Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
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domenica 10 gennaio 2016

Cantando ferma il sol la bella maga di Ludovico Ariosto

Edgard Maxence 
....Che di ricchezza, di beltà, d’onore
sopra ogni altra città d’Etruria sali,
che fa questo, Fiorenza, al mio dolore?

Li tuoi Medici, ancor che siano tali,
che t’abbian salda ogni tua antica piaga,
non han però rimedio alli miei mali.

Oltr' a que' monti, a ripa l’onda vaga
del re de’ fiumi, in bianca e pura stola,
cantando ferma il sol la bella maga

che con sua vista può sanarmi sola.
*
ELEGIA XIV
da Antologia della Letteratura italiana

martedì 28 ottobre 2008

Madonna sète bella e bella tanto di Ludovico Ariosto

Rembrandt
 Madonna, sète bella e bella tanto,
ch'io non veggio di voi cosa più bella;
miri la fronte o l'una e l'altra stella
che mi scorgon la via col lume santo;
miri la bocca, a cui sola do vanto
che dolce ha il riso e dolce ha la favella,
e l'aureo crine, ond'Amor fece quella
rete che mi fu tesa d'ogni canto;
o di terso alabastro il collo e il seno
o braccia o mano, e quanto finalmente
di voi si mira, e quanto se ne crede,
tutto è mirabil certo; nondimeno
non starò ch'io non dica arditamente
che più mirabil molto è la mia fede.
Sonetto XXV

sabato 21 giugno 2008

La bella donna mia d'un sì bel fuoco di Ludovico Ariosto

Raffaello*Nude Lady
 La bella donna mia d'un sì bel fuoco,
e di sì bella neve ha il viso adorno,
ch'Amor, mirando intorno
qual di lor sia più bel, si prende giuoco.
Tal è proprio a veder quell'amorosa
fiamma che nel bel viso
si sparge, ond'ella con soave riso
si va di sue bellezze inamorando;
qual è a veder, qualor vermiglia rosa
scuopra il bel paradiso
de le sue foglie, allor che 'l sol diviso
da l'oriente sorge il giorno alzando.
E bianca è sì come n'appare, quando
nel bel seren più limpido la luna
sovra l'onda tranquilla
coi bei tremanti suoi raggi scintilla.
Sì bella è la beltade che in quest'una
mia donna hai posto, Amor, e in sì bel loco,
che l'altro bel di tutto il mondo è poco.
(da Rime - Madrigali, VIII)

martedì 24 aprile 2007

Le donne, i cavallier....di Ludovico Ariosto

Arthur Hughes*La belle dame sans merci
Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori,
le cortesie, l'audaci imprese io canto,
che furo al tempo che passaro i Mori
d'Africa il mare, e in Francia nocquer tanto,
seguendo l'ire e i giovenil furori
d'Agramante lor re, che si diè vanto
di vendicar la morte di Troiano
sopra re Carlo imperator romano.
Dirò d'Orlando in un medesmo tratto
cosa non detta in prosa mai né in rima:
che per amor venne in furore e matto,
d'uom che sì saggio era stimato prima;
se da colei che tal quasi m'ha fatto,
che 'l poco ingegno ad or ad or mi lima,
me ne sarà però tanto concesso,
che mi basti a finir quanto ho promesso.
Piacciavi, generosa Erculea prole,
ornamento e splendor del secol nostro,
Ippolito, aggradir questo che vuole
e darvi sol può l'umil servo vostro.
Quel ch'io vi debbo, posso di parole
pagare in parte, e d'opera d'inchiostro;
né che poco io vi dia da imputar sono;
che quanto io posso dar, tutto vi dono.
Voi sentirete fra i più degni eroi,
che nominar con laude m'apparecchio,
ricordar quel Ruggier, che fu di voi
e de' vostri avi illustri il ceppo vecchio.
L'alto valore e' chiari gesti suoi
vi farò udir, se voi mi date orecchio,
e vostri alti pensier cedino un poco,
sì che tra lor miei versi abbiano loco.
Ludovico Ariosto - Orlando Furioso