Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
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martedì 30 giugno 2015

Entro in questo amore di Maria Luisa Spaziani

Reverie, Charles-Amable Lenoir - 1893
Entro in questo amore come in una cattedrale,
come in un ventre oscuro di balena.
Mi risucchia un’eco di mare, e dalle grandi volte
scende un corale antico che è fuso alla mia voce.

Tu, scelto a caso dalla sorte, ora sei l’unico,
il padre, il figlio, l’angelo e il demonio.
Mi immergo a fondo in te, il più essenziale abbraccio,
e le tue labbra restano evanescenti sogni.

Prima di entrare nella grande navata,
vivevo lieta, ero contenta di poco.
Ma il tuo fascio di luce, come un’immensa spada,
relega nel nulla tutto quanto non sei.***
Maria Luisa manca da un anno, è volata via il 30 giugno 2014, chi mi conosce un pochino
sa quanto l'amo.

sabato 6 settembre 2014

L'addio dell'estate di Maria Luisa Spaziani

Gaetano Bellei
Lo spirito del fieno impregna l'anima.
L'addio dell'estate. Si raccolgono
le rondini sui fili e sulle antenne,
anomali emigranti verso l'Africa.

Nuvole non più rosa si scaglionano
a isterici plotoni nel vento che le opprime.

Già si arrende il roseto e batte ai vetri
con raffiche di petali e di spine.
***
(Non si riposa il mare)

martedì 1 luglio 2014

Vallon Des Gardes di Maria Luisa Spaziani

Victor Nizovtsev
Ti penso in un paese che di vele
e di ulivi fiorisce alla tua ombra,
che risucchia dal cielo una crudele
bellezza di inquietudine profonda,
che ambiguamente un turbine alle rive
scompiglia nelle chiome dolciamare
e i deliranti vortici sprofonda
nel silenzio del mare,
se il tuo sguardo - o la luce? - la saggezza
d'ogni radice beve
(oro, violette, neve).
***
LE ACQUE DEL SABATO

Maria Luisa è mancata ieri
coloro che mi seguono sanno
quanto io l'amassi.

sabato 28 giugno 2014

Attraccano i terrazzi di Maria Luisa Spaziani

Géza Faragò*1913
Di brughiera in brughiera
di frontiera in frontiera
risalendo all'idea dei tuoi occhi
oggi ti chiamo, amato,
amato che morrai come le selve
morranno, e il tempo, e il mare...

Di parola in parola t'ho cercato,
di cielo in cielo, là dove ogni nome
si fonde alla sua luce, e le future
albe sono il passato.

Ai miei gelidi vetri di prigione
attraccano i terrazzi di un'estate
piena dei fischi della ferrovia.

Bastano, a un cuore vivo, una canzone,
uno stridore, un grillo, un gatto sperso:

ed ecco la più lunga sinfonia

un universo
***
UTILITA' DELLA MEMORIA

sabato 7 giugno 2014

Mi culla la corolla del papavero di Maria Luisa Spaziani

Robert Vonnoh
Mi culla la corolla del papavero,
il mio sonno è lunghissimo. La strada
si agita laggiù da quattro ore.
Solo un tuo squillo potrebbe svegliarmi.

Non mi somiglia quest’inerzia, sono
da quando amo, tutt’altra persona.
Mi culli a lungo, mi culli il papavero,
se sarà lungo il mio sogno di te.

lunedì 5 maggio 2014

Quella sera di Maria Luisa Spaziani

Renè Magritte*The Beneficial Promise*1927
Quella sera, quel negro che vedemmo
in un night-club di Brooklyn e che diceva
io sono siciliano tra sghignazzi
di turchi e filippini, mi è fratello
stasera che un cobalto tenebroso
svegliano le lampare su dai fondi
del mare di Ganzirri. Quale storia,
quali fuggenti amori, quale persa
giovinezza quel negro salutava
nei suoi ricordi d'ubriaco? Un filo
tenue ma resistente lo legava
in quell'attimo a me, non lo sapevo
io tuttavia, e ancora nel futuro
d'allora si stagliavano non viste
le falene che adesso maggio accende
sulla striscia del Faro. Così avviene
di scoprire a ritroso questa vita
guardandoci alle spalle, e le Cassandre
soltanto ora salutiamo, e quelle
che tessevano al buio, indisturbate
dalla nostra incoscienza.
***
L'OCCHIO DEL CICLONE

giovedì 9 gennaio 2014

Preistoria di Maria Luisa Spaziani

William Holman Hunt*Mrs. Wilson
Giaceva il seme in un sonno profondo d'argilla,
il magma della mia vita era non-vita.
I soli in travaglio velava una palpebra immensa,
il verbo attendeva l'epifania dell'alfabeto.

