Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
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mercoledì 3 settembre 2014

Cartolina postale di Guillaume Apollinaire

Theo Van Rysselberghe 1918
Ti scrivo da sotto la tenda
Mentre muore questo giorno d’estate
In cui nel cielo appena azzurrato
come uno sboccio di fiori sfolgorante
una cannonata eclatante
sfiorisce prima di essere stata
***
Carte postale
Je t'écris de dessous la tente
Tandis que meurt ce jour d'été
Où floraison éblouissante
Dans ce ciel à peine bleuté
Une canonnade éclatante
Se fane avant d'avoir été
***
Calligrammes, 1918

venerdì 28 giugno 2013

Notte renana di Guillaume Apollinaire

Svetlana Valueva*Paradise
M'empie il bicchiere un vino che ha tremori di fiamma
Udite la canzone lenta d'un battelliere
Dice di sette donne viste sotto la luna
Torcersi i capelli verdi e lunghi fino ai piedi

Alzatevi e in girotondo cantate più forte
Ch'io più non senta il canto di quel battelliere
E mettetemi accanto tutte le ragazze bionde
Col loro sguardo fisso le loro trecce ritorte

Il Reno s'ubriaca il Reno specchio alle vigne
Vi cadono a riflettervisi tremando gli ori notturni
La voce canta sempre da rantolomorirne
Le fate in verdi chiome che incantano l'estate


Il bicchiere ha lo schianto d'un romper di risate

************
Nuit rhénane

Mon verre est plein d'un vin trembleur comme une flamme
Écoutez la chanson lente d'un batelier
Qui raconte avoir vu sous la lune sept femmes
Tordre leurs cheveux verts et longs jusqu'à leurs pieds

Debout chantez plus haut en dansant une ronde
Que je n'entende plus le chant du batelier
Et mettez près de moi toutes les filles blondes
Au regard immobile aux nattes repliées

Le Rhin le Rhin est ivre où les vignes se mirent
Tout l'or des nuits tombe en tremblant s'y refléter
La voix chante toujours à en râle-mourir
Ces fées aux cheveux verts qui incantent l'été

Mon verre s'est brisé comme un éclat de rire

mercoledì 23 febbraio 2011

Crepuscolo di Guillaume Apollinaire

Lovis Corinth*Baccanale*1896
 (Alcools)
Sfiorata dalle ombre dei morti
Sull'erba dove muore il giorno
L'arlecchina s'è spogliata
E specchia il suo corpo nello stagno
Un ciarlatano crepuscolare
Vanta i prossimi giri
Il cielo incolore è costellato
Di astri pallidi come il latte
Sul palco il pallido arlecchino
Saluta subito gli spettatori
Stregoni venuti di Boemia
Qualche fata e gli incantatori
Staccata una stella
la maneggia con le braccia tese
Mentre coi piedi un impiccato
Suona i piatti cadenzando
La cieca culla un bel bambino
Passa la cerva con i suoi cerbiatti
Il nano guarda con un'aria triste
Ingigantire l'arlecchino trismegisto
**********
(Alcools)
Frôlée par les ombres des morts
Sur l'herbe où le jour s'exténue
L'arlequine s'est mise nue
Et dans l'étang mire son corps
Un charlatan crépusculaire
Vante les tours que l'on va faire
Le ciel sans teinte est constellé
D'astres pâles comme du lait
Sur les trétaux l'arlequin blême
Salue d'abord les spectateurs
Des sorciers venus de Bohême
Quelques fées et les enchanteurs
Ayant décroché une étoile
Il la manie à bras tendu
Tandis que des pieds un pendu
Sonne en mesure les cymbales
L'aveugle berce un bel enfant
La biche passe avec ses faons
Le nain regarde d'un air triste
Grandir l'arlequin trismégiste

