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| Julien Bastien LePage 1881 |
in ramo si raccoglie
come un uccello al vento:
e un lamento di foglie
mesce con un richiamo
di piogge, di fontane
e d’ombre. Il pianto
vaga in aria a lontane
solitudini, oscilla
di villa in villa,
e scolora ogni fronda.
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Quando, o pastore, a’ culmini biancheggiottobre e i tordi calino ai ginepri,
tu i pascoli saluti ove le lepri
danzano e aduni le tue sparse greggi.
Un mattino, su l'aia, in fra i castagni
già soffusi di un primo ombreggiar d'oro,
un carro appronti ed un caval imbrigli;
entro quel poni, del tuo cane a' lagni,
quanto t'avanza modico tesoro
di grano, e i rami e gli umili giacigli,
e al colmo adagi i piccoletti figli.
E vai...; e un pianger di randagia squilla
su le tue greggi e lor cammino oscilla,
che al destin par, de la tua vita, echeggi.
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SONETTI E POEMI
