Ettore De Maria Bergler/Floralia
I' mi trovai, fanciulle, un bel mattino
di mezzo maggio in un verde giardino
Erano intorno violette e gigli
fra l'erba verde, e vaghi fior novelli
azzurri gialli candidi e vermigli
ond'io porsi la mano a côr di quelli
per adornar e' mie' biondi capelli
e cinger di ghirlanda el vago crino.
I' mi trovai, fanciulle, un bel mattino.
Da poi ch'i' ebbi pien di fiori un lembo,
vidi le rose, e non pur d'un colore;
io colsi allor per empier tutto el grembo,
perch'era sì soave il loro odore
che tutto mi senti' destar el core
di dolce voglia e d'un piacer divino.
I' mi trovai, fanciulle, un bel mattino.
I' posi mente: quelle rose allora
mai non vi potre' dir quant'eran belle;
quale scoppiava della boccia ancora;
qual eron un po' passe e qual novelle.
Amor mi disse allor: " Va', co' di quelle
che più vedi fiorir in sullo spino".
I' mi trovai, fanciulle, un bel mattino.
Quando la rosa ogni suo' foglia spande,
quando è più bella, quando è più gradita,
allora è buona a metter in ghirlande,
prima che sua bellezza sia fuggita;
sicché fanciulle, mentre è più fiorita,
cogliàn la bella rosa del giardino...
I' mi trovai, fanciulle, un bel mattino
di mezzo maggio in un verde giardino.

