Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

lunedì 19 dicembre 2011

Canto di Natale di Gilbert Keith Chesterton

Eugene Grasset
Nel grembo di Maria giaceva il Bimbo
la sua chioma era simile a una luce
(stanco e disfatto è il mondo, ma qui tutto
proprio tutto va bene).
Sul seno di Maria giaceva il Bimbo
la sua chioma era simile a una stella
(sono astiosi e astuti tutti i re
ma qui sinceri i cuori).
Sul cuore di Maria giaceva il Bimbo
ed era la sua chioma come il fuoco
(stanco è il mondo, ma del mondo
è questo il desiderio).
Stava Cristo ai ginocchi di Maria
la sua chioma pareva una corona.
E tutti i fiori a lui guardavan su
tutte le stelle giù.
*****************
CHRISTMAS CAROL
The Christ-child lay on Mary's lap,
His hair was like a light.
(O weary, weary were the world,
But here is all aright.)
The Christ-child lay on Mary's breast,
His hair was like a star.
(O stern and cunning are the kings,
But here the true hearts are.)
The Christ-child lay on Mary's heart,
His hair was like a fire.
(O weary, weary is the world,
But here the world's desire.)
The Christ-child stood at Mary's knee,
His hair was like a crown,
And all the flowers looked up at him.
And all the stars looked down.

domenica 18 dicembre 2011

A Gesù bambino di Umberto Saba

Domenico Ghirlandaio*1492
La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo Bambino!
Tu, Re dell’universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.
Gesù, fa’ ch’io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.
Fa’ che il tuo dono
s’accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda,
nel Tuo nome.

sabato 17 dicembre 2011

La neve di Gianni Rodari

Carl Larsson*Greta Arnbom
Che bella neve,
che invenzione la neve di lana e di cotone…
Non bagna i guanti né le mani senza guanti,
né i piedi senza scarpe,
né i nasi senza sciarpe,
né le teste senza cappello,
né i cappelli senza ombrello,
né le stufe senza carbone,
questa bellissima invenzione,
la neve di lana e di cotone.

venerdì 16 dicembre 2011

Carrettiere di Giovanni Pascoli

Victorian christmas cards
O carrettiere che dai neri monti
vieni tranquillo, e fosti nella notte
sotto ardue rupi, sopra aerei ponti;
che mai diceva il querulo aquilone
che muggia nelle forre e fra le grotte?
Ma tu dormivi, sopra il tuo carbone.
A mano a mano lungo lo stradale
venìa fischiando un soffio di procella:
ma tu sognavi ch'era di natale;
udivi i suoni d'una cennamella.
(L'ultima passeggiata XI*Myricae)