martedì 28 dicembre 2010

La bianca neve di Guillaume Apollinaire

George Sheridan Knowles
 Gli angeli gli angeli nel ciel
Uno è vestito da ufficial
Uno è vestito da cucinier
E gli altri a cantar
Bell'ufficiale color del ciel
Dopo Natale maggio verrà
E d'un bel sole ti decorerà
Ti decorerà
Spenna le oche il cucinier
Le oche oh che
Oh che neve cade e perché
Fra le mie braccia la mia bella non c'è
*******
La blanche neigeLes anges les anges dans le ciel
L'un est vêtu en officier
L'un est vêtu en cuisinier
Et les autres chantent
Bel officier couleur du ciel
Le doux printemps longtemps après Noël
Te médaillera d'un beau soleil
D'un beau soleil
Le cuisinier plume les oies
Ah! tombe la neige
Tombe et que n'ai-je
Ma bien-aimée entre mes bras.

giovedì 16 ottobre 2008

Costellazione di Guillaume Apollinaire

Janmot Luis*Autoritratto
Io sono sotto il segno della Costellazione d'Autunno
E perciò amo i frutti e detesto i fiori
I baci che do li rimpiango uno per uno
Noce bacchiato che dice al vento i suoi dolori
Mio eterno Autunno mia stagione mentale
Mani d'antichi amanti costellano il tuo suolo
Una sposa mi segue è la mia ombra fatale
Le colombe stasera spiccano l'ultimo volo.

lunedì 8 settembre 2008

Amica mia penso a te di Guillaume Apollinaire

Pere Ysern i Alié
 Amica mia penso a te,
al tuo color di sole alla tua grazia.
La casa è vuota da quando il mio raggio di sole
è andato a tuffarsi in mare.
Se vedi i sommergibili di' loro che t'amo.
Se le nubi s'addensano
di' loro che t'adoro.
Se la mareggiata infuria sugli scogli della riva
di' agli scogli che sei la mia pietra preziosa.
Se qualche granello di sabbia brilla tra i mille granelli
di sabbia della spiaggia
digli che sei la sola gemma che amo.
Quando vedrai il postino
digli con quanta impazienza aspetto le tue lettere.
Ti mando mille baci mille carezze
che ti raggiungeranno come le parole raggiungono
l'antenna del telegrafo senza fili.
Se vedi dei feriti
digli che la mia sola ferita è quella che hai inferto
al mio cuore.
Se a volte pensi pensa che il mio pensiero è sempre
con te.
E che t'adoro.

martedì 26 agosto 2008

Salomè di Guillaume Apollinaire

Jean Benner*Salomè
 Perché Giovanni Battista sorrida ancora una volta
Sire io danzerei meglio dei serafini
Ditemi madre perché siete triste
Vestita da contessa vicino al Delfino
II mio cuore batteva batteva fortissimo alla sua parola
Quando danzavo tra i finocchi ascoltando
E ricamavo gigli sopra una banderuola
Che avrebbe sventolato in cima al suo bastone
E per chi volete che ora la ricami
II suo bastone rifiorisce in riva al Giordano
E tutti i gigli quando i vostri soldati o re Erode
Lo portarono via sono appassiti nel mio giardino
Venite tutti con me sotto gli alberi
Non piangere grazioso buffone del re
Prendi questa testa invece del tuo scettro e danza
Non toccategli la fronte madre è già fredda
Sire camminate avanti venite dietro trabanti
Noi scaveremo una fossa e lo seppelliremo
Noi pianteremo dei fiori e danzeremo in tondo
Fino all'ora che avrò perduto la mia giarrettiera
II re la tabacchiera
L'infanta il suo rosario
E il curato il breviario

lunedì 21 luglio 2008

La sottoveste di Guillaume Apollinaire

Tamara De Lempicka*Nana De Herrera
Buondì Germaine Avete una bella sottoveste
Una bella sottoveste di regina e di regina crudele
Fatemi toccare la seta Una seta del Giappone
Con un largo volant di merletto antico
Questa campana di seta ove il doppio battacchio
Delle gambe rintoccò a morto per i miei capricci
Io la suono mia Germaine col seno palpitante
E le mani appoggiate sulle vostre anche complici
La vostra camera mia campana è un affascinante campanile
Ove le mie mani sulla seta mi straziano le orecchie
I ganci forca delle sottovesti appese
Dondolano impiccati di seta che mi meravigliano
Immobile come un gufo la lampada veglia

