Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

sabato 31 luglio 2010

E' tardi di Nino Oxilia

Amedeo Bocchi/Bianca E’ tardi. E’ molto tardi. E’ bene che si vada.
Vieni, dammi la mano;
rifacciamo la strada.
La tua casa è lontano.
Perché taci e ti guardi
la punta delle dita?
Piccola tu, mia vita,
vieni, fa tardi.
Le nubi si sono raccolte
tutte su Monte Mario
chiudendo l’ali grigie.
Tu piangi e non sai perché piangi.
S’accendono i lumi;
tu vorresti dirmi qualcosa
e mi accarezzi le mani
e i tuoi occhi luccicano
tra le lacrime. –
Vieni, dammi la mano;
è bene che rincasiamo.
Non dirmi nulla: io so bene
perché tu piangi.
Andiamo, mia piccola, vieni. –
Tu piangi perché fa sera.

2 commenti:

L'adepta di Per Yngve Ohlin ha detto...

Il primo amore di una ragazza è quanto di più tenero ci sia.
Bella questa poesia...

Francesca Vicedomini ha detto...

Ilpoeta Nino morì ventottenne durante la ritirata di Caporetto nel 1917 sul Grappa, uno di questi giorni salirò al Sacrario a cercare la sua tomba...