giovedì 15 dicembre 2011

Animula di Thomas Stearns Eliot

Charles Hoffbauer*In the restaurant*1907
"Esce di mano e Dio, l'anima semplicetta"
E volge a un mondo piatto di mutevoli luci e di rumore,
Alla luce e alla tenebra, alla secchezza o all'umido, al 
gelo o al calore;
Si muove tra le zampe di tavole e sedie,
Alzandosi o cadendo,afferrandosi a baci e balocchi,
Avanza ardita, all'improvviso allarma, si rifugia
Nell'angolo di un braccio o di un ginocchio, pronta a
farsi 
Rassicurare, prendendo diletto
Del fragrante brillìo dell'albero di Natale,
e diletto del vento,della luce del sole e del mare;
Studia sul pavimento il gioco della luce
E cervi in fuga attorno a un vassoio d'argento;
Confonde il fantastico e il vero,
Lieta di carte da gioco e re e regine,
Di ciò che fanno le fate e i servi dicono.
Il pesante fardello dell'anima che cresce
Rende perplessi e offende sempre più, di giorno in giorno;
Di settimana in settimana offende e sempre più
Rende perplessi con gli imperativi dell'essere e dell'apparire
E del si può e non si può, del desiderio come del ritegno.
Il dolore del vivere e la droga dei sogni
Piegano l'anima piccola che siede
Accanto alla finestra dietro l'encyclopaedia Britannica.
Esce di mano al tempo l'anima semplicetta
Irresoluta ed egoista, deforme, zoppiccante,
Incapace di spingersi in avant icome di retrocedere,
Timorosa della calda realtà, del bene offerto,
Negando il sangue come un importuno,
Ombra delle sue stesse ombre, spettro della sua tenebra,
Lasciando carte in disordine in una stanza polverosa;
Vivendo per la prima volta nel silenzio che segue al
viatico.
Prega per Guiterriez, avido di successo e di potere,
Per Boudin saltato in pezzi,
Per chi ha fatto una grande fortuna,
E per chi seguì la sua strada.
Prega per Floret, sbranato dai segugi  fra gli alberi di
tasso,
Prega per noi ora e nell'ora della nostra nascita.
***************************
'Issues from the hand of God, the simple soul'
To a flat world of changing lights and noise,
To light, dark, dry or damp, chilly or warm;
Moving between the legs of tables and of chairs,
Rising or falling, grasping at kisses and toys,
Advancing boldly, sudden to take alarm,
Retreating to the corner of arm and knee,
Eager to be reassured, taking pleasure
In the fragrant brilliance of the Christmas tree,
Pleasure in the wind, the sunlight and the sea;
Studies the sunlit pattern on the floor
And running stags around a silver tray;
Confounds the actual and the fanciful,
Content with playing-cards and kings and queens,
What the fairies do and what the servants say.
The heavy burden of the growing soul
Perplexes and offends more, day by day;
Week by week, offends and perplexes more
With the imperatives of 'is and seems'
And may and may not, desire and control.
The pain of living and the drug of dreams
Curl up the small soul in the window seat
Behind the Encyclopædia Britannica.
Issues from the hand of time the simple soul
Irresolute and selfish, misshapen, lame,
Unable to fare forward or retreat,
Fearing the warm reality, the offered good,
Denying the importunity of the blood,
Shadow of its own shadows, spectre in its own gloom,
Leaving disordered papers in a dusty room;
Living first in the silence after the viaticum.
Pray for Guiterriez, avid of speed and power,
For Boudin, blown to pieces,
For this one who made a great fortune,
And that one who went his own way.
Pray for Floret, by the boarhound slain between the yew trees,
Pray for us now and at the hour of our birth.
(Ariel Poems)

mercoledì 14 dicembre 2011

Quanto manca a Betlemme? di Frances Chesterton

Hans Thoma
Quanto manca a Betlemme?
Siete quasi alla meta.
Troveremo una stalla
sotto una stella cometa?
Il bimbo appena nato
potremo visitare?
Levando il chiavistello
ci lasceranno entrare?
L'asino, il bue, le pecore potremo accarezzare?
Gesù Bambino che dorme potremo contemplare?
Se lo accarezzeremo si sveglierà?
Saprà che siam venuti apposta fino qua?
I Re ricchi doni
e noi invece nulla,
solo sorrisi e lacrime offriamo alla tua culla.
Per tutti i bimbi stanchi pianger Maria dovrà.
Disteso sulla paglia il bimbo dorme già.
Dio in braccio alla madre,
bambini nel capanno
dormono come dorme chi ha il cuore senza affanno!
******
How far is it to Bethlehem?
How far is it to Bethlehem?
Not very far.
Shall we find the stable room
Lit by a star?
Can we see the little child,
Is he within?
If we lift the wooden latch
May we go in?
May we stroke the creatures there,
Ox, ass, or sheep?
May we peep like them and see
Jesus asleep?
If we touch his tiny hand
Will he awake?
Will he know we've come so far
Just for his sake?
Great kings have precious gifts,
And we have naught,
Little smiles and little tears
Are all we brought.
For all weary children
Mary must weep.
Here, on his bed of straw
Sleep, children, sleep.
God in his mother's arms,
Babes in the byre,
Sleep, as they sleep who find
Their heart's desire.

martedì 13 dicembre 2011

L'albero dei poveri di Gianni Rodari

Carl Larsson*Brita
Filastrocca di Natale,
la neve è bianca come il sale,
la neve è fredda, la notte è nera
ma per i bimbi è primavera:
soltanto per loro, ai piedi del letto
è fiorito un alberetto.
Che strani fiori, che frutti buoni
oggi sull'albero dei doni:
bambole d'oro, treni di latta,
orsi di pelo come d'ovatta,
e in cima, proprio sul ramo più in alto,
un cavallo che spicca il salto.
Quasi lo tocco... Ma no, ho sognato,
ed ecco, adesso, mi sono destato:
nella mia casa, accanto al mio letto
non è fiorito l'alberetto.
Ci sono soltanto i fiori di gelo
sui vetri che mi nascondono il cielo.
L'albero dei poveri sui vetri è fiorito:
io lo cancello con un dito.