venerdì 6 giugno 2008

Ricognizione di Guillaume Apollinaire

Gustav Klimt*Serena Lederer
Al limite dell'orizzonte impallidisce
Una sola crepuscolare betulla
Dove fugge la misura angolare
Dal cuore all'anima alla ragione.
L'azzurro galoppo dei ricordi lontani
Traversa i lillà degli occhi.
E i cannoni dell'indolenza
I miei sogni sparano verso i cieli.

giovedì 29 maggio 2008

1909 di Guillaume Apollinaire

Mary Minifie*Ritratto di Erin
La signora aveva un vestito
In ottomano viola scarlatto
E la sua tunica ricamata d'oro
Era composta di due pannelli
Che s'attaccavano sulle spalle
Gli occhi danzanti come angeli
Rideva rideva
Aveva un viso dai colori di Francia
Gli occhi blu i denti bianchi e le labbra molto rosse
Aveva un viso dai colori di Francia
Era scollata in rotondo
E pettinata alla Recamier
Con belle braccia nude
Non si sentirà mai suonare la mezzanotte
La signora nel vestito di ottomano viola scarlatto
E in tunica ricamata d'oro
Scollata in rotondo
Portava a passeggio i suoi riccioli
La sua fascia d'oro
E trascinava le scarpette con le fibbie
Era così bella
Che non avresti osato amarla
Amavo le donne atroci nei quartieri enormi
Dove nasceva ogni giorno qualche essere nuovo
Il ferro era il loro sangue la fiamma il cervello
Amavo amavo il popolo abile delle macchine
Il lusso e la bellezza sono solamente la sua schiuma
Quella donna era così bella
Che mi faceva paura.

venerdì 23 maggio 2008

L'avvenire di Guillaume Apollinaire

Pasternak
 Solleviamo la paglia
Guardiamo le neve
Scriviamo lettere
Attendiamo ordini.
Fumiamo la pipa

Sognando l'amore
I gabbiani sono là
Guardiamo la rosa.
La fontana non è secca

L'oro della paglia non s'è incupito
Guardiamo l'ape
E non pensiamo all'avvenire.
Guardiamo le nostre mani

Che sono la neve
La rosa e l'ape
Così pure l'avvenire.

giovedì 1 maggio 2008

La partenza di Guillaume Apollinaire

Dosso Dossi
E i loro volti erano pallidi
Spezzati i loro singhiozzi.
Come la neve dai petali puri
O le tue mani sui miei baci
Cadevano le foglie autunnali.

giovedì 10 aprile 2008

Il ponte Mirabeau di Guillaume Apollinaire

Love's passing/De Morgan
Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna
E i nostri amori
Me lo devo ricordare
La gioia veniva sempre dopo il dolore.
Venga la notte suoni l'ora

I giorni se ne vanno e io rimango.
Le mani nelle mani faccia a faccia restiamo

Mentre sotto
Il ponte delle nostre braccia passa
L'onda stanca degli eterni sguardi.
Venga la notte suoni l'ora

I giorni se ne vanno e io rimango.
L'amore se ne va come quest'acqua corrente

L'amore se ne va
Com'è lenta la vita
E come la speranza è violenta.
Venga la notte suoni l'ora

I giorni se ne vanno io rimango.
Passano i giorni e passano le settimane

Né il tempo passato
Né gli amori ritornano
Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna.
Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango.

martedì 4 marzo 2008

Il gatto di Guillaume Apollinaire

Lesley Anne Ivory
In casa mia desidero
Una donna fornita di ragione,
Un gatto che passi tra i libri,
Amici in ogni stagione
Senza i quali non posso vivere.

