Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
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venerdì 6 febbraio 2015

Notturno di Ruben Darìo

Carlos Schwabe, The Death and The Lilies.
Voi che avete auscultato il cuore della notte,
voi che nell’ostinata insonnia avete udito
un chiudersi di porte, il rumore di vetture
lontane, un’eco vaga, un leggero fruscio…

In quegli istanti di silenzio misterioso
quando sorgon dal loro carcere gli obliati,
nell’ora dei defunti, nell’ora del riposo,
leggerete i miei versi d’amarezza impregnati.

Come in un vetro io verso in essi i miei dolori,
i remoti ricordi, le disgrazie funeste,
le meste nostalgie dell’anima inebriata,
la pena del mio cuore, triste in mezzo alle feste.

Dolore di non essere quello che avrei potuto,
perdita del reame per il quale ero nato,
pensiero che un istante decise la mia vita,
sogno ch’è l’esistenza da quando sono stato!

Tutto mi giunge in mezzo al silenzio profondo
in cui la notte avvolge la terrena illusione
e sento come un’eco del gran cuore del mondo
che penetra e commuove il mio cuore in ascolto

***
NOCTURNO

Los que auscultasteis el corazón de la noche,
los que por el insomnio tenaz habéis oído
el cerrar de una puerta, el resonar de un coche
lejano, un eco vago, un ligero ruido…

En los instantes del silencio misterioso,
cuando surgen de su prisión los olvidados,
en la hora de los muertos, en la hora del reposo,
¡sabréis leer estos versos de amargor impregnados!…

Como en un vaso vierto en ellos mis dolores
de lejanos recuerdos y desgracias funestas,
y las tristes nostalgias de mi alma, ebria de flores,
y el duelo de mi corazón, triste de fiestas.

Y el pesar de no ser lo que yo hubiera sido,
y la pérdida del reino que estaba para mí,
el pensar que un instante pude no haber nacido,
¡y el sueño que es mi vida desde que yo nací!

Todo esto viene en medio del silencio profundo
en que la noche envuelve la terrena ilusión,
y siento como un eco del corazón del mundo
que penetra y conmueve mi propio corazón.
*
Ruben è morto il 6 febbraio del 1916

sabato 15 giugno 2013

La spiga di Ruben Dario

José de Togores i Llach * Fiesta
LE ANFORE DI EPICURO. La spiga
***
Guarda il segno sottile che le dita del vento
fanno nell'agitare il gambo che s'inclina
e s'alza in una ritmica virtù di movimento.
Col dorato pennello del fior della farina
tracciano sulla azzurra tela del firmamento
il mistero immortale della terra divina
e delle cose l'anima che dà il suo sacramento
in una interminata freschezza mattutina.
Sulla pace dei campi, di Dio si sporge il viso.
Aroma d'urne in fiore mistico incenso effonde
sul vasto altare e soglio dell'azzurro sorriso.
Dal suo verdore il tronco e dal fiorir non cessa,
bruca l'agnello sotto le sue amorose fronde,
e dorme nella spiga d'oro e lume la messa.

giovedì 18 ottobre 2007

D'autunno di Ruben Dario

Thompson
So che dicono alcuni: perché non canta ora
più con quella pazzia armoniosa d'un tempo?
Non vedono il lavoro profondo delle ore,
l'opera del minuto e il prodigio dell'anno.
Povera pianta, detti, movendomi la brezza,
quando ancora crescevo, un vago e dolce suono.
E' passato ormai il tempo del giovanile riso:
lasciate l'uragano agitare il mio cuore !