Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
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lunedì 8 febbraio 2016

Poi malgrè tout è fine febbraio o marzo di Mario Luzi

Maria en El Pardo
Joaquín Sorolla y Bastida
 Poi malgré tout è fine febbraio o marzo:
la primavera non c’è ancora,
c’è, trepidante quella numinosa nebula,
quel fuoco bianco nell’aria,
quelle velature seta e argento,
tutto ciò che desidera il senso
ci sia
in questa piega dell’anno, tutto,
la prima barca, il primo verde dei salici,
la prima ruota d’acqua
alla virata dell’armo.
C’è tutto, tutto.
Tutto incredibilmente.
*
Da BRUCIATA LA MATERIA DEL RICORDO

sabato 28 febbraio 2015

Simone e Giovanna di Mario Luzi

Jean Jacques Henner
Così si ripresenta lei profana
tra sogno e insonnia
del lungo dormiveglia,
così la riesuma la memoria
o il desiderio la balestra.
Viene, quasi gliela sospinge incontro
dal fondo delle sue verdi navate
una frusciante primavera
                                 e lei,
dentro, perduta,
                                 avanza
a stento e con pazienza
nel folto controvento
però non lo raggiunge,
                                 le si oppongono
erbe alte, le appare
insuperabile quel campo -
                                o invece la contrastano
invisibili avversari,
una forza millenaria
la trattiene, di contro desiderio
e disvolere, o altro strano incanto.
Nè lui le muove incontro

o le facilita il cammino.
Il cuore resta colmo
della sua mancanza.
Fino a quando? fino a quando?
***
Mario Luzi manca da 10 anni. Dal 28 febbraio 2005.

lunedì 20 ottobre 2014

Ridotto a me stesso? di Mario Luzi

Ambrogio Alciati*Signora con cappello*1916
Ridotto a me stesso?
Morto l'interlocutore?
O morto io,
l'altro su di me
padrone del campo, l'altro,
universo, parificatore...o no,
niente di questo:il silenzio raggiante
dell'amore pieno,della piena incarnazione
anticipato da un lampo? -
pensose è pensare questo
e non opera di sonno
nella pausa solare
del tumulto di adesso...
***
Al fuoco della controversia
*
Nel centenario della nascita
20 ottobre 1914

giovedì 21 agosto 2014

Amanti di Mario Luzi

Kostantin Gorbatov*1925
Che mi riserva rivederti, amore,
quale viaggio t’hanno dato i venti?
L’oscuro avvolge questi giorni chiari,
circola forse in questa luce densa
qui dove a macchie dondolanti o ferme
filtra oro ed il vino matura.

Spicco dal cielo questo frutto splendido,
chiudo gli occhi su quel che porta seco,
o lo stare sulle spine
o il dirsi addio a cuore gonfio,
questo tempo nel tempo senza fine.***
ONORE DEL VERO

lunedì 2 giugno 2014

Nel mese di giugno di Mario Luzi

Louis Ritman
Nel mese di giugno
la città quando sospesa
e alta sopra il nostro sperdimento
si desta alla frecciata delle luci

all'ora incerta tra vigilia e sonno
che il corpo inciampa nel suo peso
ma si rialza sulla sua fatica

nella pausa del tempo tra la rondine e l'assiolo
tra la vita e la sua sopravvivenza,

Tu che spezzi la servitù e l'orgoglio
- dicono - della sofferenza, vieni
se già non sei dovunque
in veste di randagio,

d'infermo, di bambino tribolato.
Segui il timido, accosta il solitario,
ripeti: la virtù quando non giunge
fino all'amore è cosa vana.

È quell'ora della metà dell'anno
che il senza tetto strascica i suoi cenci
sull'erba pesticciata, cerca asilo,
la lucciola lampeggia, il cane abbaia.

lunedì 24 febbraio 2014

Non andartene...di Mario Luzi

Saied Dai 1958
Non andartene,
non lasciare
l'eclisse di te
nella mia stanza.
Chi ti cerca è il sole,
non ha pietà della tua assenza
il sole, ti trova anche nei luoghi
casuali
dove sei passata,
nei posti che hai lasciato
e in quelli dove sei
inavvertitamente andata
brucia
ed equipara
al nulla tutta quanta
la tua fervida giornata.
Eppure è stata,
è stata,
nessuna ora
sua è vanificata.

lunedì 27 maggio 2013

Passi di Mario Luzi

Eugene De Blaas
Rifioriranno i tigli
e le rose serali sopra i muri
per le vie pensierose
lungo i portali calmi e le fontane?

