Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

lunedì 14 dicembre 2009

Arie XXXIX-XL di Pietro Metastasio

Marthe/LawrenceXXXIX
Chi a ritrovare aspira
prudenza in core amante,
domandi a chi delira
quel senno che perdé.
Chi riscaldar si sente
a' rai d'un bel sembiante,
o più non è prudente,
o amante ancor non è.
XL
Sceglier fra mille un core,
in lui formarsi il nido,
e poi trovarlo infido,
è troppo gran dolor.
Voi, che provate amore,
che infedeltà soffrite,
dite se è pena, e dite
se se ne dà maggior.

domenica 13 dicembre 2009

Certamente pregai di Emily Dickinson

Burton*The wounded cavalier
Certamente - pregai -
E Dio se ne Curò?
Se n'è curato come se nell'Aria
Un Uccello - avesse puntato i piedi -
E gridato "Dammelo" -
Ragione - di Vita -
Non ho avuto - se non per Te -
Sarebbe stato più Caritatevole
Lasciarmi nella Tomba dell'Atomo -
Allegra, e annullata, e felice, e insensibile -
Che questa lancinante Sofferenza.

sabato 12 dicembre 2009

Non ho bisogno di tempo di Pedro Salinas

Dorothy GishNon ho bisogno di tempo
per sapere come sei:
conoscersi è luce improvvisa.
Chi ti potrà conoscere
là dove taci, o nelle
parole con cui taci?
Chi ti cerchi nella vita
che stai vivendo, non sa
di te che allusioni,
pretesti in cui ti nascondi.
E seguirti all'indietro
in ciò che hai fatto, prima,
sommare azione a sorriso,
anni a nomi, sarà
come perderti. Io no.
Ti ho conosciuto nella tempesta.
Ti ho conosciuto, improvvisa,
in quello squarcio brutale
di tenebra e luce,
dove si rivela il fondo
che sfugge al giorno e alla notte.
Ti ho visto, mi hai visto, ed ora,
nuda ormai dell'equivoco,
della storia, del passato,
tu, amazzone sulla folgore,
palpitante di recente
ed inatteso arrivo,
sei così anticamente mia,
da tanto tempo ti conosco,
che nel tuo amore chiudo gli occhi,
e procedo senza errare,
alla cieca, senza chiedere nulla
a quella luce lenta e sicura
con cui si riconoscono lettere
e forme e si fanni conti
e si crede di vedere
chi tu sia, o mia invisibile

venerdì 11 dicembre 2009

Sonetto 27 di William Shakespeare

Waterhouse Consunto da fatica, corro presto a letto
caro ristoro al corpo distrutto dal cammino;
ma allor nella mia testa s'apre un'altra via
a stancar la mente or che il mio corpo ha tregua.
Svelti i miei pensieri da lontano ove dimoro
volgono in fervido pellegrinaggio a te
e tengono spalancate le mie palpebre pesanti
scrutanti quelle tenebre che il cieco sol conosce:
ma ecco che la vista immaginaria del mio cuore
presenta la tua ombra al mio sguardo senza luce,
che, simile a diamante sospeso nel buio più nero,
fa la cupa notte bella e il suo vecchio volto nuovo.
Così di giorno il corpo, di notte la mia mente
per colpa tua e mia non trovano mai pace.

giovedì 10 dicembre 2009

Strinsi le mani sotto il velo oscuro di Anna Achmatova

Emilio Longoni*Sola*1900

«Perché oggi sei pallida?»
Perché d'agra tristezza
l'ho abbeverato fino ad ubriacarlo.
Come dimenticare? Uscì vacillando,
sulla bocca una smorfia di dolore...
Corsi senza sfiorare la ringhiera,
corsi dietro di lui fino al portone.
Soffocando, gridai: «È stato tutto
uno scherzo. Muoio se te ne vai».
Lui sorrise calmo, crudele
e mi disse: «Non startene al vento».
1911

mercoledì 9 dicembre 2009

Abbandonati in braccio al buio di Antonia Pozzi

George InnessAbbandonati in braccio al buio
monti
m'insegnate l'attesa:
all'alba - chiese
diverranno i miei boschi.
Arderò – cero sui fiori d'autunno
tramortita nel sole.

martedì 8 dicembre 2009

Haiku di Taniguchi Buson-Kobayashi Yataro-Hino Sõjõ

Henri Fantin Latour
luna di bambù
mentre accarezza il suolo
della prima neve
Taniguchi Buson
****
basso sopra i binari
il volo dell'anatra selvatica
notte di luna
Kobayashi Yataro
****
chiudendo gli occhi
in un antico amore
mi riscaldo
Hino Sõjõ