Preistoria sepolta, ruota che non scorreva,
il sangue si ricorda di te, dolce grembo materno.
Senza di te, silenzio, sarebbe flauto o tromba
puro delirio sotto campana vuota.

Senza di te l'amore, stelo cieco di clorofilla,
non sarebbe un'altera vittoria sui marosi del nulla.
Il grido in vetta al piacere è coscienza tua
che di ogni carezza fa storia all'ombra dell'eterno.
**************
Nel giorno del tuo compleanno, mamma.

giovedì 2 gennaio 2014

Il punto zero di Maria Luisa Spaziani

Cuno Amiet*Le grand hiver
La vita si faceva pallidetta
viola che ignora un'altra fioritura.
Qualche volta uno spino si ergeva,
patetico, per pungere il sole.

E' scoccato nel cielo il punto zero,
nessun gong era tale da annunciarlo.
Come morti che altrove si sveglino,
la medaglia ci accoglie sul rovescio.

Avremo la distesa dei millenni
per occuparci di un primo bilancio.
Quanto addensava di fulgido e torvo
il nostro più banale quarto d'ora.
**************
LA STELLA DEL LIBERO ARBITRIO

sabato 23 novembre 2013

Suite per A. e Due candele rosse di Maria Luisa Spaziani

Pietro Annigoni*Principessa Elena Corsini
Rimarrà su deserti lontani,
oltre le praterie del tempo.
Baci, roveti, fiamme d'autunno
e un lungo addio tra le mani.
Ritornerà con le nuvole, con le stagioni,
tremando ebbrezze seppellite:
ottenebrato, inutile, senza respiro.
(LUNA LOMBARDA*UTILITA' DELLA MEMORIA)
°°°°°°°°°°°
Due candele rosse
solitarie bruciavano fra coppe di mimose
e lugubri tam-tam- spaesati nella nebbia leggera.
Era autunno, era Londra al bar cinese.

Estrema la tensione del mio arco.

Ma immobile la freccia ardiva a un cielo
senza tempo nè varco.
(UTILITA' DELLA MEMORIA)

domenica 15 settembre 2013

Via Bigli di Maria Luisa Spaziani

William Orpen*Susan
A piene mani il tuo declino bevo
estate di città, fumo di menta
e terra e pioggia, e grappolo tardivo
di sole sulle pietre. Dai terrazzi
un'onda di campanule rapisce
nella fuga del vento il viola estremo
alla luce.

                           Forte mi sento
d'ogni cosa futura. Il mio segreto
sta in chissà quale sortilegio: Indugia
su te che muori, il timido e violento
carillon di San Babila.
***************
(Le acque del Sabato)

martedì 20 agosto 2013

1431 di Maria Luisa Spaziani

Eugene Thirion*Jeanne D'Arc
(Rouen, agosto 1958)

Se stasera sul capo mi passasse
quest'uccello d'arazzo
nella chiusa virtù d'un cielo antico,
se un cavallo - fra scheletri danzanti
nei boschi dell'inverno - verso un mare
di fiamme incomparabili volasse,
e un tempo denso di veleni
serpeggiando mi ardesse de profundis
le radici e le ali,
se acuta fossi come la tua flèche
che d'oro e neve splende in campo nero

e fossi morta cinquecentoventi-
sette anni fa.
****
(Utilità della memoria)

sabato 3 agosto 2013

Come i fiocchi di neve di Maria Luisa Spaziani

Esther Erlich*Sitting pretty
Come i fiocchi di neve che non hanno
gemello mai in altro fiocco di neve,
i miei amori (sei, nè più nè meno)
ora si affidano alla rosa dei venti.

Di volta in volta profumo di anemoni,
gusto di bergamotto e camomilla,
salati come un'ostrica, amarognoli
come mandorle alle foci del Rodano,

droghe capaci d'inventare dei mondi,
nenie di dormiveglia o di agonia,
ebbrezze, elevazioni o la preghiera
prima del catecumeno.

