Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

lunedì 7 dicembre 2009

Arie XXXV-XXXVII di Pietro Metastasio

Gustave JacquetXXXV
Risolver non osa
confusa la mente,
che oppressa si sente
da tanto stupor.
Delira dubbiosa,
incerta vaneggia
ogni alma, che ondeggia
fra' moti del cor.
XXXVII
Non so: con dolce moto
il cor mi trema in petto;
sento un affetto ignoto,
che intenerir mi fa.
Come si chiama, oh Dio,
questo soave affetto?
(Ah, se non fosse mio,
lo crederei pietà).

domenica 6 dicembre 2009

La differenza di Emily Dickinson

Fanny Cornforth/Dante Gabriel Rossetti
La differenza tra Disperazione
E Paura - è come Quella
Fra il momento di un Naufragio
E quando il Naufragio è avvenuto -
La Mente è liscia - nessun Movimento -
Tranquilla come l'Occhio
Sulla Fronte di un Busto marmoreo -
Che sa - di non poter vedere -

sabato 5 dicembre 2009

Brani di Saffo

Anonimo/LouvreCome la mela...
Come la mela dolce rosseggia sull'alto del ramo,
alta sul ramo più alto: la scordarono i coglitori.
No, certo non la scordarono: non poterono raggiungerla......
Come il giacinto, sui monti, i pastori
calpestano con i piedi, e a terra il fiore purpureo.
***
Quando morta giacerai...
Quando morta giacerai, mai più
si ricorderanno di te, per sempre:
più non vedrai le rose della Pieria,
ma oscura ti aggirerai nelle case di Ade
aleggiando tra i morti neri...
***
Ad Hermes
Ermes, io lungamente ti ho invocato.
In me è solitudine: tu aiutami,
despota, ché morte da sé non viene;
nulla m'alletta tanto che consoli.
Io voglio morire:
voglio vedere la riva d'Acheronte
fiorita di loto fresca di rugiada.

venerdì 4 dicembre 2009

Sonetto 3 di William Shakespeare

Van Orley/Charles VGuarda allo specchio, e di' a quella faccia
che di formarne un'altra ormai è tempo;
se ora non ne rinnovi il fresco aspetto,
inganni il mondo, defraudi una madre.
Dov'è la bella il cui grembo inarato
sdegni il dissodamento del tuo vomere?
Chi tomba al suo amor di sè vuol essere,
fermando, fatuo, la posterità?
Di tua madre sei specchio, e lei il leggiadro
aprile evoca in te del suo rigoglio;
pur con le rughe, tu questo aureo tempo
vedrai dalle finestre dell'età.
Ma se vivi per non lasciar ricordo,
muori, e con te la tua Immagine, solo.

giovedì 3 dicembre 2009

Eleanor di Hermann Hesse

Mrs. Munn/1929/De Laszlo
Le sere d'autunno mi ricordano te -
I boschi giacciono bui, il giorno si scolora
ai bordi dei colli in rosse aureole.
In un casolare vicino piange un bimbo.
Il vento se ne va a passi tardi
attraverso i tronchi a raccogliere le ultime foglie.
Poi sale, abituata ormai da lungo ai torbidi sguardi,
l'estranea solitaria falce di luna
con la sua mezza luce da terre sconosciute.
Se ne va fredda, indifferente, per il suo sentiero.
La sua luce avvolge il bosco, il canneto, lo stagno e il sentiero
con pallido alone melanconico.
Anche d'inverno in notti senza luce
quando alle finestre vorticano danze di fiocchi
e il vento tempestoso, ho spesso l'impressione di guardarti.
Il piano intona con forza ingannevole
e la tua profonda e cupa voce di contralto
mi parla al cuore. Tu la più crudele delle belle donne.
La mia mano afferra alle volte la lampada
e la sua luce tenue posa sulla larga parete.
Dalla antica cornice la tua immagine oscura guarda
mi conosce bene e mi sorride, stranamente.
Ma io ti bacio mani e capelli
e sussurro il tuo nome.

mercoledì 2 dicembre 2009

Bontà inesausta di Antonia Pozzi

Florencio AguileraChi ti dice
bontà
della mia montagna? -
così bianca
sui boschi già biondi
d'autunno -
e qui nebbie leggere alitano
in cui sospesa
è la luce dei ragnateli -
della rugiada
sulle foglie morte -
mentre il terriccio accoglie
petali stanchi di ciclamini
e crochi, velati
di uno stesso pallore
roseo -
tu sana, venata di sole,
porti sul grembo
il cielo tutto azzurro -
chiami voli d'uccelli
alle tue mani
colme di vento -
Bontà
a cui beve il suo canto
il cuore
e di cantare non può più finire -
perché sei la sorgente che rifà
il sorso bevuto
ed il suo fondo
non si tocca mai.
Pasturo, 1° ottobre 1933

martedì 1 dicembre 2009

Haiku di Matsuo Bashõ-Kusatao Nakamura

Henri Fantin Latour
stagione delle piogge:
i miei capelli di nuovo
intorno al pallido viso
Matsuo Bashõ
***
cose che non lasciano ricordo
la neve fresca
e lo scoiattolo che salta
Kusatao Nakamura
***
il mare si oscura il grido
delle oche selvatiche
qualcosa di bianco
Matsuo Bashõ