Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
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domenica 31 maggio 2015

Talvolta con uno che amo di Walt Whitman

Spring, Frederick McCubbin
Talvolta con uno che amo ribollo d'ira, al timore d'effon-
dere un amore che non vien corrisposto,
Ma ora penso che non esista amore non corrisposto, la
corresponsione è sicura in un modo o nell'altro
(Ho amato una certa persona ardentemente, e il mio
amore non fu corrisposto,
Eppure per quell'amore ho scritto questi canti.)
*
Sometimes with One I Love
Sometimes withone I love I fili myself with rage for fear
I effuse unreturn' d love,
But now I think there is no unretum'd lave, the pay is
certain one way or another,
(I loved a certain person ardently and my lave was not
return'd,
Yet out of that I have written these songs.)
*
Foglie d'erba
°°°
Whitman nacque il 31 maggio 1819

lunedì 20 gennaio 2014

Ora che il tempo è vicino di Walt Whitman

James Whistler*Snow in Chelsea*1876
Ora che il tempo è vicino, una nuvola cupa,
un terrore mai prima conosciuto mi oscura.
Me ne andrò lontano,
attraverserò gli Stati per qualche tempo, ma non so in
che direzione, né per quanto tempo,
forse presto, un giorno o una notte, mentre starò
cantando, la mia voce all’improvviso cesserà.
Oh libri, oh canti!  Infine non sarà che questo
il risultato di tutto?
Dobbiamo arrivare semplicemente a questo inizio di
noi?
E comunque è abbastanza, anima.
Oh anima, di certo siamo apparsi
e questo basta.
***********
As the Time Draws Nigh.
As the time draws nigh, glooming, a cloud, 
A dread beyond, of I know not what, darkens me. 
I shall go forth, I shall traverse The States awhile—but I cannot tell whither or how long; Perhaps soon, some day or night while I am singing, my voice will suddenly cease.  
O book, O chants! must all then amount to but this?  
Must we barely arrive at this beginning of us?... 
And yet it is enough, 
O soul! O soul! we have positively appear’d—that is enough.
***
SONGS OF PARTING

giovedì 4 luglio 2013

A quelli che hanno fallito di Walt Whitman

Jasper Johns
A quelli che avevano alte aspirazioni, e hanno fallito,
ai militi ignoti caduti in prima fila, combattendo,
ai macchinisti tranquilli e fedeli – ai viaggiatori troppo
ardenti – ai piloti nelle loro navi,
ai numerosi sublimi canti o dipinti mai riconosciuti -
vorrei erigere un monumento tutto coperto
d’alloro,
alto, più alto di ogni altro – a quanti furono falciati
prima del tempo,
posseduti da uno strano spirito di fuoco,
spenti da una morte precoce.
***********
To those Who’ve Fail’d

To those Who’ve Fail’d, in aspiration vast,
To unnam’d soldiers fallen in front on the lead,
To calm, devoted engineers – to over-ardent travelers -
to pilot on their ships,
To many a lofty song and picture without recognition -
I’d rear laurel-cover’d monument,
High, high above the rest – To all cut off before their
time,
Possess’d by some strange spirit of fire,
Quench’d by an early death.

domenica 24 luglio 2011

Credo in te anima mia di Walt Whitman

Saimi* Eero Jarnefelt*1892
Credo in te, anima mia,
l’altro che io sono non deve umiliarsi di fronte a te,
e tu non devi umiliarti di fronte a lui.
Ozia con me sull’erba,
libera la tua gola da ogni impedimento,
né parole, né musica o rima voglio,
né consuetudini né discorsi,
neppure i migliori, soltanto la tua calma voce bivalve,
il suo mormorio mi piace.
Penso a come una volta giacemmo,
un trasparente mattino d’estate,
come tu posasti la tua testa
di per traverso sul mio fianco
ti voltasti dolcemente verso di me,
e apristi la camicia sul mio petto,
e tuffasti la tua lingua sino al mio cuore snudato,
e ti stendesti sino a sentire la mia barba,
ti stendesti sino a prendere i miei piedi.
Veloce si alzò in me
e si diffuse intorno a me la pace e la conoscenza
che va oltre ogni argomento terreno,
io conosco che la mano di Dio è la promessa della mia,
e io conosco che lo spirito di Dio
è il fratello del mio,
e che tutti gli uomini mai venuti alla luce
sono miei fratelli e le donne sorelle ed amanti,
e che il fasciame della creazione è amore,
e che infinite sono le foglie rigide o languenti nei campi,
e le formiche brune nelle piccole tane sotto di loro,
e le incrostazioni muschiose del corroso recinto,
pietre ammucchiate, sambuco, verbasco ed elleboro.
**********
I believe in you my soul, the other I am must not abase itself to you,
And you must not be abased to the other.
Loafe with me on the grass, loose the stop from your throat,
Not words, not music or rhyme I want, not custom or lecture, not even the best,
Only the lull I like, the hum of your valved voice.
I mind how once we lay such a transparent summer morning,
How you settled your head athwart my hips and gently turn'd over upon me,
And parted the shirt from my bosom-bone, and plunged your tongue to my bare-stript heart,
And reach'd till you felt my beard, and reach'd till you held my feet.
Swiftly arose and spread around me the peace and knowledge that pass all the argument of the earth,
And I know that the hand of God is the promise of my own,
And I know that the spirit of God is the brother of my own,
And that all the men ever born are also my brothers, and the women my sisters and lovers,
And that a kelson of the creation is love,
And limitless are leaves stiff or drooping in the fields,
And brown ants in the little wells beneath them,
And mossy scabs of the worm fence, heap'd stones, elder, mullein and poke-weed.

lunedì 26 marzo 2007

Oh, Capitano, mio capitano di Walt Whitman

O CAPITANO! MIO CAPITANO!
O Capitano! Mio Capitano! il nostro duro viaggio è finito,

la nave ha scapolato ogni tempesta,
il premio che cercavamo ottenuto, il porto è vicino, sento le campane,
la gente esulta,
mentre gli occhi seguono la solida chiglia, il vascello severo e audace.
Ma, o cuore, cuore, cuore!
Gocce rosse di sangue dove sul ponte il mio Capitano giace caduto freddo morto.
O Capitano! Mio Capitano!
Alzati a sentire le campane;
alzati - per te la bandiera è gettata -
per te la tromba suona,
per te i fiori, i nastri,le ghirlande - per te le rive di folla per te urlano, in massa, oscillanti,
i volti accesi verso di te; ecco Capitano!
Padre caro!
Questo mio braccio sotto la nuca!
E' un sogno che sulla tolda sei caduto freddo, morto.
Il mio Capitano non risponde,
esangui e immobili le sue labbra,
non sente il mio braccio,
non ha battiti,
volontà,
la nave è all'ancora sana e salva,
il viaggio finito,
dal duro viaggio la nave vincitrice torna,
raggiunta la meta;
esultate rive,
suonate campane!
Ma io con passo funebre cammino sul ponte dove il Capitano giace freddo, morto.
(dipinto di Evelyn De Morgan/L'angelo della morte)