Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

mercoledì 17 ottobre 2012

Una campana di Federico Garcia Lorca

Maria del Carmen Corredoira Y Ruiz*Soidade* c.1920-23
Una campana serena
crocifissa nel suo ritmo
delinea il mattino
in una parrucca di nebbia
e fiumi di lacrime.
Il mio vecchio pioppo
turbolento di usignoli
sperava
di disporre i suoi rami
tra le erbe
molto prima che l'autunno
indorasse.
Ma lo sosteneva
l'appoggio dei miei sguardi.
Vecchio pioppo, attento!
Non senti com'è spezzato
il legno del mio amore?
Distenditi sul prato
quando la mia anima scricchiola,
abbandonata com'è stata
da un uragano di patole
e baci,
prostrata e straziata.
Ottobre 1920
**************
Una campana serena
crucificada en su ritmo
define a la mañana
con peluca de niebla
y arroyos de lágrimas.
Mi viejo chopo
turbio de ruiseñores
esperaba
poner entre las hierbas
sus ramas
mucho antes que el otoño
lo dorara.
Pero los puntales
de mis miradas
lo sostenìan
¡Viejo chopo, aguarda!
¿No sientes la madera
de mi amor desgarrada?
Tiéndete en la pradera
cuando cruja mi alma,
que un vendaval de besos
y palabras
ha dejado rendida,
lacerada.
Octubre de 1920 .

3 commenti:

Tiziana Tius ha detto...

Che meraviglia questa poesia, mi spiace per le fotografie!

Un saluto Tiziana

Rose ha detto...

Un altro albero, un altro poeta. L'anima di Federico è sempre una scoperta di bellezze.

Felice che il controllo sia andato bene... vai così.

Un abbraccio.

Francesca Vicedomini ha detto...

Tiziana, i dipinti li rimettiamo tutti, tranquilla!!!
Grazie e un saluto a entrambe!!!