Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
Visualizzazione post con etichetta Bertolucci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bertolucci. Mostra tutti i post

domenica 14 giugno 2015

Amore a me... di Attilio Bertolucci

Léon Kamir-Kaufman (1872-1933), La Lecture - 1921
Amore a me vicino
di tua crudeltà mi consola,
fuori è notte e cade
una dolce pioggia improvvisa.

La famigliare lampada rivela
le intime e care cose,
amore parla e parla di te
sommesso, come acqua fra erbe alte.***
Bertolucci è mancato il 14 giugno 2000

domenica 12 gennaio 2014

L'inverno di Attilio Bertolucci

Albert Anker
In fondo al borgo
Nevoso e debole risuona
Il grido del venditore di scope.
O sonno interrotto, fredda luce
Ancora sugli occhi al richiamo
Famigliare e ormai lontano
Dove la città finisce nel rumore
D'un mulino che l'ombra invade.
Già la sera d'inverno agita
Turbini di memorie, s'ingolfa
Lenta nel nostro cuore, già s'accendono
Quelle rare lampade nella notte.

martedì 29 ottobre 2013

Per B....

Lilla Cabot Perry
I piccoli aeroplani di carta che tu
Fai, volano nel crepuscolo, si perdono
Come farfalle notturne nell'aria
Che s'oscura, non torneranno più.

Così i nostri giorni, ma un abisso
Meno dolce li accoglie
Di questa valle silente di foglie
Morte e d'acque autunnali

Dove posan le loro stanche ali
I tuoi fragili alianti.

domenica 20 ottobre 2013

Al fratello di Attilio Bertolucci

Edgar Degas*Achille Degas vestito da cadetto
Un giorno amaro l'infinita cerchia
Dei colli
Veste di luce declinante,
E già trabocca sulla pianura
Un autunno di foglie.

Più freddi ora dispiega i suoi vessilli
D'ombra il tramonto,
Un chiaro lume nasce
Dove tu dolce manchi
All'antica abitudine serale.

venerdì 27 settembre 2013

Gli anni di Attilio Bertolucci

Charles Chaplin*Reviere
Le mattine dei nostri anni perduti,
I tavolini nell’ombra soleggiata dell’autunno,
I compagni che andavano e tornavano, i compagni
Che non tornarono più, ho pensato ad essi lietamente.

Perché questo giorno di settembre splende
Così incantevole nelle vetrine in ore
Simili a quelle d’allora, quelle d’allora
Scorrono ormai in un pacifico tempo,

La folla è uguale sui marciapiedi dorati,
Solo il grigio e il lilla
Si mutano in verde e rosso per la moda,
Il passo è quello lento e gaio della provincia.

sabato 16 marzo 2013

Alla madre di Attilio Bertolucci

George W. Lambert*Group with mother*1907
Se tu torni fra noi
è un caldo e grigio
giorno di marzo, è l’ora del riposo
per noi rimasti nella casa, in pace.

Così lungamente
abbiamo aspettato nel silenzio
delle stanze assopite, ora i bambini
sono andati per viole.

Oh, poterli cercare con te
fra le gaggìe nude nel sole.
**********
(Lettere da casa)

martedì 12 febbraio 2013

Un ballo in maschera di Attilio Bertolucci

Elena Schlegel*2011
                 a Giorgio Cusatelli che guardava dalla
                             finestra distraendosi dallo “Stiffelio”

