Problema d'immagine....

Credo che ormai lo sappiate già, sono sparite tutte le immagini per un corto circuito con Picasa...le rimetterò tutte una a una, ma sono più di duemila e vi chiedo di avere pazienza.
Qualche lacrima e un abbraccio...
.

lunedì 10 novembre 2014

Ti ho nascosto di Miklos Radnóti

Edith White
Ti ho nascosto a lungo
come il ramo tra le foglie
il frutto che tarda a maturare,
e ora fiorisci nei miei occhi
come sullo specchio della finestra d'inverno
il fiore giudizioso del ghiaccio.
E so già cosa significa
quando posi l mano sui capelli,
e custodisco già nel cuore
il movimento della caviglia,
e il bell'arco delle costole
che ammiro con distacco,
come chi s'è riposato
su tali meraviglie che respirano.
Eppure nei miei sogni
spesso ho cento braccia
e come un dio in sogno
ti stringo nelle mie cento braccia.
**
1942
Trad. Edith Bruck
Il poeta fu assassinato l'11 novembre del 1944.
Le parole rimangono.

mercoledì 5 novembre 2014

Sangue nostro di Susana Chávez

Betty Busby*La Luz
Sangue mio,
di alba,
di luna tagliata a metà
del silenzio.
della roccia morta,
di donna in un letto,
che salta nel vuoto,
Aperta alla pazzia.

Sangue chiaro e nitido,
fertile e seme,
Sangue che si muove incomprensibile,
Sangue liberazione di se stesso,
Sangue fiume dei miei canti,
Mare dei miei abissi.
Sangue istante nel quale nasco sofferente,
Nutrita dalla mia ultima presenza.
*****
SANGRE NUESTRA

Sangre mía,
de alba,
de luna partida,
del silencio.
de roca muerta,
de mujer en cama,
saltando al vacío,
Abierta a la locura.

Sangre clara y definida,
fértil y semilla,
Sangre incomprensible gira,
Sangre liberación de sí misma,
Sangre río de mis cantos,
Mar de mis abismos.
Sangre instante donde nazco adolorida,
Nutrida de mi última presencia.
Susana Chavez nacque a Ciudad Juárez il 5 novembre 1974 e fu assassinata a Ciudad Juárez il 6 gennaio 2011 http://it.wikipedia.org/wiki/Susana_Ch%C3%A1vez

Ti occupavi delle donne sparite, Susana, e noi festeggiamo i tuoi 40 anni e speriamo di sentire il vento che ci porta la tua voce ancora...

lunedì 3 novembre 2014

Canzone del rosario di Georg Trakl

Henri Matisse*L'Italienne*1916
(Henri Matisse morto il 3 novembre 1954)
alla sorella

Dove tu vai è autunno e sera
azzurra fiera che sotto alberi echeggia,
solitario lago a sera.

Lieve il volo degli uccelli echeggia,
la tristizia sopra l’arco delle tue ciglia,
il tuo sottile sorriso echeggia.

Un dio ha piegato le tue palpebre.
Astri, fanciullo del dolore, cercano
a notte il portale della tua fronte.

****

Rosenkranzlieder

an die Schwester

Wo du gehst wird Herbst und Abend,
Blaues Wild, das unter Bäumen tönt,
Einsamer Weiher am Abend.

Leise der Flug der Vögel tönt,
Die Schwermut uber deinen Augenbogen.
Dein schmales Lacheln tönt.

Gott hat deine Lider verbogen.
Sterne suchen nachts, Karfreitagskind,
Deinen Stirnenbogen.             *
Georg Trakl nel centenario della morte
3 novembre 1914

domenica 26 ottobre 2014

Perchè levante gela di Dylan Thomas

Marie Bashkirtseff 1883
Perché levante gela e austro rinfresca
Non sarà conosciuto finché il pozzo del vento non dissecchi
E l’ovest non resti più immerso
Nei venti che recano il frutto e la corteccia
Di centinaia e centinaia di cadute;
Perché la seta è soffice e la pietra ferisce
Il fanciullo si chiederà ogni giorno,
Perché pioggia notturna e sangue di mammella
Tutti e due lo dissetano, avrà una nera risposta.

Quando verrà Mastro Gelo? domandano i bambini.
Stringeranno nei pugni una cometa?
Finché la loro polvere, dal cielo e da terra,
Non sparga in occhi infantili un lungo ultimo sonno
E l’ombra non sia folta di fantasmi di bimbi,
Nessuna bianca risposta farà eco dalle cime dei tetti.

Tutto è conosciuto: il consiglio degli astri
Esorta qualche contento a viaggiare coi venti,
Ma ciò che chiedono gli astri mentre aggirano
Tempo dopo tempo le torri dei cieli
Sarà poco ascoltato, prima che gli astri siano spenti.
Io ascolto contento e "Contèntati"
Squilla pei corridoi come una campanella,
E "Nessuna risposta" e io non ho
Nessuna risposta al pianto dei bambini
Né di risposta d’eco né dell’uomo di gelo
Né di comete spettrali sopra i pugni levati.
******
Why East Wind Chills

Why east wind chills and south wind cools
Shall not be known till windwell dries
And west's no longer drowned
In winds that bring the fruit and rind
Of many a hundred falls;
Why silk is soft and the stone wounds
The child shall question all his days,
Why night-time rain and the breast's blood
Both quench his thirst he'll have a black reply.

