Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

martedì 13 novembre 2007

Il nemico di Charles Baudelaire

Spirito d'autunno è di Albert Pinkham Ryder 
La mia giovinezza non fu che una oscura tempesta,
traversata qua e là da soli risplendenti;
tuono e pioggia l'hanno talmente devastata
che non rimane nel mio giardino altro che qualche fiore vermiglio.
Ecco, ho toccato ormai l'autunno delle idee,
è ora di ricorrere al badile e al rastrello
per rimettere a nuovo le terre inondate
in cui l'acqua ha aperto buchi larghi come tombe.
E chissà se i fiori nuovi che vado sognando troveranno,
in un terreno lavato come un greto,
il mistico alimento cui attingere forza...
O dolore, o dolore, il Tempo si mangia la vita
e l'oscuro Nemico che ci divora il cuore
cresce e si fortifica del sangue che perdiamo.

lunedì 12 novembre 2007

Il ricciolo ritrovato di Guillaume Apollinaire

William Holman Hunt*Fanny
Ritrova nella memoria
Il ricciolo di capelli castani
Incredibile come i ricordi
Dei nostri due strani destini.
Del Boulevard della Chapelle

Del grazioso Montmartre e di Auteuil
Mi ricordo mormora lei
Del giorno in cui ho varcato la soglia.
Come in autunno vi cadde

Il ricciolo del mio ricordo
E il nostro destino che ci stupisce
Al giorno che muore e che unisce.

domenica 11 novembre 2007

San Martino di Giosuè Carducci

Collinson
La nebbia agli irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
Urla e biancheggia il mare;
Ma per le vie del borgo
Dal ribollir de' tini
Va l'aspro odor de i vini
L'anime a rallegrar.
Gira su' ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l'uscio a rimirar
Tra le rossastre nubi
Stormi d'uccelli neri,
Com'esuli pensieri,
Nel vespero migrar.

sabato 10 novembre 2007

Eternità di Arthur Rimbaud

ETERNITA'
E' ritrovata. Che cosa?
L'Eternità. E' il mare andato col sole.
Anima sentinella, mormoriamo la confessione

della notte cosi nulla e del giorno infuocato.
Dagli umani suffragi, dagli slanci comuni là

ti liberi e voli a seconda...
Poiché soltanto da voi, o braci di raso,

il dovere si esala senza che si dica: finalmente.
Là, nessuna speranza, nessun orietur.

Scienza con pazienza, il supplizio è sicuro.
E' ritrovata. Che cosa?

L'Eternità. E' il mare andato col sole.
nell'anniversario della morte 10 novembre 1891
(dipinto di Mondrian)

Notte dal 9 al 10 novembre di Giovanni Pascoli

I canti di Castel Vecchio
Appendice
Diario Autunnale III
Torre di San Mauro.
Notte dal 9 al 10 novembre
Dormii sopra la chiesa della Torre.
Cantar, la notte, udii soave e piano.
Udii, tra sonno e sonno, voci e passi,
e tintinnire il campanello d'oro,
ed un fruscìo di pii bisbigli bassi,
ed un ronzìo d'alte preghiere in coro,
ed una gloria d'organo canoro,
che dileguava a sospirar lontano.
A sospirar così soave e piano!
Era una messa. Santo! Santo! Santo!
Ma eran voci morte che cantare
udii la notte fino sul mattino:
un morto prete curvo su l'altare,
un bimbo morto ritto sul gradino,
con su le spalle il suo lenzuol di lino
in che l'avvolse la sua madre in pianto.
Era la messa. Santo! Santo! Santo!
Ma sul mattino ecco garrir gli uccelli:
- No: era il vento quel ronzìo che udisti,
erano pioggia quei bisbigli bassi.
Frusciavan alto i vecchi abeti tristi,
brusivan cupo i tristi vecchi tassi.
Erano foglie, foglie secche, i passi,
cadute ai vecchi tigli, ai vecchi ornelli. -
Così garrendo mi dicean gli uccelli.
E i vecchi alberi: - Il tempo, come corre!
Quel campanello era il tuo vecchio cuore,
in cui battean vecchie memorie care;
ma le altre voci, fievoli o sonore,
di noi, non le potevi ricordare...
Siamo di dopo!...
A que' tuoi giorni, pare,
tutto era a prato avanti quella Torre. -
(fiori di De Castro)

venerdì 9 novembre 2007

Splendessero lanterne di Dylan Thomas

Hacker

Splendessero lanterne, il sacro volto,
Preso in un ottagono d’insolita luce,
Avvizzirebbe, e il giovane amoroso
Esiterebbe, prima di perdere la grazia.
I lineamenti, nel loro buio segreto,
Sono di carne, ma fate entrare il falso giorno
E dalle labbra le cadrà stinto pigmento,
La tela della mummia mostrerà un antico seno.
Mi fu detto: ragiona con il cuore;
Ma il cuore, come la testa, è un’inutile guida.
Mi fu detto: ragiona con il polso;
Ma, quando affretta, àltero il passo delle azioni
Finché il tetto ed i campi si livellano, uguali,
Così rapido fuggo, sfidando il tempo, calmo gentiluomo
Che dimena la barba al vento egiziano.
Ho udito molti anni di parole, e molti anni
Dovrebbero portare un mutamento.
La palla che lanciai giocando nel parco
Non è ancora scesa al suolo.
(nell'anniversario della morte 9 novembre 1953)

Fotografia di Guillaume Apollinaire

Strand
M'attira il tuo sorriso come
Potrebbe attirarmi un fiore.
Fotografia tu sei il fungo bruno

Della foresta
La sua bellezza
I bianchi sono
Un chiaro di luna
In un pacifico giardino
Pieno d'acque vive e d'indiavolati giardinieri.
Fotografia sei il profumo dell'ardore

La sua bellezza
E ci sono in te
Fotografia
I toni illanguiditi
Vi si sente
Una melopea.
Fotografia tu sei l'ombra

Del sole
Tutta la sua bellezza.
nell'anniversario della morte 9 novembre 1918