Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
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domenica 21 agosto 2011

A di Edgar Allan Poe

Albert Moore*Midsummer
Dormi, oh dormi per un poco ancora!
Perche' cessare un cosi' placido sonno?
Per ridestarti al sole e al piovasco,
al sorriso e al pianto? 
Dormi, dormi, come scolpita immagine,
cosi' colma di belta', di maesta';
i serafini con l' ali ti fan vento,
fan vento alla tua fronte.
Non vorremmo pensarti creatura terrestre,
perche' angelica, oh angelica la tua forma! -
ma che in cielo, piuttosto, avesti origine,
dove mai tempesta
s' abbatte' sul bel fiore perfetto,
ma tutto e' calma e belta' -
e sabbie dorate proclamano ore
che mai non recano alcun male.
Dormi, dormi, forse un sogno fatato passa
sul tuo sonno e con esso s' intreccia.
Ma, oh, il tuo chiaro, sereno spirito
pur dovra' svegliarti al pianto.
*°*°*°*
TO-
Sleep on, sleep on, another hour —
I would not break so calm a sleep,
To wake to sunshine and to show’r,
To smile and weep.
Sleep on, sleep on, like sculptured thing,
Majestic, beautiful art thou;
Sure seraph shields thee with his wing
And fans thy brow —
We would not deem thee child of earth,
For, O, angelic, is thy form!
But, that in heav’n thou had’st thy birth,
Where comes no storm
To mar the bright, the perfect flow’r,
But all is beautiful and still —
And golden sands proclaim the hour
Which brings no ill.
Sleep on, sleep on, some fairy dream
Perchance is woven in thy sleep —
But, O, thy spirit, calm, serene,
Must wake to weep.

lunedì 26 ottobre 2009

Un sogno dentro un sogno di Edgar Allan Poe

W.H.Hunt/EdithQuesto mio bacio accogli sulla fronte!
E, da te ora separandomi,
lascia che io ti dica
che non sbagli se pensi
che furono un sogno i miei giorni;
e, tuttavia, se la speranza volò via
in una notte o in un giorno,
in una visione o in nient'altro,
è forse per questo meno svanita?
Tutto quello che vediamo, quel che sembriamo
non è che un sogno dentro un sogno.
Sto nel fragore
di un lido tormentato dalla risacca,
stringo in una mano
granelli di sabbia dorata.
Soltanto pochi! E pur come scivolano via,
per le mie dita, e ricadono sul mare!
Ed io piango, io piango!
O Dio! Non potrò trattenerli con una stretta più salda?
O Dio! Mai potrò salvarne
almeno uno, dall'onda spietata?
Tutto quel che vediamo, quel che sembriamo
non è che un sogno dentro un sogno?

venerdì 25 gennaio 2008

A di Edgar Allan Poe

Ritman/1915 Non m'importa che la mia terrena sorte
ben poco abbia di terreno in sé -
che anni d'amore così siano cancellati
nell'astio di un momento: -
a me non duole, o cara, che altri infelici,
di me siano più felici,
ma che tu abbia a soffrire per il mio destino,
che è solo quello d'un fuggitivo.

sabato 8 settembre 2007

La stella della sera di E.A. Poe

Henner L'estate era al suo meriggio,
e la notte al suo colmo;
e ogni stella, nella sua propria orbita,
brillava pallida, pur nella luce
della luna, che più lucente e più fredda,
dominava tra gli schiavi pianeti,
nei cieli signora assoluta,
e, col suo raggio, sulle onde.
Per un poco io fissai
il suo freddo sorriso;
oh, troppo freddo, troppo freddo per me!
Passò, come un sudario,
una nuvola lanuginosa,
e io allora mi volsi a te
orgogliosa stella della sera,
alla tua remota fiamma,
più caro avendo il tuo raggio;
giacché più mi allieta
l'orgogliosa parte
che in cielo svolgi a notte,
e di più io ammiro
il tuo fuoco distante
che non quella fredda, consueta luce.