L'alta fronte di Fiesole
e le balze di fiori temerarie
ove al tempo di maggio
selvagge aprono il fiume e le alberete?

Ma ormai dove sono
- oltre il Lete bisbigliano - gli amici
per le strade segrete
con le mani serene e vagabonde?

Ora il sole ricurvo
parla di loro al vento e alle ginestre;
passano giovanette
sull'atavico ponte sconosciute

e qualcuno le chiama
più avvolgente dell'aria e delle rose
da un serico verone
ove l'altura ha senso di morire.

venerdì 10 maggio 2013

COPIA DA RONSARD (Per la morte di Maria) di Mario Luzi

Tiziano*Amor profano o Vanità*1514/15
Come quando di maggio sopra il ramo la rosa
nella sua bella età, nel suo primo splendore
ingelosisce i cieli del suo vivo colore
se l'alba dei suoi pianti con l'oriente la sposa,

nei suoi petali grazia ed Amor si riposa
cospargendo i giardini e gli alberi d'odore;
ma affranta dalla pioggia o da eccessivo ardore
languendo si ripiega, foglia a foglia corrosa.

Così nella tua prima giovanile freschezza,
terra e cielo esultando di quella tua bellezza,
la Parca ti recise, cenere ti depose.

Fa' che queste mie lacrime, questo pianto ti onori,
questo vaso di latte, questa cesta di fiori;
e il tuo corpo non sia, vivo o morto, che rose.
************
Comme on voit sur la branche au mois de may la rose,
en sa belle jeunesse, en sa premiere fleur,
rendre le ciel jaloux de sa vive couleur,
quand l'Aube de ses pleurs au poinct du jour l'arrose;

la grace dans sa feuille, et l'Amour se repose,
embasmant les jardins et les arbres d'odeurs;
mais batue ou de pluye, ou d'excessive ardeur,
languissante elle meurt, feuille à feuille déclose.

Ainsi en ta premiere et jeune nouveauté,
quand la Terre et le Ciel honoroient ta beauté,

la Parque t'a tuee, et cendre tu reposes.
Pour obseques reçoy mes larmes et mes pleurs,
ce vase plein del laict, ce panier plein de fleurs,
afin que vif et mort ton corps ne soit que roses.

(PIERRE de RONSARD)

lunedì 26 novembre 2012

Marina di Mario Luzi

Adolf Gottlieb
Che acque affaticate contro la fioca riva,
che flutti grigi contro i pali. Ed isole
più oltre e banchi ove un affanno incerto
si separa dal giorno che va via.
Che sparse piogge che navighi, che luci.
Quali? il pensiero se non finge ignora,
se non ricorda nega: là fui vivo,
qui avvisato del tempo in altra guisa.
Che memorie, che immagini abbiamo ereditate,
che età non mai vissute, che esistenze
fuori della letizia e del dolore
lottano alla marea presso gli approdi
o al largo che fiorisce e dice addio.
Rientri tu, ripari a questa proda
e nel cielo che salpa un pino stride
d'uccelli che rimpatriano, mio cuore.
(Primizie del deserto)

domenica 1 luglio 2012

Può essermi celato il pieno giorno di Mario Luzi

Maxfield Parrish*Ecstasy
Può essermi celato il pieno giorno,
può negarmelo un sipario
di materia e d’ombra,
però flagra, matura,
canta
pur nel silenzio degli uccelli
di là da quel diaframma.
Eccola s’infiamma la raggiera
dai minimi spiragli,
s’incendia di straforo
nel nero della stanza
il semicerchio d’oro, clandestina
corona alla vittoria del mattino.
È estate.

