Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
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martedì 12 gennaio 2016

Fanciullezza lontana di Giovanni Prati

A Basket of Oranges by Edward Robert Hughes, 1878
Fanciul, nel verno dalle usate stalle
tornando a notte alla materna sede,
divoravo la via come chi a spalle
la maga, il morto o l'assassin si vede.

Or vo notturno per qualunque calle,
né il cor mi trema o mi vacilla il piede:
ché ai sogni uditi nella patria valle
la vecchia fantasia più non dà fede.

Ma là m'intesi favellar pur anco
d'un gran mondo di glorie e di dottrina
e per vederlo uscii dalle mie rive.

Or l'ho veduto: e pellegrin già stanco
ne narro l'odissea, ma a testa china,
ché il fanciul d'una volta, ahi! più non vive.
***
Psiche
*
da UN SECOLO DI POESIA

sabato 9 maggio 2015

Azzarelina di Giovanni Prati

Federico Andreotti
Asdraëlina suo velata excessit ab Indo 
parvula in Hesperiam. Modo cantat, docta sacerdos

 Azzarelina, 
  bella indovina, 
  che sui vapori 
  danzi de' fiori,  
  che i tuoi segreti dici ai pianeti, 
  che ciurmi l'aere, 
  che incanti il mar; 
strana fanciulla,  
  che in India hai culla, 
  che di Golconda 
  scemati all'onda, 
  perle e rubini 
  porti sui crini,  
  e a me gli oroscopi 
  vieni a cantar;  
austera e grave, 
  dolce e soave, 
  cui nel pensiero  
  siede il mistero, 
  cui nel sorriso 
  s'apre l'Eliso, 
  cui nelle lacrime 
  nuota l'amor;  
gli occhi sereni 
  donami e vieni, 
  vieni a spirarmi 
  l'aura de' carmi, 
  guardami e taci,  
  dammi i tuoi baci, 
  prendi il mio spirito, 
  dammi il tuo cor.
***
Prati è morto il 9 maggio 1884