Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

mercoledì 13 aprile 2011

L'onorevole Henry Bennett di Edgar Lee Masters

Non mi era mai venuto in mente,
finché non fui per morire,
che Jenny mi aveva ucciso, per malizia di cuore.
Io avevo settant'anni, lei trentacinque,
e mi ridussi l'ombra di me stesso per saziarla,
Jenny, la rosea Jenny piena di vita ardente.
Poichè tutta la mia saggezza e finezza di mente
non le davano gioia, in verità,
ma sempre parlava della forza gigantesca
di Willard Shafer, e del suo gesto meraviglioso
quando estrasse una trattrice da un fosso
una volta, alla casa di Kirby.
Così Jenny ereditò la mia sostanza e sposò Willard-
quell'ammasso di muscoli! Quel tanghero!
*****
Hon. Henry Bennett
It never came into my mind
Until I was ready to die
That Jenny had loved me to death, with malice of heart.
For I was seventy, she was thirty-five,
And I wore myself to a shadow trying to husband
Jenny, rosy Jenny full of the ardor of life.
For all my wisdom and grace of mind
Gave her no delight at all, in very truth,
But ever and anon she spoke of the giant strength
Of Willard Shafer, and of his wonderful feat
Of lifting a traction engine out of the ditch
One time at Georgie Kirby's.
So Jenny inherited my fortune and married Willard --
That mount of brawn! That clownish soul!
(La bella in rosa è di Vittorio Reggianini)

martedì 12 aprile 2011

Sotto il cielo d'aprile di Sandro Penna

Aprile/Hans Thoma
Sotto il cielo d'aprile la mia pace
è incerta. I verdi chiari ora si muovono
sotto il vento a capriccio. Ancora dormono
l'acque ma, sembra, come ad occhi aperti.
Ragazzi corrono sull'erba, e pare
che li disperda il vento. Ma disperso
solo è il mio cuore cui rimane un lampo
vivido (oh giovinezza) delle loro
bianche camicie stampate sul verde.

lunedì 11 aprile 2011

Un grido di Rainer Maria Rilke

Canterbury/Frederick Childe Hassam/1889
Chi mi dirà sin dove
giunga la vita mia?
Chi mi dirà se anch'io vibro e stormisco
per entro l'uragano;
O se, flutto, mi adagio in fondo al lago;
se non sono anch'io
la pallida betulla che si sbianca,
rabbrividendo ai soffi dell'aprile.

domenica 10 aprile 2011

Una domenica di aprile/L'effluvio degli embrici di Leonardo Sinisgalli

Sarah Purser
 Una domenica di aprile
Tra il polline e la polvere dei bambini
fugaci tu siedi sullo scranno
di pietra dei giardini.
Chiudi gli occhi al sole,
porgi l'orecchio al bisbiglio
di vecchie inaudite parole.
(Era un fantasma saturnino)
*****
L'effluvio degli embrici
L'effluvio degli embrici, le viole
cupe sulle tue case, il capino
del ramarro dietro l'innaffiatoio.
(Coroncina)

sabato 9 aprile 2011

Zitella di Sylvia Plath

Charley Toorop/1927
E così questa particolare ragazza
In una cerimoniosa passeggiata d'aprile
Col suo più recente pretendente
Si trovò all'improvviso oltremodo sconvolta
Dalla sfrenata babele degli uccelli,
Da quel mare di foglie.
In preda a questo tumulto, osservava
I gesti del suo innamorato che sbilanciavano l'aria.
E il proprio passo vagante ineguale
In quel solitario rigoglio di felci e fiori.
Giudicava i petali in scompiglio,
E la stagione in generale, sciatta.
Come desiderò allora l'inverno!-
Scrupolosamente austero nel suo ordine
Di bianco e nero
Ghiaccio e roccia, ogni senso nei suoi limiti,
E la gelida disciplina del cuore
Esatta come fiocco di neve.
Ma ecco- un germogliare
Anormale abbastanza da mettere in scompiglio
Le sue cinque regali facoltà -
Un tradimento da non tollerare. Sì, impazziscano pure
Gli idioti nel manicomio primavera:
Lei se ne tirò subito fuori.
E mise tutt'intorno alla sua casa
Tale una barricata di spine e impedimenti
Contro quella stagione sediziosa
Che nessun uomo all'assalto potè sperare d'infrangerla
Per anatemi, pugni o terrore;
E nemmeno per amore.
*****
SPINSTER
Now this particular girl
During a ceremonious April walk
With her latest suitor
Found herself, of a sudden, intolerably struck
By the birds' irregular babel
And the leaves' litter.
By this tumult afflicted, she
Observed her lover's gestures unbalance the air,
His gait stray uneven
Through a rank wilderness of fern and flower.
She judged petals in disarray,
The whole season, sloven.
How she longed for winter then!-
Scrupulously austere in its order
Of white and black
Ice and rock, each sentiment within border,
And heart's frosty discipline
Exact as a snowflake.
But here--a burgeoning
Unruly enough to pitch her five queenly wits
Into vulgar motley-
A treason not to be borne. Let idiots
Reel giddy in bedlam spring:
She withdrew neatly.
And round her house she set
Such a barricade of barb and check
Against mutinous weather
As no mere insurgent man could hope to break
With curse, fist, threat
Or love, either.

venerdì 8 aprile 2011

La Primavera è il periodo di Emily Dickinson

John Collier*Spring
La Primavera è il Periodo
Espresso da Dio -
Nelle altre stagioni
Abita da solo
Ma durante Marzo e Aprile
Nessuno se ne va in giro
Senza un cordiale colloquio
Con Dio -
********
Spring is the Period
Express from God -
Among the other seasons
Himself abide
But during March and April
None stir abroad
Without a cordial interview
With God -

giovedì 7 aprile 2011

Anniversario di Fausto Maria Martini

Will Pogany
Sette d'Aprile! Giorno di partenza,
mattino desolato e pien di sole,
con ripetuti addii senza parole
eppoi la lunga mia convalescenza!
Malato ero di te! Che brutto male!
Per consolare l'ultima mia sera
suonasti al pianoforte una preghiera
del Gounod...E suonasti quasi male!
Ma non eri commossa come me!
Oggi, non t'amo più, nè, certo, m'ami
tu, che nelle tue lettere, non chiami
il cittadino al tuo paese, a te...
Pur son rimaste dentro il cuore l'onde
dè tuoi canti, e i ricordi offusca il velo
del tempo..."Quante stelle stanno in cielo
tanti baci vò dar!" Notti gioconde!
Notti di stelle, quando il timo odora,
e si va stretti, perchè un poco fa
freddo, e se l'uno canta, egli ben sa
che il viso dell'amante trascolora...
"Bambina bionda" cantano per via,
e si va stretti perchè s'ha paura
d'ogni ombra incerta nella massa scura.
"Come farò a salvar l'anima mia?"
L'anima mia somiglia, vedi, al coro
d'una chiesetta, che, se pure tace,
piena è di canti in sua mistica pace,
e sta Maria sopra uno sfondo d'oro!
Ma, non ch'io t'ami! Pure, se potessi,
mi sarebbe assai caro ritornare
al tuo paese, forse, per parlare
di cose serie prima che ridessi...
Chè, se tu ne ridessi, ecco, a ginocchi
ti pregherei per una gioia breve:
solo per darci un bacio così lieve
come fanno le palpebre con gli occhi...
(Poesie Provinciali)