Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

lunedì 14 novembre 2011

Noia di Antonio Machado

Edward Hopper
Ore di noia passano
nella stanza familiare,
l'ampio cantuccio oscuro
dove cominciai i miei sogni.
Rintocca odiosamente
ben cadenzato il tictac
dell'orologio all'angolo,
e brilla nella penombra.
Canta la monotonia
della chiara acqua che cade:
ogni giorno è come un altro;
oggi è lo stesso di ieri.
E' già sera. Agita il vento
il parco triste e dorato...
Come a lungo ha lacrimato
la macchia tutta appassita!
*°*°*
Hastío
Pasan las horas de hastío
por la estancia familiar,
el amplio cuarto sombrío
donde yo empecé a soñar.
Del reloj arrinconado,
que en la penumbra clarea,
el tictac acompasado
odiosamente golpea.
Dice la monotonía
del agua clara al caer:
un día es como otro día;
hoy es lo mismo que ayer.
Cae la tarde. El viento agita
el parque mustio y dorado...
¡Qué largamente ha llorado
toda la fronda marchita!

domenica 13 novembre 2011

Ire di cesari di Arthur Rimbaud

Pablo Picasso*Satiri e capre*1959
L’uomo pallido, va lungo aiuole fiorite,
Con il sigaro ai denti vestito di nero:
l’Uomo pallido ripensa ai fiori delle Tuileries
- E a volte l'occhio scialbo ha uno sguardo ardente…
Ebbro, è l'Imperatore, per i vent’anni d’orgia!
Si era detto: “Sulla Libertà voglio soffiare
Delicatamente, come su una candela!”
La libertà rivive! Lui si sente sfiancato!
Prigioniero. – Oh! quael nome sulle labbra mute
Trasale? Qual rimpianto implacabile lo morde?
Non lo sapremo. L’Imperatore ha l’occhio spento.
Ripensa forse al Compare occhialuto…Come
in quelle serate di Saint-Cloud, guarda filare
Dal sigaro acceso una nuvoletta azzurra.
Rages de Césars
L'Homme pâle, le long des pelouses fleuries,
Chemine, en habit noir, et le cigare aux dents :
L'Homme pâle repense aux fleurs des Tuileries
- Et parfois son oeil terne a des regards ardents...
Car l'Empereur est soûl de ses vingt ans d'orgie !
Il s'était dit : "Je vais souffler la Liberté
Bien délicatement, ainsi qu'une bougie ! 
La liberté revit ! Il se sent éreinté ! Il est pris. -
Oh ! quel nom sur ses lèvres muettes
Tressaille ? Quel regret implacable le mord ?
On ne le saura pas. L'Empereur a l'oeil mort.
Il repense peut-être au Compère en lunettes...
- Et regarde filer de son cigare en feu,
Comme aux soirs de Saint-Cloud, un fin nuage bleu.

sabato 12 novembre 2011

Un uomo ridicolo di Massimo Bubola

Juan Antonio Aguirre
Sei solo un uomo ridicolo
un uomo che non sa immaginarsi un miracolo o una perplessità
vivi di piccoli calcoli e grandi vanità
non hai amici, ma complici della tua infedeltà.
Sei solo un uomo ridicolo
un uomo che non va allo sbaraglio di un attimo, un attimo di verità
sai rifugiarti negli angoli, se sei in difficoltà
difenderti attaccando è la tua specialità
Hai mai amato qualcuno?
Hai mai difeso qualcosa?, qualcosa?.
Sei solo un uomo ridicolo
un uomo senza qualità
che parla troppo per credere a quello che dirà
che dirà
che dirà
a quello che dirà
che dirà
(testo di M. Bubola, musica di M. Bubola e P. Fabrizi)

venerdì 11 novembre 2011

Distacco di Vincenzo Cardarelli

Christian Schad*La madre Marcella
Io ti sento tacere da lontano.
Odo nel mio silenzio il tuo silenzio.
Di giorno in giorno assisto
all’opera che il tempo,
complice mio solerte, va compiendo.
E già quello che ieri era presente
divien passato e quel che ci pareva
incredibile accade.
Io e te ci separiamo.
Tu che fosti per me più che una sposa!
Tu che volevi entrare
nella mia vita, impavida,
come in inferno un angelo
e ne fosti scacciata.
Ora che t’ho lasciata,
la vita mi rimane
quale un’indegna, un’inutile soma,
da non poterne avere più alcun bene.
(Poesie*1942)

