Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

mercoledì 17 novembre 2010

Il giorno diventò piccolo di Emily Dickinson

William H. Hunt*Wife Edith
Il Giorno diventò piccolo, circondato tutto
Dalla precoce, incombente Notte -
Il Pomeriggio in Sera profonda
La sua Gialla brevità distillò -
I Venti smorzarono i loro passi marziali
Le Foglie ottennero tregua -
Novembre appese il suo Cappello di Granito
A un chiodo di Felpa -

martedì 16 novembre 2010

Julia Miller di Edgar Lee Masters

Ernest Bieler/Michelle Bieler/1913 Bisticciammo quella mattina,
perchè lui aveva sessantacinque anni, e io trenta,
ed ero nervosa e greve del bimbo
la cui nascita mi atterriva.
Io pensavo all'ultima lettera scrittami
da quella giovane anima straniata
il cui abbandono nascosi
sposando quel vecchio.
Poi presi la morfina e sedetti a leggere.
Attraverso l'oscurità che mi scese sugli occhi
io vedo ancora la luce vacillante di queste parole:
"E Gesù gli disse: In verità
io ti dico, Oggi tu
sarai con me in paradiso".

lunedì 15 novembre 2010

Autunno di Corrado Govoni

Fechin
Sono tutto sfibrato
dalla dura fatica solitaria
di estrar la luce calda di una donna
che non scorresse via piangendo
agghiacciandomi piedi mani e cuore
da tutto questo fango acquoso intorno
fervente sfortunato inetto
mentre un seno rideva perfetto
e dalla bruna fragola del capezzolo
toglievo l'ultimo sbrocco
l'altro restava brutto e cieco
come una piccola noce di cocco
gloriosamente nuda era una gamba
ma l'altra era ammorsata
in un'atroce gonna
di stracci da lanterne ferroviarie
gli occhi erano due pure acquemarine
ma la lepre barbaramente uccisa
da me col calcio del fucile
si vendicava sopra la sua bocca
tetragona all'orrore dei miei baci
a farmi buio deluso nel sangue
dai vetri d'inverno filato
col mio volto di pesce asciugato
annunciata dai galli
di nausea dei fanali
ti aspetto come un'alba sporca o nebbia.
(Pellegrino d'amore)

domenica 14 novembre 2010

Sempre più difficile di Erich Fried

Jeunesse dorèe/Gerald Leslie Brockhurst/1942
Vederti una volta sola
e poi mai più
dev’essere più facile
che vederti ancora una volta
e poi mai più
Vederti ancora una volta
e poi mai più
dev’essere più facile
che vederti ancora due volte
e poi mai più
Vederti ancora due volte
e poi mai più
dev’essere più facile
che vederti ancora tre volte
e poi mai più
Ma io sono uno sciocco
e voglio vederti
ancora molte volte
prima
di non poterti vedere
mai più.

sabato 13 novembre 2010

L'uscita mattutina di Giorgio Caproni

Rolf Armstrong/Hello/1929
Come scendeva fina
e giovane le scale Annina!
Mordendosi la catenina
d'oro, usciva via
lasciando nel buio una scia
di cipria, che non finiva.
L'ora era di mattina
presto, ancora albina.
Ma come s'illuminava
la strada dove lei passava!
Tutto Cors'Amedeo,
sentendola, si destava.
Ne conosceva il neo
sul labbro, e sottile
la nuca e l'andatura
ilare - la cintura
stretta, che acre e gentile
(Annina si voltava)
all'opera stimolava.
Andava in alba e in trina
pari a un'operaia regina.
Andava col volto franco
(ma cauto, e vergine, il fianco)
e tutta di lei risuonava
al suo tacchettio la contrada.
(Il seme del piangere)

venerdì 12 novembre 2010

Giorno di Novembre di Rainer Maria Rilke

Rackham Il freddo autunno ha imbavagliato il giorno.
Taccion le sue mille voci festanti;
giù dalla torre della cattedrale
campane a morto, nella nebbia, gemono
Sovra gli umidi tetti si distende
candido, in sonno, un fulgido vapore.
Con le gelide dita il vento batte
entro la gola del camino, a stormo,
gli ultimi accordi d'una marcia funebre.

giovedì 11 novembre 2010

L'estate di San Martino di Cesare Pavese

Dna Amalia Gutierrez Solana Ved. De Perez Minguez/Solana/1924 Le colline e le rive del Po sono un giallo bruciato
e noi siamo saliti quassù a maturarci nel sole.
Mi racconta costei - come fosse un amico -
Da domani abbandono Torino-
e non torno mai più.
Sono stanca di vivere tutta la vita in Prigione.
Si respira un sentore di terra e, di là dalle piante,
a Torino, a quest'ora, lavorano tutti in prigione.
Torno a casa dei miei dove almeno potrò stare sola
senza piangere e senza pensare alla gente che vive.
Là mi caccio un grembiale e mi sfogo in cattive risposte
ai parenti e per tutto l'inverno non esco mai più.
Nei paesi novembre è un bel mese dell'anno:
c'è le foglie colore di terra e le nebbie al mattino,
poi c'è il sole che rompe le nebbie. Lo dico tra me
e respiro l'odore di freddo che ha il sole al mattino.
Me ne vado perché è troppo bella Torino a quest'ora:
a me piace girarci e vedere la gente
e mi tocca star chiusa finché è tutto buio
e la sera soffrire da sola.
Mi vuole vicino
come fossi un amico: quest'oggi ha saltato l'ufficio
per trovare un amico.
Ma posso star sola così?
Giorno e notte - l'ufficio - le scale - la stanza da letto -
se alla sera esco a fare due passi non so dove andare
e ritorno cattiva e al mattino non voglio più alzarmi.
Tanto bella sarebbe Torino - poterla godere -
solamente poter respirare.
Le piazze e le strade
han lo stesso profumo di tiepido sole
che c'è qui tra le piante. Ritorni al paese.
Ma Torino è il piú bello di tutti i paesi.
Se trovassi un amico quest'oggi, starei sempre qui.