Mischiati insieme - odori, gusti, musiche -
compongono un policromo ventaglio.
Mi fa fresco sul prato, nelle sere d'agosto
in attesa del settimo amore.
**********
(La luna è già alta)

domenica 16 giugno 2013

Non lasciare che salga di Maria Luisa Spaziani

Lynn Donoghue*Selfportrait*1986
Non lasciare che salga l'amarezza
fin qui, fino al limite di guardia.
E' una viscida melma che intralcia
il tuo passo di chiaro futuro

Verrà il sole. La melma rappresa
sarà letto a svettanti girasoli.
Non mi ricorderò dell'amarezza,
preistoria di cui nulla si sa.
************
(La luna è già alta)

domenica 27 gennaio 2013

Alle vittime di Mauthausen di Maria Luisa Spaziani

Benjamin Palencia*1935
Troverò in paradiso le parole non dette,
capitelli di colonne rimaste a metà.
Scaglie di stelle esplose, private di ogni luce,
antiche fontane secche che ritrovano il canto.
Troverò in paradiso quel macilento tralcio di rosa
che a Mauthausen fiorì dietro la baracca quattordici.
Avrà i suoi occhi ogni cosa capace di durare,
miracolata, innocente, ostinata e radiosa.
Troverò in paradiso la tua e la mia pazienza.
Ne faremo un collage con rendez-vous mancati,
e velieri arenati, e brandelli di scienza,
bandiere intrise di pianto, ostinate a sventolare.
(I fasti dell'ortica)

sabato 12 gennaio 2013

La menta selvaggia di Maria Luisa Spaziani

Gaetano Bellei
Le rose che il grigio dell'Appia un remoto gennaio ti
diede,
fra gorghi e vascelli di stelle la menta selvaggia
consuma.
Soltanto nel fuoco dipinto, deserto infinito, memoria,
il rudere inquieto fiorisce in celesti castelli abitati.
(Utilità della memoria)

domenica 6 gennaio 2013

Oggi è l'Epifania. Di che cosa? di Maria Luisa Spaziani

Jean Gabriel Domergue
Oggi è l'Epifania. Di che cosa?
Io non sono mai stata così sola.
Anche l'angelo tace. Tu da un mese,
angelo rinnegato.
La vita è un filo rosso. Ci attraversa
da alfa e omèga il battito del cuore.
Per tessere che cosa? Inutilmente
il filo cerca la sua cruna.
(La traversata dell'oasi)

giovedì 3 gennaio 2013

Quella stella lucente di Maria Luisa Spaziani

Carlos Schwabe
Quella stella lucente che sigilla
il cielo il tre gennaio,
nessuno me la sposti, per favore,
nelle sere a venire -
ma se ne va, decresce, si rimangia
ogni promessa, correrà a brillare
su altri mari o mondi, giurerà
oltre ogni sciagura -
ignorando che cosa ha seminato,
violentato, sconvolto, trasformato.
Transiterà, e così va l'aratro
impassibile sventrando la terra.
(La luna è già alta)

domenica 30 dicembre 2012

Bilanci consuntivi di Maria Luisa Spaziani

Norman Rockwell*1932
Ma tutta quella tristezza che hai vissuto,
(guarda, che strano), dall'alto del monte
non ti sembra un'azzurra mascherata?
E quando vedi i dadi che riposano
sopra il loro responso di numeri,
giureresti che si trattava di un gioco?
(Geometria del disordine)

martedì 25 dicembre 2012

Il mondo non ascolta di Maria Luisa Spaziani

Charles Allen
Il mondo non ascolta che rumori.
Le sfumature sfuggono, sfumano gli ultrasuoni.
Io trasmetto parole su un'antenna
che ogni giorno quel vento rovescia.
Ti auguro buon Natale nel più profondo sento
di che magica forza quest'augurio è capace.
Non t'ho detto che t'amo, forse l'avrei osato
se mai nessuno al mondo lo avesse detto prima.
(La traversata dell'oasi)

sabato 22 dicembre 2012

Lettera 1951 di Maria Luisa Spaziani

Gil Elvgren*Christmas*1954
Natale altro non è che quest'immenso
silenzio che dilaga per le strade,
dove platani ciechi
ridono con la neve,
altro non è che fondere a distanza
le nostre solitudini,
sopra i molli sargassi
stendere nella notte un ponte d'oro.
Sono qui, col tuo dono che mi illumina
di dieci stelle-lune,
trasognata guidandomi per mano
dove vibra un riverbero
di fuochi e di lanterne (verde e viola),
di girandole e insegne di caffè.
Van Gogh, Parigi azzurra...
        Un pino a destra
per appendervi quattro nostalgie
e la mia fede in te, bianca cometa
in cima.
(Le acque del Sabato)