Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
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sabato 20 luglio 2013

Se lamentar augelli di Francesco Petrarca

Joseph Edward Southall*Beauty Seeing the Image of her Home in the Fountain*1898
Se lamentar augelli, o verdi fronde
mover soavemente a l’aura estiva,
o roco mormorar di lucide onde
s’ode d’una fiorita et fresca riva,
   là ’v ’io seggia d’amor pensosto et scriva;
lei che ’l ciel ne mostrò, terra n’asconde,
veggio et odo et intendo ch’anchor viva
di sí lontano a’ sospir’ miei risponde:
   “Deh, perché inanzi ’l tempo ti consume?
- mi dice con pietate – a che pur versi
degli occhi tristi un doloroso fiume?
   Di me non pianger tu, ché’ miei dí fersi,
morendo, eterni, et ne l’interno lume,
quando mostrai de chiuder, gli occhi apersi.”
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DE RERUM VULGARIUM FRAGMENTA

domenica 7 aprile 2013

Voglia mi sprona di Francesco Petrarca

Sir William Bklake Richmond*Venus e Anchise
Voglia mi sprona, Amor mi guida et scorge,
Piacer mi tira, Usanza mi trasporta,
Speranza mi lusinga et riconforta
et la man destra al cor già stanco porge;
e 'l misero la prende, et non s'accorge
di nostra cieca et disleale scorta:
regnano i sensi, et la ragion è morta;
de l'un vago desio l'altro risorge.
Vertute, Honor, Bellezza, atto gentile,
dolci parole ai be' rami m'àn giunto
ove soavemente il cor s'invesca.
Mille trecento ventisette, a punto
su l'ora prima, il dì sesto d'aprile,
nel laberinto intrai, nè veggio ond'esca.
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(Rerum vulgarium fragmenta)

martedì 20 aprile 2010

Chiare fresche dolci acque di Francesco Petrarca

John Twachtman/Springtime

Chiare fresche e dolci acque
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo, ove piacque,
(con sospir mi rimembra)
a lei di fare al bel fianco colonna;
erba e fior che la gonna
leggiadra ricoverse con l'angelico seno;
aere sacro sereno
ove Amor co' begli occhi il cor m'aperse:
date udienza insieme
a le dolenti mie parole estreme.
S'egli è pur mio destino,
e 'l cielo in ciò s'adopra,
ch'Amor quest'occhi lagrimando chiuda,
qualche grazia il meschino
corpo fra voi ricopra,
e torni l'alma al proprio albergo ignuda;
la morte fia men cruda
se questa spene porto
a quel dubbioso passo,
ché lo spirito lasso
non poria mai più riposato porto
né in più tranquilla fossa
fuggir la carne travagliata e l'ossa.
Tempo verrà ancor forse
ch'a l'usato soggiorno
torni la fera bella e mansueta,
e là 'v'ella mi scorse
nel benedetto giorno,
volga la vista disiosa e lieta,
cercandomi; ed o pietà!
già terra infra le pietre
vedendo, Amor l'inspiri
in guisa che sospiri
sì dolcemente che mercé m'impetre,
e faccia forza al cielo
asciugandosi gli occhi col bel velo.
Da' be' rami scendea,
(dolce ne la memoria)
una pioggia di fior sovra 'l suo grembo;
ed ella si sedea
umile in tanta gloria,
coverta già de l'amoroso nembo;
qual fior cadea sul lembo,
qual su le treccie bionde,
ch'oro forbito e perle
eran quel dì a vederle;
qual si posava in terra e qual su l'onde,
qual con un vago errore
girando perea dir: "Qui regna Amore".
Quante volte diss'io
allor pien di spavento:
"Costei per fermo nacque in paradiso!".
Così carco d'oblio
il divin portamento
e 'l volto e le parole e'l dolce riso
m'aveano, e sì diviso
da l'imagine vera,
ch'i' dicea sospirando:
"Qui come venn'io o quando?"
credendo esser in ciel, non là dov'era.
Da indi in qua mi piace
quest'erba sì ch'altrove non ò pace.
Se tu avessi ornamenti quant'ai voglia,
poresti arditamente
uscir del bosco e gir infra la gente.

