Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

domenica 25 dicembre 2011

La stella di Betlemme di Agatha Christie Mallowan

Coles Phillips
Lode al gaio ceppo festivo!
Balzate, fiamme, balzate gioiose.
salute alla coppa colma di vino!
spumeggia allegro, roseo liquore.
Dorme nella mangiatoia il bambino.
Ragliare d’asini, muggire di buoi,
chiocciar di galline e canti di galli.
trabocca di gente stasera l’albergo,
in alto una stella splende e riluce,
prega il pastore accanto al suo gregge,
recano i Magi il dono regale,
cantano gli angeli in alto, nel cielo,
annunciano il dono divino d’amore.
Presto, bambini, svegliatevi tutti,
svegliatevi e udite l’angelico canto,
lasciate il sonno, è giunto ormai il giorno,
il giorno glorioso, è giunto Natale!
( La stella di Betlemme)

sabato 24 dicembre 2011

Buon Natale

Carl Larsson*Rose di Natale
A tutti voi carissimi e carissime, la vostra presenza assidua mi è sempre di sostegno. Ogni giorno spero di essere degna della vostra stima!
Un abbraccio e che i vostri desideri si avverino!!

Verso la Messa di mezzanotte di Maria Luisa Spaziani

Henry John Yeend King*The night before Christmas
Natale è un flauto d'alba, un fervore di radici
che in nome tuo sprigionano acuti di ultrasuono.
Anche le stelle ascoltano, gli azzurrognoli soli
in eterno ubriachi di pura solitudine.
Perché questo Tu sei, piccolo Dio che nasci
e muori e poi rinasci sul cielo delle foglie:
una voce che smuove e turba anche il cristallo,
il mare, il sasso, il nulla inconsapevole.
Invisibile aria: Tu impregni ciò che vive
e solo vive se di te si impregna.
Tu sei d'ogni radice l'alto mistero in musica
che innerva il tralcio- lazzaro e lo spinge a fiorire.
Natale 1977

venerdì 23 dicembre 2011

Notte di Natale di Diego Valeri

Gaudenzio Ferrari*Concerto d'angeli
...la tenebra s'appanna
d'un vago andare di bianchi veli:
lo specchio nero dei mille cieli
si colma d'ali che cadon giù.
Tutta la terra quanto è grande
trema e s'imbianca sotto quel volo,
fin che degli angeli lo stuolo
su lei si posa, pallido, e sta.
Si levano allora le campane
in vetta ai monti, in riva ai mari,
su dai villaggi solitari,
su dalle chiuse ardenti città,
e van tessendo tra casa e casa
una rete di canti e d'amore,
per dire a tutti che il Signore
è nato e tutti ci salverà.

giovedì 22 dicembre 2011

Torna Gesù di Luigi Pirandello

Norman Rockwell*1917
La memoranda notte è ormai vicina
e mi risuona ancora negli orecchi,
eco gentil dell’età mia bambina,
la voce de' miei vecchi:
Candido, roseo e biondo
come, nato da giorni, eri anche tu,
vien questa notte al mondo
il Bambino Gesú!
Ogn'anno, ogn'anno, in questo freddo mese,
per quanto stanca, l'anima risogna
la festa che a Gesú fa il mio paese.
Già suona la zampogna...
Ah, che profonda, arcana
malinconia, che nostalgia m'assal
della casa lontana,
del villaggio natal!
Rigide sere della pia novena
in cui, su ogni piazza, in ogni via,
fiamman, fuochi gregal, fasci d'avena;
mentre la litania
il vicinato intuona
raccolto innanzi a un rustico altarin,
e la zampogna suona,
tintinna l'acciarin.
Ed io, fanciullo, a la finestra dietro
me ne stavo, e schiarendo con un dito
timidamente l'appannato vetro,
rimiravo smarrito,
in un ’ansia segreta,
se in quella notte piena di mister
la fulgida cometa
apparisse davver...
E dubitavo allora, e ho dubitato
sempre, dappoi. S'inaridí l'istinto
della fede nel cuore: errai bendato
per questo labirinto
della vita mortale,
e te pure chiamai causa, Gesú,
d'una parte del male
che si soffre quaggiú.
Ma santa adesso appar la tua follia
anche al mio sguardo, o dolce Redentore.
E torna, io prego, a noi, torna, Messia,
a predicar l'amor;
torna con la man pura
a battere alle porte infime ancor,
dove una gente oscura
di fame e freddo muor!
Altri, del rosso tuo mantello avvolto,
d'odio nutrendo la gentil parola,
batte alle oscure case, e infosca il volto
de la miseria. Vola
il grido della guerra...
Pace tu sei, Gesú, tu sei pietà:
torna a rifare in terra d'amor la carità.

