Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

martedì 26 agosto 2008

Salomè di Guillaume Apollinaire

Jean Benner*Salomè
 Perché Giovanni Battista sorrida ancora una volta
Sire io danzerei meglio dei serafini
Ditemi madre perché siete triste
Vestita da contessa vicino al Delfino
II mio cuore batteva batteva fortissimo alla sua parola
Quando danzavo tra i finocchi ascoltando
E ricamavo gigli sopra una banderuola
Che avrebbe sventolato in cima al suo bastone
E per chi volete che ora la ricami
II suo bastone rifiorisce in riva al Giordano
E tutti i gigli quando i vostri soldati o re Erode
Lo portarono via sono appassiti nel mio giardino
Venite tutti con me sotto gli alberi
Non piangere grazioso buffone del re
Prendi questa testa invece del tuo scettro e danza
Non toccategli la fronte madre è già fredda
Sire camminate avanti venite dietro trabanti
Noi scaveremo una fossa e lo seppelliremo
Noi pianteremo dei fiori e danzeremo in tondo
Fino all'ora che avrò perduto la mia giarrettiera
II re la tabacchiera
L'infanta il suo rosario
E il curato il breviario

1 commento:

Bertrando Goio ha detto...

Apollinaire è uno dei poeti più importanti della mia vita ed è bello vedere che, a dispetto di tutto, in rete si trovino ancora persona che sanno tenere viva la poesia di autori come lui e la poesia in generale.
Se ti può interessare ti do il link di una mia raccolta di poesie, alcune delle quali già pubblicate su cartaceo parecchi anni fa. Anche da parte mia, tanto per essere in accordo con quello che dici nel tuo blog, non ci sono fini di lucro in nessuna cosa che pubblico. Questo e il link:

https://sites.google.com/site/disarmonieserali/