(Sotto specie umana)

mercoledì 18 aprile 2012

Aprile-Amore di Mario Luzi

Laura Knight☼Lamorna Cove
Il pensiero della morte m'accompagna
tra i due muri di questa via che sale
e pena lungo i suoi tornanti. Il freddo
di primavera irrita i colori,
stranisce l'erba, il glicine, fa aspra
la selce; sotto cappe ed impermeabili
punge le mani secche, mette un brivido.
Tempo che soffre e fa soffrire, tempo
che in un turbine chiaro porta fiori
misti e crudeli apparizioni, e ognuna
mentre ti chiedi che cos'è sparisce
rapida nella polvere e nel vento.
Il cammino è per luoghi noti
se non che fatti irreali
prefigurano l'esilio e la morte.
Tu che sei, io che sono divenuto
che m'aggiro in così ventoso spazio,
uomo dietro una traccia fine e debole!
E' incredibile ch'io ti cerchi in questo
o in altro luogo della terra dove
è molto se possiamo riconoscerci.
Ma è ancora un'età, la mia,
che s'aspetta dagli altri
quello che è in noi oppure non esiste.
L'amore aiuta a vivere, a durare,
l'amore annulla e dà principio. E quando
chi soffre o langue spera, se anche spera,
che un soccorso s'annunci di lontano,
e in lui, un soffio basta a suscitarlo.
Questo ho imparato e dimenticato mille volte,
ora da te mi torna fatto chiaro,
ora prende vivezza e verità.
La mia pena è durare oltre quest'attimo.

domenica 29 gennaio 2012

Questa felicità di Mario Luzi

Reginald Grenville
Questa felicità promessa o data
m’è dolore, dolore senza causa
o la causa se esiste è questo brivido
che sommuove il molteplice nell’unico
come il liquido scosso nella sfera
di vetro che interpreta il fachiro.
Eppure dico: salva anche per oggi.
Torno torno le fanno guerra cose
e immagini su cui cala o si leva
o la notte o la neve
uniforme del ricordo.

mercoledì 16 febbraio 2011

Donna in Pisa di Mario Luzi

Rolf Armstrong*1932
Non sempre fosti sola con me, spesso guardavi
lunghe feste appassite nei canali
scorrere sotto i ponti inseguite dal tempo,
tra i pampini, tra i prati languidi e il lume
della sera discendere i fondali
e le spire del fiume.
E talvolta era incerto tra noi chi fosse assente:
spesso vedevi i limpidi tornei
snodarsi nelle vie sotto i soli d'inverno,
tra logge, tra fiori fumidi e il gelo
delle mura sospingere i trofei
nella luce d'averno.
Donna altrimenti -e niente più simile alla vita-
calda d'impercettibili passioni
velata da un vapore di lagrime ideali
nel vento, sui ponti ultimi al fuoco
delle stelle apparivi dai portali,
dietro i vetri di croco.
(Un brindisi)

venerdì 28 gennaio 2011

Gelo di Mario Luzi

Jules Bastien LePage
Il giorno schietto
d'inverno inasprisce le carraie,
aguzza il taglio della pietra,
sopra i poggi pelati
brucia i pochi fili d'erba.
Chi affastella legna, chi sciorina
panni s'affretta; sgretola la crosta
con le scarpe chiodate, con gli zoccoli,
spranga l'uscio di casa.
E' un tempo che fa bruschi i conciliaboli,
ruvide le parole ed i commiati.
…Antenne
e nervature d'alberi, di rovi
graffiano i venti del tramonto…

martedì 9 novembre 2010

Nero di Mario Luzi

Josè Gutierrez Solana
Ma ecco l'ora della notte, quando
dal profondo dello spazio si sporge
il volto della terra scarruffato,
impervio, che dobbiamo consolare
noi con le nostre veglie tristi e i lumi
fiochi di un firmamento cittadino.
Il vento degli abissi neri e viola
agita gli orti risecchiti, porta
il gemito per le vie dei gatti,
sbatte le imposte sconficcate, fuori
delle pareti chi s'attenta vede
il vento, la lanterna, gli ubriachi.
Dici, che m'ha portato questo giorno?
o nulla o poco più di quel che lascia
apparire e sparire
nei giorni bassi ostinati
la cortina di pioggia aperta e chiusa,
alberi, brani di città, carriaggi,
persone, pioggia nella pioggia, fumo.

