Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

sabato 8 settembre 2012

A mia madre e Sogno di un fiume di Maria Luisa Spaziani

Henri Martin
A mia madre
Eri un roseto. Il fiato che si smorza
fu il tuo dono più tuo, estrema rosa.
Chi scrisse su una tomba "qui riposa"
non sa dove comincia la tua forza.
♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥
SOGNO DI UN FIUME
Lei che ora ride (eppure so che è morta)
è la contraddizione che consente
al mondo di ruotare. L'asse stride
appena, o è il lamento dell'assiuolo,
o la fronda colore dei suoi occhi
che inquieta vibra nell'ansa dell'Aniene?
Amo quel fresco ridere che sgrana
variopinte figure di tarocchi.
Scegli quella che vuoi: chè la sua morte
(e la tua vita) tutte le contiene.
♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥
Quattro anni. Carissima mamma.

8 commenti:

Nidia ha detto...

Quanto tenero affetto in questa tua bellissima dedica!
Io la mamma ce l'ho ancora, ogni tanto è un po' stanca e confusa. Ogni tanto le dedico qualche semplice pensierino come questo haiku di ieri:

L'uva di mamma
è dolce, zuccherina.
Dolce è la mamma.

Un abbraccio

Francesca Vicedomini ha detto...

Bello questo haiku, spero che la tua mamma stia bene e lo possa apprezzare per tutto l'amore che porta! Un abbraccio a te!

Veronica de Gregorio ha detto...

Francesca, sai sempre come arrivare al cuore...
Buona giornata e bacio a te "zia" Rose, Viola e Gianrico; un saluto alle anime gentili che frequentano questo accogliente "salotto"...
V.

Rose ha detto...

Cara Francesca, è bello davvero questo ricordo della tua mamma: le avranno sicuramente fatto piacere le due poesie e l'immagine che le hai dedicato.

Ti abbraccio forte, e con te la nipote Veronica, Gianrico Viola... carino davvero, l'haiku di Nidia!

A presto. Buone giornate.

Francesca Vicedomini ha detto...

Grazie Rose, le tue parole mi commuovono. Davvero pensi che se ne sarà accorta? Lo spero.

Francesca Vicedomini ha detto...

Grazie Veronica, ma tu lo sai com'è quando si perde qualcuno che si ama vero?

Veronica de Gregorio ha detto...

si Francesca lo so, ho perso mio padre ( che amavo a modo mio...) e il mio Ulisse, che il 19 settembre sarà un anno che ha deciso che debbo farcela da sola...gli ho dedicato una poesia e che dedico a tutti gli Ulisse... della terra.

ODE AL MIO ULISSE
La gioia dondolante della tua coda
innocente stendardo sulla strada
m'avanza il passo
rallegrando l'aria
Indugi il muso
nell'umido segreto di una traccia
nutrendo la lingua indaffarata
nel premio disegnato da un aroma
E sull'attardo di quel ristoro odoroso
la mano di un Dio che t'accarezza il capo
è offerta del tuo incedere giocoso
Dono al mio giorno
della semplicità festosa di una bianca andatura
Carezza al cuore
che mi sorride gli occhi
e rinnovata
m'accompagna
Il tuo ricordo
stille d'un flebile conforto
mi spezza
Ma tu
dalla struggente assenza
vieni di notte
a farmi compagnia
col dono tuo lucente
del manto alle mie mani
Pronunci amore
con l’offerta degli occhi
Poi con la coda eccitata
m'indichi il prato che ci ha visti insieme
Il verde sentiero
d’ un giorno notturno
s’apre accogliendo gli unisoni passi
E la tua gioia
rotolando candida
sulla palma divina
di quel prato
mi commuove
E mi sento felice
Veronica de Gregorio copyright 2012

Francesca Vicedomini ha detto...

Questa poesia arriva sulla luna dove sono tutti i nostri 4zampe che ci hanno lasciato. Ma quando penso a Ulisse, penso che nel poco tempo che ha avuto, ha avuto te.