Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

martedì 12 febbraio 2013

Un ballo in maschera di Attilio Bertolucci

Elena Schlegel*2011
                 a Giorgio Cusatelli che guardava dalla
                             finestra distraendosi dallo “Stiffelio”

Chi con cembali e timpani chi con risa e gridi
con parrucche scivolanti in avanti sugli occhi allegri
così anima il lungofiume stipato di neve poi
che l’ultima sera di carnevale ruotando s’accosta
alle dodici e arde sui quadranti rivolti
al cittadino un invito ruffiano o un ammonimento?
Ma non sono clown questi che hanno graziosamente
trasformato in teatro la pensilina delle foresi
dormienti ora e ancora altre ore prima
dell’amaro mercoledì che è domani in rimesse
e parcheggi provinciali dislocati a monte
e valle ben lontano da qui dove un torneo lento
di macchine sfila procede e si perde
per ricomparire luci versando a fiotti
sulle instancabili provocatrici e loro
stivali maculati di bianco corpetti
in cui l’oro rilega pelo d’agnello
madido di un inverno ormai al suo termine
irreparabile...
I travestiti di Parma erano un tempo commessi
scolari sarti garzoni di barberìa
in doppio apprendistato sotto maestri esperti
nelle due arti e anche non sempre in bel canto
col gusto di tradire il genio del luogo se è
Cremonini a chiamare con tanta dolcezza
l’animale gentile e canoro strumento
ambiguo di voluttà alla mente convulsa...
Vengono e vengono da città vicine
alla petite capitale d’autrefois che suoi cittadini
empi e rozzi non vogliono ducale per inserirla
nel dialogo nell’abbraccio mortale America Russia
sotto il segno intrecciato della pop art e della
democrazia progressiva.
Ma s’accostino prudenti che potrebbero sembrare
clienti timidi o voyeurs moralisti e venire
irrisi o colpiti da palle di neve infallibili
e riconoscano in queste feste di Parma
in questi costumi fantasiosi e impudenti
la linea serpentina locale ripresa
con inaudito sprezzo del pericolo
da figli del popolo e dei borghi malsani
fioriti di sorelle dalle dolci gambe cui
rubare atteggiamenti e fondi tinta
per la necessità di essere innanzitutto colpevoli.
Ha ripreso a nevicare i forestieri se ne vanno
felpati i rimasti non demordono
inventano mimiche accordate
all’infinita discesa di farfalle dal cielo.

5 commenti:

Rose ha detto...

Leggevo stamattina che il Carnevale di Venezia è stato impedito dalla neve... grande, Francesca, a rimanere in tema!

Buon Martedì Cicciotto (data la crisi).

Francesca Vicedomini ha detto...

Veronica carissima, ti seguo sempre. Buon caldo e buon lavoro esterno ed interno.
Rimandato tutto ieri, Rose, la sfilata si farà domenica. Per quello che può importare naturalmente!

Francesca Vicedomini ha detto...

Bè vedo ora che è sparito il commento di Veronica? Ma che succede? Vado a vedere nelle mail se lo trovo....scusa Veronica la posta impazzisce...

Francesca Vicedomini ha detto...

No no è proprio sparito, Veronica ci diceva che dove è lei accendono il condizionatore, e io la riabbraccio e le chiedo scusa per queste disfunzioni.

Veronica de Gregorio ha detto...

el sol dentro y fuera... gracias, Francesca