domenica 26 aprile 2009

La notte lava la mente di Mario Luzi

Hamish Blakely
La notte lava la mente.
Poco dopo si è qui come sai bene,
file d'anime lungo la cornice,
chi pronto al balzo, chi quasi in catene.
Qualcuno sulla pagina del mare
traccia un segno di vita, figge un punto.
Raramente qualche gabbiano appare.

martedì 7 aprile 2009

Nulla di ciò che accade e non ha volto di Mario Luzi

De Chirico/Signora Gartzen
Nulla di ciò che accade e non ha volto
e nulla che precipiti puro, immune da traccia,
percettibile solo alla pietà
come te mi significa la morte.
Il vento ricco oscilla corrugato
sui vetri, finge estatiche presenze
e un oriente bianco s'esala
nei quadrivi di febbre lastricati.
Dalla pioggia alle candide schiarite
si levano allo sguardo variopinto
blocchi d'aria in festevoli distanze.
Apparire e sparire è una chimera.
E' questa l'ora tua, è l'ora di quei re
sismici il cui trono è il movimento,
insensibili se non al freddo di morte
che lasciano nel sangue all'improvviso.
Loro sede fulminea è qualche specchio
assorto nella sera, ivi s'incontrano,
ivi si riconoscono in un battito.
Sei certa ed ingannevole, è vano ch'io ti cerchi,
ti persegua di là dai fortilizi,
dalle guglie riflesse negli asfalti,
nei luoghi ove l'amore non può giungere
né la dimenticanza di se stessi.

venerdì 13 marzo 2009

Se musica è la donna amata di Mario Luzi

Albert Ritzberger
Ma tu continua e perditi, mia vita,
per le rosse città dei cani afosi
convessi sopra i fiumi arsi dal vento.
Le danzatrici scuotono l'oriente
appassionato, effondono i metalli
del sole le veementi baiadere.
Un passero profondo si dispiuma
sul golfo ov'io sognai la Georgia:
dal mare (una viola trafelata
nella memoria bianca di vestigia)
un vento desolato s'appoggiava
ai tuoi vetri con una piuma grigia
e se volevi accoglierlo una bruna
solitudine offesa la tua mano
premeva nei suoi limbi odorosi
d'inattuate rose di lontano.

martedì 10 marzo 2009

Notizie a Giuseppina dopo tanti anni di Mario Luzi

Candido Portinari*Elizabet*1944
Che speri, che ti riprometti, amica,
se torni per così cupo viaggio
fin qua dove nel sole le burrasche
hanno una voce altissima abbrunata,
di gelsomino odorano e di frane?
Mi trovo qui a questa età che sai,
né giovane né vecchio, attendo, guardo
questa vicissitudine sospesa;
non so più quel che volli o mi fu imposto,
entri nei miei pensieri e n'esci illesa.
Tutto l'altro che deve essere è ancora,
il fiume scorre, la campagna varia,
grandina, spiove, qualche cane latra
esce la luna, niente si riscuote,
niente dal lungo sonno avventuroso.

mercoledì 18 febbraio 2009

Avorio di Mario Luzi

Elinor Glyn 1927/De Laszlo
Parla il cipresso equinoziale, oscuro
e montuoso esulta il capriolo,
dentro le fonti rosse le criniere
dai baci adagio lavan le cavalle.
Giù da foreste vaporose immensi
alle eccelse città battono i fiumi
lungamente, si muovono in un sogno
affettuose vele verso Olimpia.
Correranno le intense vie d'Oriente
ventilate fanciulle e dai mercati
salmastri guarderanno ilari il mondo.
Ma dove attingerò io la mia vita
ora che il tremebondo amore è morto?
Violavano le rose l'orizzonte,
esitanti città stavano in cielo
asperse di giardini tormentosi,
la sua voce nell'aria era una roccia
deserta e incolmabile di fiori.