Problema d'immagine....

Credo che ormai lo sappiate già, sono sparite tutte le immagini per un corto circuito con Picasa...le rimetterò tutte una a una, ma sono più di duemila e vi chiedo di avere pazienza.
Qualche lacrima e un abbraccio...
.

mercoledì 2 settembre 2015

Marina di Carlo Bordini

Leighton/At the Fountain
Circonda le pietre e in uno slancio
bagna gli aranci ancora verdi.
Da molti anni l’ho visto singhiozzare.
Sollevare le sue creste, abbattersi sull’arena.
Rompersi in ali di luce viola e scarlatte
Grave e sontuoso nel suo mormorare lontano.
Il sole addormenta le cicale.
Candide e ingenue errano le nuvole.

Questo penso quando contemplo
Le immagini fulgenti del mezzogiorno.
L’ape sopra le uve di spiaggia
Succhia in estasi il loro purpureo nettare,
ebbra di un dolce sogno celeste.
*
http://www.carlobordini.com/poesie.html
*
Auguri a Carlo, nato il 2 settembre 1938

martedì 1 settembre 2015

Canzoniere dei vent'anni di Vittorio Betteloni

Federico Andreotti

Poi ti tenevo dietro piano piano,
com'è costume dei novelli amanti,
pur di scorgerti solo da lontano,
senza parere all'occhio dei passanti:

e tu con atto cauto e sospettoso,
per non mostrar che a me ponessi mente,
volgevi a mezzo il capo tuo vezzoso,
ad or ad or non molto di sovente;

ma non molto di rado tuttavia
temendo pur che addietro io fossi troppo,
o non pigliassi a caso un'altra via,
o in qualche amico non facessi intoppo.

Quindi arrivata, ancor sul limitare
il piede soffermavi un breve istante:
là t'arrestavi a rapida guardare
s'io pur non ero tuttavia distante;

poscia, fatte le scale in un momento,
al terrazzo accorrendo t'affacciavi;
io ti venivo innanzi lento, lento,
tu col sorriso allor mi salutavi.***
Betteloni, poeta mio concittadino, morì il 1° settembre 1910

mercoledì 26 agosto 2015

L'enchantement lunaire...de Cécile Sauvage

L'enchantement lunaire endormant la vallée
Et le jour s'éloignant sur la mer nivelée
Comme une barque d'or nombreuse d'avirons,
J'ai rassemblé, d'un mot hâtif, mes agneaux ronds,
Mes brebis et mes boucs devenus taciturnes
Et j'ai pris le chemin des chaumières nocturnes.
Que l'instant était doux dans le tranquille soir !
Sur l'eau des rayons bleus étant venus s'asseoir
Paraissaient des sentiers tracés pour une fée
Et parfois se plissaient d'une ablette apeurée.
Le troupeau me suivait, clocheteur et bêlant.
Je tenais dans mes bras un petit agneau blanc
Qui, n'ayant que trois jours, tremblait sur ses pieds roses
Et restait en arrière à s'étonner des choses.
Le silence était plein d'incertaines rumeurs,
Des guêpes agrafaient encor le sein des fleurs,
Le ciel était lilas comme un velours de pêche.
Des paysans rentraient portant au dos leur bêche
D'argent qui miroitait sous un dernier rayon,
Et des paniers d'osier sentant l'herbe et l'oignon.
Les champs vibraient encor du jeu des sauterelles.
Je marchais. L'agneau gras pesait à mes bras frêles.
Je ne sais quel regret me mit les yeux en pleurs
Ni quel émoi me vint de ce coeur sur mon coeur,
Mais soudain j'ai senti que mon âme était seule.
La lune sur les blés roulait sa belle meule ;
Par un même destin leurs jours étant liés,
Mes brebis cheminaient auprès de leurs béliers ;
Les roses défaillant répandaient leur ceinture
Et l'ombre peu à peu devenait plus obscure.***
Cécile, era la madre di Olivier Messiaen ed è morta il 26 agosto 1927
Vasily Kotarbinsky (1849-1921), L’Etoile dans la Nuit.

lunedì 24 agosto 2015

Alle vergini, perché facciano buon uso del loro tempo di Robert Herrick

Beneš Knüpfer (1844-1910), Nereida - 1905
Cogliete le rose finché potete,
Il Vecchio Tempo ancora vola,
E lo stesso fiore che oggi sorride,
Domani sarà morto

La gloriosa lampada del cielo, il Sole,
Diviene sempre più alta,
Presto la sua corsa sarà compiuta,
Ed è prossimo a tramontare.

Quell'età che è la prima è la migliore,
Quando la giovinezza e il sangue sono più caldi;
Ma essendo trascorsa, il peggio, il peggior
Tempo già subentra al precedente.

Quindi non siate riluttanti, ma usate il vostro tempo
E finché potete, sposatevi;
Perché, avendo perduto una volta il primo,
Potreste attardarvi per sempre. ***
To the Virgins, to Make Much of Time

Gather ye rosebuds while ye may,
Old Time is still a-flying;
And this same flower that smiles today
Tomorrow will be dying.

The glorious lamp of heaven, the sun,
The higher he's a-getting,
The sooner will his race be run,
And nearer he's to setting.

That age is best which is the first,
When youth and blood are warmer;
But being spent, the worse, and worst
Times still succeed the former.

