansia dell'alba
Svelata alberatura.

Dolorosi risvegli.

Foglie, sorelle foglie,
Vi ascolto nel lamento.

Autunni,
Moribonde dolcezze.

O gioventù,
Passata è appena l'ora del distacco.

Cieli alti della gioventù
Libero slancio.

E già sono deserto.
Preso in questa curva malinconia.

Ma la notte sperde le lontananze.

Oceanici silenzi,
Astrali nidi d'illusione,

O notte.
1919
SENTIMENTO DEL TEMPO
da PensieriParole

mercoledì 25 settembre 2013

Attrito e Distacco di Giuseppe Ungaretti

Amedeo Modigliani*La rubia Renè*1916
ATTRITO
Locvizza il 23 settembre 1916

Con la mia fame di lupo
ammaino
il mio corpo di pecorella

Sono come
la misera barca
e come l'oceano libidinoso

*************

DISTACCO
Locvizza il 24 settembre 1916

Eccovi un uomo
uniforme

Eccovi un'anima
deserta
uno specchio impassibile

M'avviene di svegliarmi
e di congiungermi
e di possedere

Il raro bene che mi nasce
così piano mi nasce

E quando ha durato
così insensibilmente s'è spento

********

(L'ALLEGRIA*IL PORTO SEPOLTO)

mercoledì 18 settembre 2013

Ombra di Giuseppe Ungaretti

Charles Hawthorne
1927
Uomo che speri senza pace,
Stanca ombra nella luce polverosa,
L'ultimo caldo se ne andrà a momenti
E vagherai indistinto...

sabato 31 agosto 2013

Dal Viale di Valle - Ricordo D'Affrica e Casa mia di Giuseppe Ungaretti

Ritman
DAL VIALE DI VALLE
Pieve Santo Stefano il 31 agosto 1917

Nettezza di montagne
risalita
nel globo
del tempo
ammansito.
(L'Allegria*Naufragi)
********
RICORDO D'AFFRICA
Il sole rapisce la città

Non si vede più

Neanche le tombe resistono molto
(L'Allegria*Ultime)
*********
CASA MIA
Sorpresa
dopo tanto
d'un amore

Credevo di averlo sparpagliato
per il mondo
(L'Allegria*Ultime)

domenica 25 agosto 2013

Sonnolenza di Giuseppe Ungaretti

Joseph Kleitsch*1916
Da Devetachi al San Michele il 25 agosto 1916

Questi dossi di monti
si sono coricati
nel buio delle valli

Non c'è più niente
che un gorgoglio
di grilli che mi raggiunge

E s'accompagna
alla mia inquietudine
*********
(L'Allegria-Il porto Sepolto)

sabato 17 agosto 2013

Sogno e Rose in fiamme di Giuseppe Ungaretti

Frederick Childe Hassam*Kitty Hughes*1917
SOGNO
Vallone il 17 agosto 1917

Ho sognato
stanotte
una
piana
striata
d'una
freschezza

In veli
varianti
d'azzurr'oro
alga
**************
ROSE IN FIAMME
Vallone il 17 agosto 1917

Su un oceano
di scampanelii
repentina
galleggia un'altra mattina

(L'ALLEGRIA-Naufragi)

giovedì 8 agosto 2013

D'agosto di Giuseppe Ungaretti

Albert Moore
1925
Avido lutto ronzante nei vivi,

Monotono altomare,
Ma senza solitudine,

Repressi squilli da prostrate messi,

Estate,

Sino ad orbite ombrate spolpi selci,

Risvegli ceneri nei colossei...

Quale Erebo t'urlò?
***********
SENTIMENTO DEL TEMPO
La fine di Crono

domenica 14 luglio 2013

Destino e Fonte di Giuseppe Ungaretti

Charles Courtney Curran*1920
DESTINO
Mariano il 14 luglio 1916

Volti al travaglio
come una qualsiasi
fibra creata
perchè ci lamentiamo noi?
(L'ALLEGRIA*IL PORTO SEPOLTO)
*******
FONTE
1927

Il cielo ha troppo già languito
E torna a splendere
E di pupille semina la fonte.

Risorta vipera,
Idolo snello, fiume giovinetto,
Anima, estate tornata di notte,
Il cielo sogna.

Prega, amo udirti,
Tomba mutevole.
(SENTIMENTO DEL TEMPO)

lunedì 1 luglio 2013

Sereno di Giuseppe Ungaretti

Louis Ritman*A day in july*1918
Bosco di Courton luglio 1918

Dopo tanta
nebbia
a una
a una
si svelano
le stelle

Respiro
il fresco
che mi lascia
il colore del cielo

Mi riconosco
immagine
passeggera

Presa in un giro
immortale
***********
L'ALLEGRIA*Girovago

sabato 29 giugno 2013

Peso e Risvegli di Giuseppe Ungaretti

Thomas Dewing*1916

PESO
Mariano il 29 giugno 1916

Quel contadino
si affida alla medaglia
di Sant'Antonio
e va leggero

Ma ben sola e ben nuda
senza miraggio
porto la mia anima
**************
RISVEGLI
Mariano il 29 giugno 1916

Ogni mio momento
io l'ho vissuto 
un'altra volta 
in un'epoca fonda 
fuori di me 

Sono lontano colla mia memoria 
dietro a quelle vite perse 
Mi desto in un bagno 
di care cose consuete 
sorpreso 
e raddolcito 
Rincorro le nuvole 
che si sciolgono dolcemente 
cogli occhi attenti 
e mi rammento 
di qualche amico 
morto 

Ma Dio cos'è? 

E la creatura 
atterrita 
sbarra gli occhi 
e accoglie 
gocciole di stelle 
e la pianura muta 

E si sente 
riavere 
********
L'ALLEGRIA-Il Porto Sepolto

sabato 1 giugno 2013

Giugno di Giuseppe Ungaretti

                                        Campolongo il 5 luglio 1917
Suzanne Valadon*1917
Quando 
mi morirà 
questa notte 
e come un altro 
potrò guardarla 
e mi addormenterò 
al fruscio 
delle onde 
che finiscono 
di avvoltolarsi 
alla cinta di gaggie 
della mia casa 

Quando mi risveglierò 
nel tuo corpo 
che si modula 
come la voce dell'usignolo 

Si estenua 
come il colore 
rilucente 
del grano maturo 

Nella trasparenza 
dell'acqua 
l'oro velino 
della tua pelle 
si brinerà di moro 

Librata 
dalle lastre 
squillanti 
dell'aria sarai 
come una 
pantera 

Ai tagli 
mobili 
dell'ombra 
ti sfoglierai 

Ruggendo 
muta in 
quella polvere 
mi soffocherai 

Poi 
socchiuderai le palpebre 

Vedremo il nostro amore reclinarsi 
come sera 

Poi vedrò 
rasserenato 
nell'orizzonte di bitume 
delle tue iridi morirmi 
le pupille 

Ora 
il sereno è chiuso 
come 
a quest'ora 
nel mio paese d'Affrica 
i gelsumini 

Ho perso il sonno 

Oscillo 
al canto d'una strada 
come una lucciola 

Mi morirà 
questa notte? 

************
(L'ALLEGRIA*Naufragi)