Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

lunedì 14 febbraio 2011

Un'ora di febbraio e La mia prima percezione sia di te di Emily Dickinson

Faed/Postumus and Imogen
Bianca come una Pipa Indiana
Rossa come una Lobelia Purpurea
Favolosa come una Luna a Mezzogiorno
Un'Ora di Febbraio -
*******************White as an Indian Pipe
Red as a Cardinal Flower
Fabulous as a Moon at Noon
Febuary Hour -
--------------------La mia prima percezione sia di te
Con la calda Luce del mattino -
E la mia prima Paura, che l'Ignoto
Non t'inghiotta nella notte
********************Let my first knowing be of thee
With morning's warming Light -
And my first Fearing, lest Unknowns
Engulph thee in the night

domenica 13 febbraio 2011

Stanze di Eugenio Montale

Alice Pike Barney/1927 Ricerco invano il punto onde si mosse
il sangue che ti nutre, interminato
respingersi di cerchi oltre lo spazio
breve dei giorni umani,
che ti rese presente in uno strazio
d'agonie che non sai, viva in un putre
padule d'astro inabissato; ed ora
è linfa che disegna le tue mani,
ti batte ai polsi inavvertita e il volto
t'infiamma o discolora.
Pur la rete minuta dei tuoi nervi
rammenta un poco questo suo viaggio
e se gli occhi ti scopro li consuma
un fervore coperto da un passaggio
turbinoso di spuma ch'or s'infitta
ora si frange, e tu lo senti ai rombi
delle tempie vanir nella tua vita
come si rompe a volte nel silenzio
d'una piazza assopita
un volo strepitoso di colombi.
In te converge, ignara, una raggèra
di fili; e certo alcuno d'essi apparve
ad altri: e fu chi abbrividì la sera
percosso da una candida ala in fuga,
e fu chi vide vagabonde larve
dove altri scorse fanciullette a sciami,
o scoperse, qual lampo che dirami,
nel sereno una ruga e l'urto delle
leve del mondo apparse da uno strappo
dell'azzurro l'avvolse, lamentoso.
In te m'appare un'ultima corolla
di cenere leggera che non dura
ma sfioccata precipita. Voluta,
disvoluta è così la tua natura.
Tocchi il segno, travàlichi. Oh il ronzìo
dell' arco ch'è scoccato, il solco che ara
il flutto e si rinchiude! Ed ora sale
l'ultima bolla in su. La dannazione
è forse questa vaneggiante amara
oscurità che scende su chi resta.
(Le occasioni)

sabato 12 febbraio 2011

Taci anima mia di Camillo Sbarbaro

Lina/Chaim Soutine/1929 Taci anima mia. Son questi i giorni
tetri che per inerzia si dura,
i giorni che nessuna attesa illude.
Come l'albero ignudo a mezzo inverno
che s'attedia nell'ombra della corte,
non m'aspetto di mettere più foglie
e dubito d'averle messe mai.
Nella folla che m'urta andando solo,
mi pare d'esser da me stesso assente.
E m'accalco ad udire dov'è ressa,
sosto dalle vetrine abbarbagliato
e mi volgo al frusciare d'ogni gonna.
Per la voce d'un cantastorie cieco
per l'improvviso lampo d'una nuca
mi sgocciolan dagli occhi sciocche lagrime
mi s'accendon negli occhi cupidigie.
Chè tutta la mia vita è nei miei occhi:
ogni cosa che passa la commuove
come debole vento un'acqua morta.
Non sono che uno specchio rassegnato.
In me stesso non guardo perché nulla
vi troverei...
E, venuta la sera, nel mio letto
mi stendo lungo come in una bara.
(Pianissimo)

venerdì 11 febbraio 2011

Concorrenza sleale di prima mattina a Caterina di Erich Fried

Egon Schiele
Quando dissi "facciamo l'amore"
dicesti no
spiegandomi
"Ho appena
conosciuto
in sogno
un uomo amabile
Era cieco
ed era un tedesco
Non è buffo?"
Ti augurai sogni d'oro
e scesi da basso
alla mia scrivania
ma geloso
come non mai

giovedì 10 febbraio 2011

Sonata in bianco minore di Sergio Corazzini

Nesterov
Sorelle, venite a vedere!
C’è il sole nell’orto, c’è il sole!
È un povero sole che ha freddo, non senti?
Che piange le sue primavere...
Sole di convalescenti.
Suor Anna sorride così.
Che ci voglia raccontare
una fiaba d’oltre mare!
È venuto a trovare
noi, povere sperdute,
e, forse un malato lo aspetta
invano al limitare
della sua casa per la sua salute.
È più bianco della mia cornetta...
Sorelle, scendiamo nell’orto
prima che se ne vada.
Sorelle, pregatelo a mani
giunte ché torni domani!
Che torni, per poco, che torni,
però, tutti i giorni!
Perché non dovrebbe venire?
Noi stiamo per morire.
Comunichiamocene, sorelle,
prima che vengano le stelle.
Noi non abbiamo che Gesù,
Maria e niente più.
Un po’ d’acqua nella scodella
e un po’ di sole nella cella.
Io mi farò una ghirlandetta
per i miei poveri capelli.
Io, sorella benedetta,
avrò il miglio per gli uccelli.
Oh, Sorelle, e, se non torna,
che faremo?
Se non torna, aspetteremo.
Come è gelido il convento.
È più gelido il mio cuore.
Oh, Sorelle, invece, io sento
tutto il sole nel mio cuore.
Stelle in cielo e vele in mare,
tante vele e tante stelle...
Accendiamo le candele sull’altare.
Ricordiamoci, sorelle,
che siamo mortali.
Regina sine labe originali...Che faremo, se non torna?
Se non torna più, morremo.
(Piccolo libro inutile)

mercoledì 9 febbraio 2011

Immenso e rosso di Jacques Prevert

Augustus John/Marchesa Casati Immenso e rosso
Sopra il Grand Palais
Il sole d'inverno appare
E scompare
Come lui il mio cuore sparirà
E tutto il mio sangue se ne andrà
Se ne andrà in cerca di te
Amore mio
Bellezza mia
E ti ritroverà
In qualunque posto tu stia.
*************************
Immense et rouge
Au-dessus du Grand Palais
Le soleil d’hiver apparaît
Et disparaît
Comme lui mon coeur va disparaître
Et tout mon sang va s’en aller
S’en aller à ta recherche
Mon amour
Ma beauté
Et te trouver
Là où tu es.

martedì 8 febbraio 2011

Elegia di Giuseppe Ungaretti

Emilio Freixas/1950 La tua bellezza brucerà le navi,
La tua bellezza brucerà foreste,
Ha il gusto della morte,
Come l’aurora, è triste.
È bellezza da schiava.
Per grandi ore di gloria tu nascesti
E ci farà il tuo corpo, disperare.
Bellezza da regina.
Dal tuo semplice gesto,
Da sola povertà
Ti deriva la grazia in cui t’avvolgi
E l’incantevole mistero.
La tua bellezza brucia navi e boschi,
O nata per la gloria
E per tristi esperienze,
Fiore dell’acque fredde,
Delle pianure fredde, giglio,
O stella, bella stella della sera.
Nascesti per l’amore,
Ma non avranno gli occhi tuoi la gioia,
Non avranno che lacrime.
La tua bellezza è luce,
Luce sui corpi nudi,
Su un corpo freddo, fuoco mattinale.
Da te nasce quel soffio misterioso
Che rosei petali fa fremere,
Rabbrividire acque lacustri.
Brucerai le foreste
E brucerai le navi
E nella notte ti rivelerai
Trasfigurata in un’altra bellezza.