When cometh Jack Frost? the children ask.
Shall they clasp a comet in their fists?
Not till, from high and low, their dust
Sprinkles in children's eyes a long-last sleep
And dusk is crowded with the children's ghosts,
Shall a white answer echo from the rooftops.

All things are known: the stars' advice
Calls some content to travel with the winds,
Though what the stars ask as they round
Time upon time the towers of the skies
Is heard but little till the stars go out.
I hear content, and 'Be Content'
Ring like a handbell through the corridors,
And 'Know no answer,' and I know
No answer to the children's cry
Of echo's answer and the man of frost
And ghostly comets over the raised fists. 
***
Nel centenario della nascita
DYLAN THOMAS
26 ottobre 1914*9 novembre 1953

lunedì 20 ottobre 2014

Ridotto a me stesso? di Mario Luzi

Ambrogio Alciati*Signora con cappello*1916
Ridotto a me stesso?
Morto l'interlocutore?
O morto io,
l'altro su di me
padrone del campo, l'altro,
universo, parificatore...o no,
niente di questo:il silenzio raggiante
dell'amore pieno,della piena incarnazione
anticipato da un lampo? -
pensose è pensare questo
e non opera di sonno
nella pausa solare
del tumulto di adesso...
***
Al fuoco della controversia
*
Nel centenario della nascita
20 ottobre 1914

mercoledì 15 ottobre 2014

Amore di Piero Bigongiari

Leo Gestel
C'è poco spazio per l'amore, tra una
chiamata telefonica, un viaggio,
un grido, a malapena un esser qui
tra un sorriso, un morire del sorriso,
ma questo è amore, questo poco spazio
che viene meno: screzio del possibile,
strazio dell'impossibile che può.

Se è intatta la coppa, l'incrinata
coppa ma che non versa, è che l'amore
che l'incrina la tiene, che la sbriciola
la rifonde in un tutto. Nulla passa:
la ferita non versa, par guarita.
Ma non l'amore, esso non è guaribile.

Non guarisce l'amore, l'inguaribile.
scende stilla a stilla dagli occhi, e uno dice: vedo;
stilla a stilla dal cuore, e uno dice: sento,
sento un vuoto, un dolore, sento venir meno
la notte o l'alba che dovrebbero seguirsi
a breve distanza, caute, tacendo.

È notte o l'alba, non so: il fiume qui è grosso
ma pur fine, fatto di stille di temporali miti.
Gridano di andarsene dal cuore le poche cose che lo
posseggono
ma come una stiva che una tempesta mette a soqquadro,
quanto spazio là, quanto spazio tra le cose mercanteggiate,
in qualche pericolo
qualcuno grida lassù in alto con un urlo lacerante qualcosa.

Ha veduto, o non ha veduto, il pack aprirsi
a un' improvvisa primavera che ha percorso le acque
fredde
in canali profondi; ha veduto, o non ha veduto,
anche il carico aprirsi, sbandare, ritrovare quel disordine
antico che all'improvviso provoca non udito,

ultrasuono infrasuono, non una voce per chi è sordo a ogni
ordine estremo
o forse all'opposto di ogni ordine. Se tutto, dentro e fuori,
ugualmente e tutto insieme si apre, attento
attento a non cadere in questa grafia fine che l'amore crea
tra le cose
come se volesse descriverle, lui l'indescrivibile,
attento a non scinderti in un significato che non può
significare linsignificabile
perché l'amore può stritolarti là in mezzo dove ti lascia
dolcemente cadere
se tu non ne sei la tenaglia ma il mallo amaro.***
PIERO BIGONGIARI
nasce come oggi 100 anni fa
il 15 ottobre del 1914

sabato 4 ottobre 2014

Le tue mani ostinate di Anne Sexton

Ernest Bieler
Poi a letto penso a te,
la tua lingua metà oceano, metà cioccolata,
alle case dove entri con disinvoltura,
ai tuoi capelli di lana d’acciaio,
alle tue mani ostinate
e come rosicchiamo la barriera
perché siamo due.
Come vieni e afferri la coppa di sangue,
mi ricompatti e bevi la mia acqua salata.
Siamo nudi.
Ci siamo denudati fino all’osso
e insieme nuotando risaliamo il fiume,
l’identico fiume chiamato Possesso
e vi sprofondiamo insieme. Nessuno è solo.
***
Then I think of you in bed,
your tongue half chocolate, half ocean,
of the houses that you swing into,
of the steel wool hair on your head,
of your persistent hands
and then how we gnaw at the barrier
because we are two.
How you come and take my blood cup
and link me together and take my brine.
We are bare.
We are stripped to the bone
and we swim in tandem and go up and up the river,
the identical river called Mine
and we enter together. No one’s alone.
***
ANNE SEXTON ha deciso di andarsene
come oggi 40 anni fa.
Rispettiamo la sua decisione con il rimpianto
di averla persa.