Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
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venerdì 22 agosto 2014

Terrazza di Vittorio Sereni

Guido Trentini*Le perle del lago*1914
Improvvisa ci coglie la sera.
                                     Più non sai
dove il lago finisca;
un murmure soltanto
sfiora la nostra vita
sotto una pensile terrazza.

Siamo tutti sospesi
a un tacito evento questa sera
entro quel raggio di torpediniera
che ci scruta poi gira se ne va..
da PensieriParole

venerdì 8 agosto 2014

Italiano in Grecia di Vittorio Sereni

Gaetano Bellei
Prima sera d'Atene, esteso addio
dei convogli che filano ai tuoi lembi
colmi di strazio nel lungo semibuio.
Come un cordoglio
ho lasciato l'estate sulle curve
e mare e deserto è il domani
senza più stagioni.
Europa Europa che mi guardi
scendere inerme e assorto in un mio
esile mito tra le schiere dei bruti,
sono un tuo figlio in fuga che non sa
nemico se non la propria tristezza
o qualche rediviva tenerezza
di laghi di fronde dietro i passi
perduti,
sono vestito di polvere e sole,
vado a dannarmi a insabbiarmi per anni.
Pireo, agosto 1942

domenica 11 agosto 2013

Solo vera è l'estate di Vittorio Sereni

Steichen
Solo vera è l'estate e questa sua
luce che vi livella.
E ciascuno si trovi il sempreverde
albero, il cono d'ombra,
la lustrale acqua beata
e il ragnatelo tessuto di noia
sugli stagni malvagi
resti un sudario d'iridi. Laggiù
è la siepe labile, un alone
di rossa polvere,
ma sepolcrale il canto d'una torma
tedesca alla forza perduta.

Ora ogni fronda è muta
compatto il guscio d'oblio
perfetto il cerchio.

                Saint-Cloud, Agosto 1944

sabato 27 luglio 2013

In me il tuo ricordo di Vittorio Sereni

Francis Picabia*Olga
In me il tuo ricordo è un fruscìo
solo di velocipedi che vanno
quietamente là dove l'altezza
del meriggio discende
al più fiammante vespero
tra cancelli e case
e sospirosi declivi
di finestre riaperte sull'estate.
Solo, di me, distante
dura un lamento di treni,
d'anime che se ne vanno.

E là leggiera te ne vai sul vento,
ti perdi nella sera.
***********
Vittorio Sereni, nel centenario della nascita
27 luglio 1913

giovedì 11 luglio 2013

Ma se tu manchi di Vittorio Sereni

Costa Vila*Jardin de Tuilieres-Paris
Troppo il tempo ha tardato
per te d'essere detta
pena degli anni giovani.

Illividiva la città nel vento
o un'iride cadeva nella danza
dei riflessi beati:
eri nel ticchettio meditabondo
d'una sfera al mio polso
tra le pagine sfogliate
una marea di sole,
un'indolenza di sobborghi chiari
presto assunta in un volto
così a fondo scrutato,
ma un occhio lustro ma un tatto febbrile.

Venivano ombre leggere: - che porti
tu, che offri?... - Sorridevo
agli amici, svanivano
essi, svaniva
in tristezza la curva d'un viale.
Dietro ruote fuggite
smorzava i papaveri sui prati
una cinerea estate.

Ma se tu manchi
e anche il cielo è vinto
sono un barlume stento,
una voce superflua nel coro.

giovedì 6 giugno 2013

Non sa più nulla è alto sulle ali di Vittorio Sereni

Robert Fawcett*1940
Non sa più nulla, è alto sulle ali
il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna.
Per questo qualcuno stanotte
mi toccava la spalla mormorando
di pregar per l'Europa
mentre la Nuova Armada
si presentava alla costa di Francia.

Ho risposto nel sonno: -E' il vento,
il vento che fa musiche bizzarre.
Ma se tu fossi davvero
il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna
prega tu se lo puoi, io sono morto
alla guerra e alla pace.
Questa è la musica ora:
delle tende che sbattono sui pali.
Non è musica d'angeli, è la mia
sola musica e mi basta. -
********
Campo Ospedale 127, giugno 1944
da "DIARIO D'ALGERIA"

sabato 25 maggio 2013

Diana di Vittorio Sereni

Wladislaw Czachorski
Torna il tuo cielo d'un tempo
sulle altane lombarde, 
in nuvole d'afa s'addensa 
e nei tuoi occhi esula ogni azzurro, 
si raccoglie e riposa.

Anche l'ora verrà della frescura 
col vento che si leva sulle darsene 
dei Navigli e il cielo 
che per le rive s'allontana.