Then be not coy, but use your time,
And while ye may, go marry;
For, having lost but once your prime,
You may forever tarry. ***
Herrick nacque il 24 agosto 1591, e si sente...
grazie a Wikipedia.

domenica 23 agosto 2015

Paul McNeely di Edgar Lee Masters

A Comfortable Corner, 1887, Charles Courtney Curran.
Dear Jane! dear winsome Jane!
How you stole in the room (where I lay so ill)
In your nurse’s cap and linen cuffs,
And took my hand and said with a smile:
“You are not so ill—you’ll soon be well.”
And how the liquid thought of your eyes
Sank in my eyes like dew that slips
Into the heart of a flower.
Dear Jane! the whole McNeely fortune
Could not have bought your care of me,
By day and night, and night and day;
Nor paid for you smile, nor the warmth of your soul,
In your little hands laid on my brow.
Jane, till the flame of life went out
In the dark above the disk of night
I longed and hoped to be well again
To pillow my head on your little breasts,
And hold you fast in a clasp of love—
Did my father provide for you when he died,
Jane, dear Jane?
***
Cara Jane! Cara dolcissima Jane!
Come mi entravi nella stanza -quand'ero malato-
con la cuffietta da infermiera e i polsini di lino,
mi prendevi la mano e mi dicevi sorridendo:
"Non siete poi così malato - guarirete presto".
E come il liquido pensiero dei tuoi occhi
discendeva nei miei, quale rugiada che si insinua
nell'anima di un fiore.
Cara Jane! tutta la fortuna dei McNeely
non avrebbe comprato la cura che avesti di me,
giorno e notte, e notte e giorno;
non avrebbe pagato il tuo sorriso, né il calore della tua anima
nelle tue manine appoggiate alla mia fronte.
Jane, finché la fiamma della vita si spense
nel buio, di là dal disco della notte,
io anelai e sperai di di guarire
per posare il mio capo sui tuoi dolci seni
e tenerti avvinghiata in una stretta d'amore.
Ha pensato mio padre a te quando è morto,
Jane, cara Jane?

Trad. di Fernanda Pivano
Edgar nacque il 23 agosto 1868

giovedì 20 agosto 2015

Che breve notte di Salvatore Quasimodo

Blind Narcissus (detail), Jeffrey Jones
Che breve notte, amore. Un raggio
di luce è già sulla tua fronte,
nei tuoi capelli di madonna bizantina:
e dai carrozzoni lungo il fiume
assale antiche radici
la voce dei giovani nomadi, funamboli
di gramo pane e di parole murate nello sdegno.
Riconosco il fanciullo che sul Bosforo di Sicilia
gettava la sua solitudine di isolano
isolato. Ma tu ti svegli, bellissima.
Bruna e bruciante mi svegli
a nuova vertigine; scavato d'ansie e di sangue
mi trascini nel buio, senza memoria.
Qui vivo forse la mia ultima vita.1967
Grazie a http://carrubbabiagio.blog.kataweb.it/aspirante_poeta/2013/01/23/le-ultime-poesie-damore-di-salvatore-quasimodo/
Quasimodo è nato il 20 agosto 1901

domenica 12 luglio 2015

Ode al pomodoro di Pablo Neruda

Tom Wesselmann
La strada si riempie di pomodori,
mezzogiorno, estate,
la luce si divide in due
nella metà di un pomodoro
e scorre per le strade
il succo.
In dicembre
il pomodoro invade le cucine,
entra per i pranzi,
si siede, riposato, nelle credenze,
tra i bicchieri,
e le saliere azzurre.
Emana
una luce propria
maestà benigna.
Ma dobbiamo assassinarlo:
affonda il coltello
nella sua polpa vivente
e una rossa viscera,
un sole fresco,
profondo, inesauribile,
riempie le insalate
del Cile,
si sposa allegramente
con la chiara cipolla,
e per festeggiare
si lascia cadere addosso l'olio,
figlio
essenziale dell'ulivo,
sugli emisferi socchiusi,
si aggiunge il pepe
la sua fragranza
il sale
il suo magnetismo:
sono le nozze
del giorno
il prezzemolo
issa la bandiera,
le patate
bollono vigorosamente,
l'arrosto colpisce
con il suo aroma
è ora!
andiamo!
e sopra
il tavolo, nel mezzo dell'estate,
il pomodoro,
astro della terra,
stella ricorrente
e feconda,
ci mostra le sue circonvoluzioni,
i suoi canali,
l'insigne pienezza
e l'abbondanza senza ossa,
senza corazza,
senza squame né spine,
ci offre il dono
del suo colore focoso
e la totalità della sua freschezza.***
Oda al Tomate
La calle
se llenó de tomates,
mediodia,
verano,
la luz
se parte
en dos
mitades
de tomate,
corre
por las calles
el jugo.
En diciembre
se desata
el tomate,
invade
las cocinas,
entra por los almuerzos,
se sienta
reposado
en los aparadores,
entre los vasos,
las matequilleras,
los saleros azules.
Tiene
luz propia,
majestad benigna.
Debemos, por desgracia,
asesinarlo:
se hunde
el cuchillo
en su pulpa viviente,
es una roja
viscera,
un sol
fresco,
profundo,
inagotable,
llena las ensaladas
de Chile,
se casa alegremente
con la clara cebolla,
y para celebrarlo
se deja
caer
aceite,
hijo
esencial del olivo,
sobre sus hemisferios entreabiertos,
agrega
la pimienta
su fragancia,
la sal su magnetismo:
son las bodas
del día
el perejil
levanta
banderines,
las papas
hierven vigorosamente,
el asado
golpea
con su aroma
en la puerta,
es hora!
vamos!
y sobre
la mesa, en la cintura
del verano,
el tomate,
astro de tierra,
estrella
repetida
y fecunda,
nos muestra
sus circunvoluciones,
sus canales,
la insigne plenitud
y la abundancia
sin hueso,
sin coraza,
sin escamas ni espinas,
nos entrega
el regalo
de su color fogoso
y la totalidad de su frescura.
***
Neruda nacque il 12 luglio 1904