Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
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lunedì 18 maggio 2015

Corollario, 6 di Edoardo Sanguineti

Sogno e realtà  Dream and reality, Angelo Morbelli.
se mi stacco da te, mi strappo tutto:
          ma il mio meglio (o il mio peggio)
ti rimane attaccato, appiccicoso, come un miele, una colla, 
   un olio denso:
ritorno in me, quando ritorno in te: (e mi ritrovo i pollici e 
i polmoni):
tra poco atterro a Madrid:
   (in coda qui all'aereo, selezionati miei connazionali,
gente d'affari, dicono numeri e numeri, mentre bevono e 
   fumano, eccitati,
agitatamente ridendo):
          vivo ancora per te, se vivo ancora:
***
Il gatto lupesco
***
Edoardo è morto il 18 maggio 2010

giovedì 7 luglio 2011

Omaggio a Catullo di Edoardo Sanguineti


Salvador Viniegra y Lasso de la Vega/El primer beso/1891
Viviamoci, mia cara, che ci amiamo,
e i bròntoli dei vecchi moraloni,
noi ce li valutiamo, tutti, un soldo:
il sole sa morire e ci ritorna:
ma se un giorno ci muore il breve giorno,
la notte eterna, noi, ce la dormiamo:
tu i mille baci mi dai: dopo, i cento:
e i mille, dopo ancora: e io cento, poi:
e dopo, gli altri mille: e i cento, ancora:
poi, fatti i nostri multimila baci,
ci confondiamo il conto, in un pasticcio:
se no, un cattivo ci fa il menagramo,
che sa che sono tanti i nostri baci

giovedì 20 maggio 2010

Ballata delle donne di Edoardo Sanguineti

Gustav Klimt Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.
Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.
Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.
Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.
Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.
"Il gatto lupesco" poesie 1982-2001
(grazie Guijl)