mercoledì 21 dicembre 2011

L'odore dell'inverno di Anton Cechov

Edgar Maxence*The snow queen
Il tempo dapprincipio fu bello,
calmo. Schiamazzavano i
tordi, e nelle paludi qualcosa di vivo
faceva un brusio, come se
soffiasse in una bottiglia vuota.
Passò a volo una beccaccia e
nell'aria con allegri rimbombi.
Ma quando nel bosco si fece
buio e soffiò da oriente un vento
freddo e penetrante, tutto tacque.
Sulle pozzanghere si allungarono
degli aghetti di ghiaccio.
Il bosco divenne squallido, solitario.
Si sentì l'odore dell'inverno.

martedì 20 dicembre 2011

Il Natale di Clemente Rebora

Dieric Bouts The elder*1445
Gesù, il Fedele, il Verace, è il Giudice
che prese a esprimere visibile
nel giorno del Santo Natale
l'inesprimìbile misericordia del Padre:
prese a raggiar malvisto nel volto sublime
la bellezza divina e materna compiendo:
e nuovo incanto di beltà pervase
con intimo fremito l'universo
fra linee terrene presagio di Cielo
per educarci lassù, al Paradiso;
ma prima ancora la Bontà rifulse,
accese d'esser buono il gran tormento,
accese d'esser buono un vasto incendio
che a somiglianza divina
cresce e arde per ogni cuore
in carità di Dio trasfigurato:
cura d'una vita monda,
sete d'innocenza,
anelito di vergine scienza,
e devota attenzione presso il Bimbo,
attenzione devota al Fanciullo
fatto emblema d'ogni cosa pura,
sciolto problema d'ogni vita piena;
e infine salvifico effetto
sopra l'intero creato
a salvare già qui tutto l'uomo,
ciò che è nato nel mondo perituro
e portarlo sicuro al giudizio;
Gesù il Fedele,
il solo punto fermo nel moto dei tempi, 
in sterminata serie di eventi:
il solo Santo che non manca mai,
che trascende dove ci comprende
e si fa dono in cima ai nostri guai
e pareggia la grazia col perdono:
vero Dio trasumanante
e a Deità aperto vero Uomo:
Egli, il Fedele per sempre,
Maestro vivente di Fede,
egli che viene a Natale in peccato
per meritarci in maestà di gloria,
continuo avvento al termine segnato:
se non'invano passiamo il breve tempo
come luce del Figlio Incarnato,
come frutti di dolce consiglio,
impegno amoroso di vita,
di vita dei singolo unanime nel segno,
vita raggiunta infinita,
in beata circolazione
dove l'impeto la porta
che ineffabilmente ovunque va non ritorna,
mai in desìo del Padre universalmente procede,
nel fulgore del fuoco
tutti insieme gloriando
quali figli di Dio,
alleluiando al Padre,
al Figlio e allo Spirito Santo
che universalmente procede,
tutti insieme in gioco giocondo festando
quali in gaudio rapiti figli di Dio
nell'impeto che procede
su per la multanime fiamma
di fratelli nella Mamma Celeste,
i Fratelli di Gesù il Fedele.
(Natale 1956)