martedì 20 ottobre 2009

Era 'l giorno ch'al sol si scoloraro di Francesco Petrarca

William P. FrithEra 'l giorno ch'al sol si scoloraro
per la pietà del suo Fattore i rai,
quando i' fui preso, e non me ne guardai,
che i be' vostr'occhi, Donna, mi legaro.
Tempo non mi parea da far riparo
contr'a' colpi d'Amor; però n'andai
secur, senza sospetto: onde i mei guai
nel comune dolor s'incominciaro.
Trovommi Amor del tutto disarmato,
ed aperta la via per gli occhi al core,
che di lacrime son fatti uscio e varco.
Però, al mio parer, non li fu onore
ferir me di saetta in quello stato,
ed a voi armata non mostrar pur l'arco.

mercoledì 14 ottobre 2009

Amor piangeva, et io con lui tal volta di Francesco Petrarca

AbbeyAmor piangeva, et io con lui tal volta,
dal qual miei passi non fur mai lontani,
mirando per gli affetti acerbi e strani
l'anima vostra de' suoi nodi sciolta.
Or ch'al dritto camin l'ha Dio rivolta,
col cor levando al ciel ambe le mani,
ringrazio lui, che giusti preghi umani
benignamente, sua mercede, ascolta.
E se, tornando a l'amorosa vita,
per farvi al bel desio volger le spalle,
trovaste per la via fossati e poggi,
fu per mostrar quanto è spinoso calle,
e quanto alpestra e dura la salita,
onde al vero valor conven ch'uom poggi.

giovedì 3 luglio 2008

Erano i capei d'oro a l'aura sparsi di Francesco Petrarca

Julia SimsErano i capei d'oro a l'aura sparsi
che 'n mille dolci nodi gli avolgea,
e 'l vago lume oltre misura ardea
di quei begli occhi, ch'or ne son sì scarsi;
e 'l viso di pietosi color farsi
non so se vero o falso, mi parea:
i' che l'esca amorosa al petto avea,
qual meraviglia se di sùbito arsi?
Non era l'andar suo cosa mortale,
ma d'angelica forma; e le parole
sonavan altro, che pur voce humana.
Uno spirto celeste, un vivo sole
fu quel ch'i' vidi: et se non fosse or tale,
piagha per allentar d'arco non sana.

venerdì 20 luglio 2007

Quando fra l'altre donne ad ora ad ora di Francesco Petrarca

Quando fra l'altre donne ad ora ad ora
Quando fra l'altre donne ad ora ad ora
Amor vien nel bel viso di costei,
quanto ciascuna è men bella di lei
tanto cresce 'l desio che m'innamora.
I' benedico il loco e 'l tempo e l'ora
che sì alto miraron gli occhi mei,
e dico: - Anima, assai ringraziar dêi,
che fosti a tanto onor degnata allora:
da lei ti vèn l'amoroso pensero,
che, mentre 'l segui, al sommo ben t'invia,
poco prezando quel ch'ogni uom desia;
da lei vien l'animosa leggiadria
ch'al ciel ti scorge per destro sentero;
sì ch'i' vo già de la speranza altèro
(Dipinto di Leighton)

mercoledì 24 gennaio 2007

Benedetto sia 'l giorno di Francesco Petrarca

da Canzoniere LXI
Benedetto sia 'l giorno, e l'mese, e l'anno
e la stagione, e 'l tempo, e l'ora, e 'l punto,
e 'l paese, e l' loco ov'io fui giunto
da' duo begli occhi che legato m'ànno;
e benedetto il primo dolce affanno
ch'i' ebbi ad esser con amor congiunto,
e l'arco e le saette ond'i' fui punto,
e le piaghe che 'nfin al cor mi vanno.
Benedette le voci tante ch'io,
chiamando il nome de mia donna, ò sparte,
e i sospiri, e le lagrime, e 'l desio;
e benedette sian tutte le carte
ov'io fama l'acquisto, e 'l pensier mio,
ch'è sol di lei, si ch'altra non v'à parte. Francesco Petrarca
dipinto di Van Dongen