Torni anche tu, Diana, 
tra i tavoli schierati all'aperto 
e la gente intenta alle bevande 
sotto la luna distante?

Ronza un'orchestra in sordina; 
all'aria che qui ne sobbalza 
ravviso il tuo ondulato passare, 
s'addolce nella sera il fiero nome 
se qualcuno lo mormora 
sulla tua traccia.

Presto vien giugno 
e l'arido fiore del sonno 
cresciuto ai più tristi sobborghi
e il canto che avevi, amica, sulla sera 
torna a dolere qui dentro, 
alita sulla memoria 
a rimproverarti la morte.

venerdì 9 settembre 2011

Appuntamento a ora insolita di Vittorio Sereni

Jean Gabriel Domergue
La città-mi dico- dove l’ombra
quasi più deliziosa è della luce
come sfavilla tutta nuova al mattino….
“……asciuga il temporale di stanotte” – ride
la mia gioia tornata accanto a me
dopo un breve distacco.
“Asciuga al sole le sue contraddizioni”
- torvo, già sul punto di cedere, ribatto.
Ma la forma l’immagine il sembiante
-d’angelo avrei detto in altri tempi-
risorto accanto a me nella vetrina:
“Caro- mi dileggia apertamente- caro,
con quella faccia di vacanza. E pensi
alla città socialista ?”.
Ha vinto. E già mi sciolgo: “Non
arriverò a vederla” le rispondo.
(Non saremo
più insieme dovrei dire.) “Ma è giusto,
fai bene a non badarmi se dico queste cose,
se le dico per odio di qualcuno
o rabbia per qualcosa. Ma credi all’altra
cosa che si fa strada in me di tanto in tanto
che in sé le altre include e le fa splendide,
rara come questa mattina di settembre…..
giusto di te fra me e me parlavo:
della gioia.”
Mi prende sottobraccio.
“Non è vero che è rara, – mi correggo- c’è,
la si porta come una ferita
per le strade abbaglianti. E’
quest’ora di settembre in me repressa
per tutto un anno, è la volpe rubata che il ragazzo
celava sotto i panni e il fianco gli straziava,
un’arma che si reca con abuso, fuori
dal breve sogno di una vacanza.
Potrei
con questa uccidere, con la sola gioia….”
Ma dove sei, dove ti sei mai persa ?
“E’ a questo che penso se qualcuno
mi parla di rivoluzione”
dico alla vetrina ritornata deserta.
(Gli strumenti umani)

martedì 26 luglio 2011

Concerto in giardino di Vittorio Sereni

Johanna Harmon
A quest'ora
innaffiano i giardini in tutta Europa.
Tromba di spruzzi roca
raduna bambini guerrieri,
echeggia in suono d'acque
sino a quest'ombra di panca.
Ai bambini in guerra sulle aiole
sventaglia, si fa vortice;
suono sospeso in gocce
istante
ti specchi in verde ombrato;
siluri bianchi e rossi
battono gli asfalti dell'Avus,
filano treni a sud-est
tra campi di rose.
Da quest'ombra di panca
ascolto i ringhi della tromba d'acqua:
a ritmi di gocce
il mio tempo s'accorda.
Ma fischiano treni d'arrivi.
S'e' strozzato nel caldo
il concerto della vita che svaria
in estreme girandole d'acqua.
(Frontiera/1935)

venerdì 3 dicembre 2010

3 dicembre di Vittorio Sereni

Juan Gris All'ultimo tumulto dei binari
hai la tua pace, dove la città
in un volo di ponti e di viali
si getta alla campagna
e chi passa non sa
di te come tu non sai
degli echi delle cacce che ti sfiorano.
Pace forse è davvero la tua
e gli occhi che noi richiudemmo
per sempre ora riaperti
stupiscono
che ancora per noi
tu muoia un poco ogni anno
in questo giorno.
(Frontiera)

lunedì 11 maggio 2009

Sul tavolo tondo di sasso di Vittorio Sereni

BoldiniSul tavolo tondo di sasso
due versi a matita, parole
per musica fiorite su una festa.
Di occhi ardenti, di capelli castani?
Come fu quel tuo giorno, e tu com'eri?
E oggi qui attorno la quiete
dei vetri indifferenti oggi il minuto
sfaccendare dei passeri là fuori.

giovedì 12 giugno 2008

Ahimè come ritorna di Vittorio Sereni

Hoff Ahimè come ritorna
sulla frondosa a mezzo luglio
collina d'Algeria
di te nell'alta erba riversa
non ingenua la voce
e nemmeno perversa
che l'afa lamenta
e la bocca feroce
ma rauca un poco e tenera soltanto...