giovedì 14 febbraio 2008

Hotel di Guillaume Apollinaire

Vincent Van Gogh
La camera è sola
Ognuno per sè
Presenza nuova
Si paga a mese.
Il padrone dubita

Pagheranno
Giro per strada
Come una trottola.
Il rumore delle carrozze

Il mio brutto vicino
Che fuma un acre
Tabacco inglese.
O La Vallière

Che zoppica e ride
Delle mie preghiere
Tavolo da notte.
E tutti insieme

In questo hotel
Sappiamo la lingua
Come a Babele.
Serriamo le porte

A doppia mandata
Ognuno porta
Il suo solo amore.

venerdì 30 novembre 2007

Amica mia di Guillaume Apollinaire

Ortiz*Baronessa Gourgaud
Amica mia penso a te
Al tuo color di sole alla tua grazia
La casa è vuota da quando il mio raggio di sole
È andato a tuffarsi in mare
Se vedi i sommergibili
Di' loro che t'amo
Se le nubi s'addensano
Di' loro che t'adoro
Se la mareggiata infuria sugli scogli della riva
Di' agli scogli che sei la mia pietra preziosa
Se qualche granello di sabbia brilla tra i mille granelli
di sabbia della spiaggia
Digli che sei la sola gemma che amo
Quando vedrai il postino
Digli con quanta impazienza aspetto le tue lettere
Ti mando mille baci mille carezze
Che ti raggiungeranno come le parole raggiungono
l'antenna del telegrafo senza fili
Se vedi dei feriti
Digli che la mia sola ferita è quella che hai inferto
al mio cuore
Se a volte pensi pensa che il mio pensiero è sempre
con te
E che t'adoro.
Guillaume Apollinaire (da Poèmes retrouvés)
(La baronessa Gourgaud è di Ortiz)

mercoledì 21 novembre 2007

L'addio di Guillaume Apollinaire

John Roddam Spencer-Stanhope
Ho colto questo filo di brughiera
Ricordati che l'autunno è morto
Non ci vedremo più sulla terra
Odore del tempo filo di brughiera
Ricorda ancora che io ti aspetto.

lunedì 12 novembre 2007

Il ricciolo ritrovato di Guillaume Apollinaire

William Holman Hunt*Fanny
Ritrova nella memoria
Il ricciolo di capelli castani
Incredibile come i ricordi
Dei nostri due strani destini.
Del Boulevard della Chapelle

Del grazioso Montmartre e di Auteuil
Mi ricordo mormora lei
Del giorno in cui ho varcato la soglia.
Come in autunno vi cadde

Il ricciolo del mio ricordo
E il nostro destino che ci stupisce
Al giorno che muore e che unisce.

venerdì 9 novembre 2007

Fotografia di Guillaume Apollinaire

Strand
M'attira il tuo sorriso come
Potrebbe attirarmi un fiore.
Fotografia tu sei il fungo bruno

Della foresta
La sua bellezza
I bianchi sono
Un chiaro di luna
In un pacifico giardino
Pieno d'acque vive e d'indiavolati giardinieri.
Fotografia sei il profumo dell'ardore

La sua bellezza
E ci sono in te
Fotografia
I toni illanguiditi
Vi si sente
Una melopea.
Fotografia tu sei l'ombra

Del sole
Tutta la sua bellezza.
nell'anniversario della morte 9 novembre 1918

giovedì 8 novembre 2007

Corni da caccia di Guillaume Apollinaire

Arthur Hughes*1872
La nostra storia è nobile e tragica
Come la maschera d'un tiranno
Né drammi audaci o ammaliatori
Né indifferenti minuzie sanno
Render patetici i nostri amori.
E Thomas de Quincey succhiando

L'oppio veleno dolce e casto
La povera Anna andava sognando
Passiam passiamo ché tutto passa
Mi volterò all'indietro spesso.
Sono i ricordi corni da caccia

Il cui bruito muore nel vento.