Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
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martedì 2 giugno 2015

Viaggio con un fantasma di Thomas Hardy

Vertige, Denis Etcheverry circa 1903
Viaggio con un fantasma adesso
perchè la gente non vuole vedere
in carne ed ossa un ramo così spoglio
come la natura fa di me.

E così visito incorporee
strane cupe famiglie spesso in dissidio
e mi chiedo se la coscienza umana
sia uno degli errori di Dio.

E dopo incontro te e mi calmo
e penso che se fosse un errore
come alcuni han detto, sarebbe allora
uno di quelli che riesco a tollerare.***
I TRAVEL AS A PHANTOM NOW

I travel as a phantom now,
For people do not wish to see
In flesh and blood so bare a bough
As Nature makes of me.

And thus I visit bodiless
Strange gloomy households often at odds,
And wonder if Man’s consciousness
Was a mistake of God’s.

And next I meet you, and I pause,
And think that if mistake it were,
As some have said, O then it was
One that I well can bear!***
Thomas Hardy nacque il 2 giugno 1840

giovedì 20 gennaio 2011

Tordo a sera di Thomas Hardy

Varley
M'appoggiai al cancello d'un boschetto
Quando il gelo era grigio fantasma,
E le scorie d'inverno desolavano
L'occhio morente del giorno.
I rami intrecciati striavano il cielo
Come corde di lire spezzate,
E tutti gli umani all'intorno
Erano presso il loro focolare.
Le linee della terra scheletrita
Sembravano il cadavere del secolo disteso.
Sua cripta sepolcrale la volta nuvolosa,
Il vento suo lagno di morte.
Il palpitare antico del seme e della nascita
S'era rattratto in rigida secchezza,
E ogni spirito sopra la terra
Svuotato di fervore come me.
Ed ecco una voce improvvisa
Scoppiò dagli squallidi rami,
A piena gola, in canto vespertino
Di gioia sconfinata;
Un vecchio tordo, fragile, sparuto, piccolino,
Le piume arruffate dal vento,
In quel modo spendeva la sua anima
Sull'ombra che scendeva.
Così poco incentivo a carole
Di tanto estatica nota
Era scritto sul volto della terra,
Lontano o intorno a lui,
Da farmi pensare vibrasse
In quella sua gioiosa buona-notte
Una lieta speranza, di cui egli sapeva
E io ero ignaro.

sabato 8 maggio 2010

Poi di Thomas Hardy

Odilon Redon
Quando l'Oggi avrà chiuso il suo cancello dietro il mio trepido soggiorno,
il mese di maggio agiterà come ali le sue liete foglie verdi,
Coperte di lieve pelurie come seta appena filata, diranno i vicini:
« Era un uomo che sapeva notare queste cose » ?
Se sarà al tramonto, quando, come il battito silenzioso d'una palpebra,
Il falco della rugiada viene a posarsi attraverso le ombre
Sul pruno dell'altura distorto dal vento, un passante potrà
forse pensare
« Questa scena dev'essergli stata familiare ».
Se passerò nella tenebra notturna, piena di falene e calda,
Quando il porcospino corre furtivo sul prato,
Qualcuno forse dirà: « Fece quanto era in lui perché queste creature innocenti scampassero a ogni male,
« Ma non potè far molto, e ora non c'è più ».
Se, quando udranno che sono placato, alla fine, sosteranno davanti la porta,
Fissando il cielo invernale gremito di stelle,
Sorgerà questo pensiero in coloro che non incontreranno il mio viso mai più
« Era uno che aveva un occhio per questi misteri » ?
E dirà nessuno, quando la campana del mio trapasso sarà udita nella tenebra,
E una brezza interposta segnerà una pausa nel suo rombo,
Fincbé emergerà di nuovo, quasi fosse la voce d'un'altra campana
« Ora egli non ode, ma soleva notare queste cose » ?

martedì 19 gennaio 2010

Toni neutri di Thomas Hardy

Charles W. Bartlett/1916
Sostammo presso un laghetto quel giorno d'inverno,
E il sole era bianco, come biasimato da Dio,
E sparse foglie giacevano sulla zolla affamata,
Cadute da un frassino, ed erano grige.
I tuoi occhi fissi sopra di me erano quali gli occhi che vagano
Su tediosi enigmi risolti anni addietro;
parole correvano tra noi su e giù,
Chiedevano chi, con il nostro amore, avesse perduto di più.
Il sorriso della tua bocca era la cosa più morta,
Vivo quel tanto che gli desse la forza di morire;
E una piega d'amarezza aleggiava su di esso
Quasi un uccello di sventura in volo...
Da allora, crude lezioni che amore inganna,
E strazia d'offese immeritate, hanno foggiato per me
La tua faccia, e il sole maledetto da Dio, e un albero,
E un laghetto orlato di foglie grigiastre.

giovedì 24 dicembre 2009

I buoi di Thomas Hardy

Marianne Stokes
Vigilia di Natale, e mezzanotte:
« Ora essi sono tutti inginocchiati »,
Disse un anziano a noi seduti in gruppo
Ben crogiolati presso il focolare.
Ci fingemmo le miti creature
Entro il loro ricovero di paglia,
Né ad alcuno di noi venne il pensiero
Che non fossero appunto genuflessi.
Tanto leggiadra fantasia, chi mai
Tesserebbe in questi anni? Pure io sento
Che se in quell'ora un tale mi dicesse :
« Vieni a vedere i buoi inginocchiati
Nella solinga fattoria a valle,
Che nell'infanzia avemmo familiare »,
Lo seguirei tra l'ombre della notte,
Sperando in cuore fosse proprio vero

martedì 22 dicembre 2009

Neve nei sobborghi di Thomas Hardy

Alberto Vargas*Ann Sheridan*1939
Ogni ramo n'è carico,
Ogni rametto incurvato;
Ogni forcella è un candido piede palmato;
Ogni strada e ogni selce è fatta muta;
Alcuni fiocchi si sono smarriti, brancolano indietro verso il cielo:
Incontrando quelli che cadano in lente volute, si volgono e ridiscendono.
Gli steccati sono saldati insieme come un muro,
E non c'è fiato di vento nella pioggia di vello lanoso.
Un passero entra nell'albero,
Ed ecco improvviso
Un grumo di neve tre volte il suo piccolo corpo
S'abbatte sopra di lui, gl'inonda la testa e gli occhi.
Lo rovescia,
Quasi lo inurna,
Si posa su un rametto più basso, e l'urto lieve
Sventaglia via una scarica frusciante d'altri grumi adagiati.
Gli scalini sono un pendio imbiancato:
Lo risale con debole speranza
Un gatto nero, grandi occhi e sparuto;
E noi lo si fa entrare.

lunedì 13 luglio 2009

Appuntamento mancato di Thomas Hardy

Isobel Lilian Gloag
Tu non venisti,
E il tempo in cammino trascorse e m'invase torpore.
Pure, non tanto per il vuoto della tua cara presenza laggiù,
Quanto perché trovai così mancare nella tua natura
Quell'alta compassione che sa superare
Riluttanza per mero impulso di pietà
lo mi dolsi, quando, come l'ora della speranza batté la sua somma,
Tu non venisti.
Tu non mi ami,
E, soltanto l'amore potrebbe donarti lealtà;
Lo so e l'ho sempre saputo. Ma al grande tesoro
Degli atti umani, divini in tutto fuor che nel nome,
Non valeva una piccola ora o poco più
Aggiungere anche questo: che una volta tu, donna, venisti
A lenire un uomo lacero di tempo, sebbene in verità
Tu non mi ami?