Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
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martedì 25 giugno 2013

Estate di Esiodo

John William Godward*The sweet siesta of a summer day
Quando il cardo è in fiore, e la monotona cicala
persa nel fogliame spande il suo poema scabro,
denso, dalle ali, nei giorni dell'estate sonnolenta,
allora le capre sono in carne ed è perfetto il vino,
sensualissime le donne, i maschi senza forza
perchè la canicola ti secca muscoli e cervello,
la pelle inaridita dalla vampa. Che bellezza, allora,
l'ombra di una grotta, vino delle isole,
una focaccia con la panna, latte di libera capretta,
carne nostrana di vitella non coperta,
d'agnello appena nato, e bere vino acceso luccicante,
seduti in ombra, il cuore soddisfatto del mangiare,
la faccia esposta al venticello vivo.
E bere da una fonte chiara, azzurra, sempre fresca
tre porzioni d'acqua, la quarta di vinello!
*****
Opere e giorni, vv. 582-596

martedì 8 gennaio 2013

Inverno di Esiodo

Elizabeth Sonrel*Winter
Il mese di Leneo, giorni da schifo, spellabuoi tutti quanti.
Dio ce ne scampi. E poi quelle gelate, rasoterra:
si fanno spietate quando Borea soffia di traverso
alla Tracia, pastura di cavalli, sul disteso mare,
e con la raffica l'inarca. Mugghiano la terra e la foresta.
Quante querce, aeree chiome, quanti densi pini
stende nei burroni alpestri, sul suolo che ci sfama,
piombando: è tutto un gran boato il bosco sconfinato.
S'intirizziscono le bestie, le code sotto i ventri,
anche quelle di vello peloso che fa ombra: le trapassa
coi soffi ghiacciati, anche se manto di lana le avvolge.
Trafigge perfino il cuoio del bue, che non fa barriera.
Trafigge la coltre di peli caprini. Ma le pecore no,
quelle no. Quel pelame è spesso, non lo forza
il vento del nord. Un vecchio l'incurva: una ruota!
Però non si fa strada fino alla ragazza pelle di velluto:
lei sta nel chiuso della casa, insieme a mamma sua,
e non sa niente, ancora, dell'amore che vale tanto oro,
si lava quella carne in fiore, se la spalma di fluente
olio, si mette giù, tra le coperte, nel cuore della casa,
mentre fuori è inverno....
(Opere e giorni, vv. 504-524)
Trad. di Ezio Savino