Chi con cembali e timpani chi con risa e gridi
con parrucche scivolanti in avanti sugli occhi allegri
così anima il lungofiume stipato di neve poi
che l’ultima sera di carnevale ruotando s’accosta
alle dodici e arde sui quadranti rivolti
al cittadino un invito ruffiano o un ammonimento?
Ma non sono clown questi che hanno graziosamente
trasformato in teatro la pensilina delle foresi
dormienti ora e ancora altre ore prima
dell’amaro mercoledì che è domani in rimesse
e parcheggi provinciali dislocati a monte
e valle ben lontano da qui dove un torneo lento
di macchine sfila procede e si perde
per ricomparire luci versando a fiotti
sulle instancabili provocatrici e loro
stivali maculati di bianco corpetti
in cui l’oro rilega pelo d’agnello
madido di un inverno ormai al suo termine
irreparabile...
I travestiti di Parma erano un tempo commessi
scolari sarti garzoni di barberìa
in doppio apprendistato sotto maestri esperti
nelle due arti e anche non sempre in bel canto
col gusto di tradire il genio del luogo se è
Cremonini a chiamare con tanta dolcezza
l’animale gentile e canoro strumento
ambiguo di voluttà alla mente convulsa...
Vengono e vengono da città vicine
alla petite capitale d’autrefois che suoi cittadini
empi e rozzi non vogliono ducale per inserirla
nel dialogo nell’abbraccio mortale America Russia
sotto il segno intrecciato della pop art e della
democrazia progressiva.
Ma s’accostino prudenti che potrebbero sembrare
clienti timidi o voyeurs moralisti e venire
irrisi o colpiti da palle di neve infallibili
e riconoscano in queste feste di Parma
in questi costumi fantasiosi e impudenti
la linea serpentina locale ripresa
con inaudito sprezzo del pericolo
da figli del popolo e dei borghi malsani
fioriti di sorelle dalle dolci gambe cui
rubare atteggiamenti e fondi tinta
per la necessità di essere innanzitutto colpevoli.
Ha ripreso a nevicare i forestieri se ne vanno
felpati i rimasti non demordono
inventano mimiche accordate
all’infinita discesa di farfalle dal cielo.

mercoledì 30 gennaio 2013

La neve di Attilio Bertolucci

Guy Carleton Wiggins*A winter night in New York
Come pesa la neve su questi rami
come pesano gli anni sulle spalle che ami.
L'inverno è la stagione più cara,
nelle sue luci mi sei venuta incontro
da un sonno pomeridiano, un'amara
ciocca di capelli sugli occhi.
Gli anni della giovinezza sono anni lontani.
(Al fuoco calmo dei giorni)

mercoledì 24 ottobre 2012

Per Giuseppe, in ottobre di Attilio Bertolucci

Maxfield Parrish
Per quali strade di campagna vai
nel sole troppo caldo d’ottobre,
la mano chiusa in sé, la luce
a metà del tuo viso, a metà l’ombra?
È il quieto pomeriggio d’un bel giorno,
il bel giorno cammina coi tuoi passi
incerti fra le foglie che di ruggine
macchiano i rustici viali dell’Emilia.
Come il passero arrossa le sue penne
e ci dice che è il mattino ancora
tu camminando assorto fai che venga
sera e accogli nella pupilla severa
di bambino i colori del tramonto.
Così per me s’apre e si chiude un giorno
d’autunno, entro vi si muove gente
di queste parti e si ferma e discorre,
o tira via, saluta, altra porta
secchi d’acqua lontana. Presto
sarà l’inverno, lasciate che fermi
la stagione che indugia su una trama paziente.

martedì 11 settembre 2012

Settembre di Attilio Bertolucci

Rolf Armstrong
Chiaro cielo di settembre
illuminato e paziente
sugli alberi frondosi
sulle tegole rosse
fresca erba
su cui volano farfalle
come i pensieri d’amore
nei tuoi occhi
giorno che scorri
senza nostalgie
canoro giorno di settembre
che ti specchi nel mio calmo cuore.
(Sirio*1929)

domenica 6 novembre 2011

Fuochi di novembre di Attilio Bertolucci

Jarnefelt*Leena*1903
Bruciano della gramigna
nei campi,
un'allegra fiamma suscitano
e un fumo brontolone.
La bianca nebbia si rifugia
fra le gaggie,
ma il fumo lento si avvicina
non la lascia stare.
I ragazzi corrono corrono
al fuoco
con le mani nelle mani,
smemorati,
come se avessero bevuto
del vino.
Per lungo tempo si ricorderanno
con gioia
dei fuochi accesi in novembre
al limitare del campo.

