Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

venerdì 14 giugno 2013

Cavalli di luna e di vulcani di Salvatore Quasimodo

Paul Camille Guigou
Isole che ho abitato
verdi su mari immobili.

D'alghe arse, di fossili marini
le spiagge ove corrono in amore
cavalli di luna e di vulcani.

Nel tempo delle frane
le foglie, le gru assalgono l'aria:
in lume d'alluvione splendono
cieli densi aperti agli stellati;

le colombe volano
dalle spalle nude dei fanciulli.

Qui finita è la terra:
con fatica e con sangue
mi faccio una prigione.

Per te dovrò gettarmi
ai piedi dei potenti,
addolcire il mio cuore di predone.

Ma cacciato dagli uomini,
nel fulmine di luce ancora giaccio
infante a mani aperte,
a rive d'alberi e fiumi:

ivi la latomia d'arancio greco
feconda per gli imenei dei numi.
***********
(Salvatore Quasimodo ci ha lasciati 45 anni fa come oggi.)

3 commenti:

storieriflessioni ha detto...

:) Complimenti per la poesia...
L'immagine è originale?

Jan

Rose ha detto...

Un'infanzia da ricordare, un futuro costringente da fronteggiare. Ma intanto queste onde, questo sole, questa spiaggia, queste montagne.

Il blu del Grigou è preziosissimo.

Un saluto da una sera venerdilla. È stato molto caldo e il sole è tramontato da poco fra righe dorate su sfondo pervinca.

Buon fine settimana!

Francesca Vicedomini ha detto...

Jan, non capisco che vuol dire se è originale?

Oggi molto caldo, buona domenica!