Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
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giovedì 4 febbraio 2016

Il piacere della vita di Friedrich Hölderlin

Boleslaw Von Szankowski
Ancora ritorna in me la dolce primavera
ancora non invecchia il mio cuore infantilmente allegro
ancora scorre la rugiada dell’amore giù dall’occhio mio
ancora vivono in me il piacere e il dolore della speranza.

Ancora mi consolano con dolce incanto
il cielo blu e la verde campagna,
la divina mi porge la coppa dell’ebbrezza,
la gentile, giovane natura.

Fiducioso! Vale i dolori, questa vita
fino a quando per noi poveracci il sole di Dio splende
e immagini di un tempo migliore si librano intorno alla nostra anima,
e ahimè, un occhio gentile piange con noi.
*
traduzione di Susanna Mati
***
Lebensgenuß

Noch kehrt in mich der süße Frühling wieder,
Noch altert nicht mein kindischfröhlich Herz,
Noch rinnt vom Auge mir der Tau der Liebe nieder,
Noch lebt in mir der Hoffnung Lust und Schmerz.

Noch tröstet mich mit süßer Augenweide
Der blaue Himmel und die grüne Flur,
Mir reicht die Göttliche den Taumelkelch der Freude,
Die jugendliche, freundliche Natur.
Getrost! Es ist der Schmerzen wert, dies Leben
Solang uns Armen Gottes Sonne scheint
Und Bilder bessrer Zeit um unsre Seele schweben
Und, ach, mit uns ein freundlich Auge weint.

venerdì 7 giugno 2013

Ogni giorno percorro..di Friedrich Hölderlin

Anna Maria Ellenrieder*Self portrait*1818
Ogni giorno percorro altri sentieri, ora
Nel verde   nel bosco, ora alla fonte,
Alla rupe, dove fioriscono le rose, guardo
Dal colle la campagna, ma in nessun luogo

Amata, in nessun luogo nella luce ti trovo
E nelle brezze si perdono le mie parole,
Le devote, che un tempo accanto a te
(...)

Sì, sei lontana volto beato! E l'armonia
Della tua vita si spegne via da me
Non più udita e ah!, dove siete voi
Magici canti che un te4mpo il cuore

Mi placaste con la quiete degli dèi?
Quanto tempo è passato, quanto tempo!
Il fanciullo è invecchiato e anche la terra
Che allora mi sorrideva s'è mutata.

Per sempre addio! Si stacca e torna a te
Ogni giorno l'anima e per te piange
L'occhio, affinchè limpido
Torni a guardare là dove tu indugi.
************
Wohl geh' ich täglich...

Wohl geh' ich täglich andere Pfade, bald
Ins grüne    im Walde, zur Quelle bald,
Zum Felsen, wo die Rosen blühen,
Blicke vom Hügel ins Land, doch nirgend,

Du Holde, nirgend find ich im Lichte dich
Und in die Lüfte schwinden die Worte mir,
Die frommen, die bei dir ich ehmals
(...)

Ja, ferne bist du, seeliges Angesicht!
Und deines Lebens Wohllaut verhallt, von mir
Nicht mehr belauscht, und ach! wo seid ihr
Zaubergesänge, die einst das Herz mir

Besänftiget mit Ruhe der Himmlischen ?
Wie lang ist's, o wie lange! der Jüngling ist
Gealtert, selbst die Erde, die mir
Damals gelächelt, ist anders worden.

Leb immer wohl! es scheidet und kehrt zu dir
Die Seele jeden Tag, und es weint um dich
Das Auge, daß es helle wieder
Dort wo du säumest, hinüberblicke.

*
Hölderlin è morto il 7 giugno 1843.

sabato 10 novembre 2012

L'autunno di Friedrich Hölderlin

Anne-Louis Girodet de Roussy-Trioson*Autumn 
Le saghe che si allontanano dal mondo,
Dallo spirito che è stato e che ritorna,
Tornano all'umanità, e molto impariamo
Dal tempo, che in gran fretta si consuma.
Le immagini del passato non abbandona
La natura, così come i giorni sbiadiscono
In piena estate, torna sulla terra l'autunno,
Lo spirito delle piogge torna in cielo.
In breve tempo molto ha avuto fine,
Il contadino, che all'aratro appare,
Vede, che l'anno volge al lieto termine,
In tali quadri si compie il giorno umano.
Il cerchio della terra abbellito di rocce
Non è come la nube, che a sera si perde,
Si mostra insieme a un giorno dorato
E la perfezione è senza lamento.
(Canto e follia)
**************
Der Herbst
Die Sagen, die der Erde sich entfernen,
Vom Geiste, der gewesen ist und wiederkehret,
Sie kehren zu der Menschheit sich, und vieles lernen
Wir aus der Zeit, die eilends sich verzehret.
Die Bilder der Vergangenheit sind nicht verlassen
Von der Natur, als wie die Tag' verblassen
Im hohen Sommer, kehrt der Herbst zur Erde nieder,
Der Geist der Schauer findet sich am Himmel wieder.
In kurzer Zeit hat vieles sich geendet,
Der Landmann, der am Pfluge sich gezeiget,
Er siehet, wie das Jahr sich frohem Ende neiget,
In solchen Bildern ist des Menschen Tag vollendet'
Der Erde Rund mit Felsen ausgezieret
Ist wie die Wolke nicht, die Abends sich verlieret,
Es zeiget sich mit einem goldnen Tage,
Und die Vollkommenheit ist ohne Klage.

giovedì 7 giugno 2007

Inno alla dea dell' armonia di Friedrich Hölderlin

Arthur Hacker
«[...] Spira entusiasmo nei cantori
inesauribile il colmo di bellezza
infinito il mare del sublime
ma prima d'ogna cosa io t'ho eletta
con tremito profondo io ti vidi
con tremito profondo io t'ho amato
te, regina del mondo, te, Urania [...]»
(dall' Inno alla dea dell'Armonia)

sabato 6 gennaio 2007

Meta' della vita di Friedrich Hölderlin

Anonimo
Di pere gialle colma
E di rose selvatiche pende
La campagna sul lago,
O cigni soavi,
Ed ebbri di baci
Immergete il capo
Nell'acqua sobria e santa.
Ahimè, dove prenderò, quando
Sarà l'inverno, i fiori, e dove
La luce del sole,
E le ombre della terra?
Le mura si ergono
Mute e fredde, nel vento
Stridono le banderuole.
******************
HÄLFTE DES LEBENS
Mit gelben Birnen hänget
Und voll mit wilden Rosen
Das Land in den See,
Ihr holden Schwäne,
Und trunken von Küssen
Tunkt ihr das Haupt
Ins heilignüchterne Wasser.
Weh mir, wo nehm' ich, wenn
Es Winter ist, die Blumen, und wo
Den Sonnenschein,
Und Schatten der Erde?
Die Mauern stehn
Sprachlos und kalt, im Winde
Klirren die Fahnen.