domenica 26 dicembre 2010

Inverno di Attilio Bertolucci

Maurice Cullen/St.Lawrence street
Inverno, gracili sogni
sfioriscono sugli origlieri,
giardini lontani fra nebbie
nella pianura che sfuma
in mezzo alle luci dell’alba,
voci come in un ricordo
d’infanzia, prigioniere del gelo,
s’allontanano verso la campagna;
ninfe dagli occhi dolci e chiari
fra gli alberi spogli, sotto il cielo grigio,
cacciatori che attraversano un ruscello,
mentre uno stormo d’uccelli s’alza a volo.
Là in fondo quella casa
che ospitale appare
coperta di bianco,
in un silenzio da fiaba.
E attraverso i vetri
si vede la fiamma rossa
nel caminetto vacillare.
I treni arrivano,
è domenica, è Natale?
Più non scende lieve
sulla terra la neve.

lunedì 28 gennaio 2008

Portami con te di Attilio Bertolucci

Tamara De Lempicka
Portami con te nel mattino vivace
le reni rotte l'occhio sveglio appoggiato
al tuo fianco di donna che cammina
come fa l'amore,
sono gli ultimi giorni dell'inverno
a bagnarci le mani e i camini
fumano più del necessario in una
stagione così tiepida,
ma lascia che vadano in malora
economia e sobrietà,
si consumino le scorte
della città e della nazione
se il cielo offuscandosi, e poi
schiarendo per un sole più forte,
ci saremo trovati
là dove vita e morte hanno una sosta,
sfavilla il mezzogiorno, lamiera
che è azzurra ormai
senza residui e sopra
calmi uccelli camminano non volano.

domenica 18 novembre 2007

Paese d'inverno di Attilio Bertolucci

Fritz Thaulow
Che il sole dopo la neve
appaia, e le nuvole si tingano di rosso
come schiave: la neve sui tetti
un rossore colorirà, guancia di principessa.
S'alzi un leggero vento
e spenga l'acqua, che s'era addormentata,
con assonnata voce di pastore;
escano fanciulle con scialli,
lampeggiando gli occhi neri,
e improvvisamente corrano punte dall'aria
simili a uccelli che s'alzino a volo.
E gli zingari rubino ragazzi.

Nell'anniversario della nascita 18 novembre 1911

lunedì 8 ottobre 2007

In treno di Attilio Bertolucci

Egon Schiele
Non ricordavo un ottobre
così a lungo sereno,
la terra arata sarchiata
pronta per la semina,
spartita di viti rossastre
molli come ghirlande.
Ma non ditemi non ditemi

che è una stagione clemente:
il fumo che la stria
sale da foglie che non sono più,
le cene brillano sparse.
Perché non si aspettano i morti?

martedì 25 settembre 2007

La rosa bianca di Attilio Bertolucci

Gerhartz
Coglierò per te
l'ultima rosa del giardino,
la rosa bianca che fiorisce
nelle prime nebbie.
Le avide api l'hanno visitata
sino a ieri,
ma è ancora così dolce
che fa tremare.
E' un ritratto di te a trent'anni,
un po' smemorata, come tu sarai allora.

giovedì 14 giugno 2007

Estiva di Attilio Bertolucci

Crane
Che ora è questa che saluta
il muro sbiadito con calda luce
e silenzioso cenno, e sommuove
l'aria tremante di giugno?
Ardi immobile, azzurro,

lustrate foglie della magnolia
e tu fiore profuma il giorno,
consuma i tuoi petali bianchi
sino alla dissoluzione, a noi

gli occhi chiusi arrossa
il riverbero estivo cui
solitaria cicala s'accompagna.
nel sentiero della luce.