giovedì 10 novembre 2011

Sonia la russa di Edgar Lee Masters

Klimt*Portrait a lady*1894
Io, nata a Weimar
di madre francese
e da padre tedesco, professore molto dotto,
rimasta orfana a quattordici anni,
divenni ballerina, nota sotto il nome di Sonia la Russa,
sempre su e giù per i boulevards di Parigi,
amante dapprima di parecchi duchi e conti,
e più tardi di artisti poveri e di poeti.
A quarant’anni, passée, visitai New York
e incontrai sul bastimento il vecchio Patrick Hummer
rubicondo e vigoroso,benchè sui sessanta,
che ritornava dall'aver venduto un carico
di bestiame in Germania, ad Amburgo.
Egli mi portò a Spoon River e qui vivemmo insieme
per vent’anni- la gente credeva che fossimo sposati!
Questa quercia vicino a me è la dimora preferita
di gazze azzurre  che ciarlano, ciarlano tutto il giorno.
E perché no? Persino la mia polvere ride
pensandon a quella cosa umoristica che è la vita.
*°*°*°*
Russian Sonia
I, born in Weimar
Of a mother who was French
And German father, a most learned professor,
Orphaned at fourteen years,
Became a dancer, known as Russian Sonia,
All up and down the boulevards of Paris,
Mistress betimes of sundry dukes and counts,
And later of poor artists and of poets.
At forty years, passée, I sought New York
And met old Patrick Hummer on the boat,
Red-faced and hale, though turned his sixtieth year,
Returning after having sold a ship-load
Of cattle in the German city, Hamburg.
He brought me to Spoon River and we lived here
For twenty years—they thought that we were married!
This oak tree near me is the favorite haunt
Of blue jays chattering, chattering all the day.
And why not? for my very dust is laughing
For thinking of the humorous thing called life.

mercoledì 9 novembre 2011

Autunno di Corrado Govoni

Toudouze*Chanson d'automne*1895

O triste vento!
Volteggiano come volani
i frutti alati delle samare.
Tra gli alberi il frumento
si stende lontano lontano
come una verde nevicata d'astri.
Le oche in triangolo vanno
in numero pari
verso le paludi.
Addio belle nubi kleksografiche!
Addio bei tramonti di cinabro!
Scricchiolano sotto i piedi
i piccoli obici delle ghiande
(pensate al figliuol prodigo!)
Un triste ritornello fischia sul labro.
Addio belle notti cittografiche!
E il sonno che non viene più...
Oh ma quando ci sarai tu
e metterai nelle lenzuola
dei mazzetti odorosi di lavanda!
(Poesie elettriche*1911)

martedì 8 novembre 2011

Bocca di labbra d'oro tu non sei in me per ridere di Paul Eluard

Rolf Armstrong*Evelyn Brent
Bocca di labbra d'oro tu non sei in me per ridere
Cosi perfetto è il senso dei tuoi detto d'aureola
Che le mie notti d'anni, di gioventù e di morte
Nel brusio del mondo odono vibrare la tua voce.
In quest'alba di seta dove vegeta il freddo
La lussuria in pericolo va rimpiangendo il sonno,
In mano al sole i corpi che si destano gelano
Di brividi se pensano di ritrovare i cuori.
Ricordi di foreste verdi, nebbia ove affondo,
Gli occhi ho su me richiusi, sono tuo,
Tutta la vita mia ti ascolta né distruggere
So i terribi ozi che il tuo amore mi crea.
*°*°*°*
Ta bouche aux lèvres d'or n'est pas en moi pour rire
Ta bouche aux lèvres d'or n'est pas en moi pour rire
Et tes mots d'auréole ont un sens si parfait
Que dans mes nuits d'années, de jeunesse et de mort
J'entends vibrer ta voix dans tous les bruits du monde.
Dans cette aube de soie où végète le froid
La luxure en péril regrette le sommeil,
Dans les mains du soleil tous les corps qui s'éveillent
Grelottent à l'idée de retrouver leur cœur.
Souvenirs de bois vert, brouillard où je m'enfonce,
J'ai refermé les yeux sur moi, je suis à toi,
Toute ma vie t'écoute et je ne peux détruire
Les terribles loisirs que ton amour me crée.
(Capitale de la douleur*1926)