Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
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giovedì 5 gennaio 2012

I Magi di Angiolo Silvio Novaro

Hans Thoma
La carovana
non è lontana
dei Magi d'Oriente.
Scalpitìo di cavalli si sente,
suoni di pifferi, confuse
aria di cornamuse.
I re portano tesori
su cavalli bardati d'argento,
e i pastori a passo lento
ingenui cuori.

domenica 9 maggio 2010

I doni di Angiolo Silvio Novaro

Emile Friant/Tenerezza materna/1906Primavera vien danzando
vien danzando alla tua porta
Sai tu dirmi che ti porta?
Ghirlandette di farfalle,
campanelle di vilucchi,
quali azzurre, quali gialli;
e poi rose, a fasci e a mucchi.
E l'estate vien cantando,
vien cantando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Un cestel di bionde pesche
vellutate, appena tocche,
e ciliege lustre e fresche,
ben divise a mazzi e a ciocche.
Vien l'autunno sospirando,
sospirando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Qualche bacca porporina,
nidi vuoti, rame spoglie,
e tre gocciole di brina,
e un pugnel di morte foglie.
E l'inverno vien tremando,
vien tremando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Un fastel d'aridi ciocchi,
un fringuello irrigidito;
e poi neve neve a fiocchi
e ghiacciuoli grossi un dito.
La tua mamma vien ridendo.
vien ridendo alla tua porta,
sai tu dirmi che ti porta?
Il suo vivo e rosso cuore,
e lo colloca ai tuoi piedi,
con in mezzo ritto un fiore:
Ma tu dormi e non lo vedi
(Ciao mamma, sempre nel mio cuore...)

venerdì 2 aprile 2010

Il pianto della Madonna di Angiolo Silvio Novaro

Hans Von Tubingen Con le lacrime, con che duolo
contempli il tuo Figliuolo
che mano feroce
costrinse alla croce!
Con che cuore, ohimè, lo vedi,
trafitto nei polsi e nei piedi
e ferito di punta e di lancia,
livido il petto, livida la guancia!
E ti stringi col seno e i ginocchi
al sacrosanto legno,
e piangi, piangi senza ritegno
e sul tuo disfatto viso
cola il sangue dell'ucciso!
Afentre la terra trema
e il sole viene meno
accoglilo sul seno,
bacialo piano piano
sul costato e sulla mano
e sulle palpebre chiuse
il Diletto che il sangue effuse:
e poi lascia che i pietosi
l'ungano con , oli odorosi
e riceva a notte oscura
furtiva sepoltura!

venerdì 5 marzo 2010

Che dice la pioggerellina di Marzo? di Angiolo Silvio Novaro

Spencer Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto, sul fico e sul moro
ornati di gèmmule d’oro?
Passata è l’uggiosa invernata,
passata, passata!
Di fuor dalla nuvola nera,
di fuor dalla nuvola bigia
che in cielo si pigia,
domani uscira’ Primavera
guernita di gemme e di gale,
di lucido sole,
di fresche viole,
di primule rosse, di battiti d’ale,
di nidi,
di gridi,
di rondini ed anche
di stelle di mandorlo, bianche...
Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto, sul fico e sul moro
ornati di gèmmule d’oro?
Ciò canta, ciò dice:
e il cuor che l’ascolta è felice.
Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto.