Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

venerdì 6 gennaio 2012

La Befana spaziale di Gianni Rodari

Gil Elvgren*1958
Su quel pianeta la Befana
viaggia a cavallo di un razzo
a diciassette stadi
e in ogni stadio
c'è un bell'armadio
zeppo di doni
e un robot elettronico
con gli indirizzi dei bambini buoni.
Anzi con gli indirizzi
di tutti i bambini, perchè
ormai s'è capito
che di proprio cattivi non ce n'è.

giovedì 5 gennaio 2012

I Magi di Angiolo Silvio Novaro

Hans Thoma
La carovana
non è lontana
dei Magi d'Oriente.
Scalpitìo di cavalli si sente,
suoni di pifferi, confuse
aria di cornamuse.
I re portano tesori
su cavalli bardati d'argento,
e i pastori a passo lento
ingenui cuori.

mercoledì 4 gennaio 2012

Il rosario dell'anima di Fausto Maria Martini

Leon Frederic*Allegoria della notte

per Sergio Corazzini
Sanguina, fra le tegole, la sera.
Anima, non guardare:
la vita, oggi, è vestita di giaggiolo.
Ripensa quel che fu: tu leggerai
il tuo passato nei messali d'oro!
I mobili più lunghe ombre protendono....
Anima, non guardare:
per consolazione
hai Sant'Anna che prega con Maria,
e i piccoli re magi di cartone...
Il tarlo inizia l'opera notturna.
Tu resti sempre solo,
romantico poeta, ammalerai!
Anima, non udire, se ti chiama
la Vita, ch'è vestita di giaggiolo.
Il bambino malato è a la finestra.
Anima, non guardare:
fra gli alberi, sereni sacerdoti
dell'ombra, leggerai, con la sorella,
il tuo passato nei messali d'oro!
Sul bambino malato un pipistrello...
Anima, poverella,
io so perchè rimpiangi la mattina...
era candida come tortorella:
Anima, il tuo passato è il tuo destino!
La notte, senza palpebre, ti guarda!
Ma nell'ombra, Sant'Anna
ora non prega più...
con i doni regali, in processione,
partirono i re magi di cartone.
Una lampada accesa s'è già spenta.
Verso un altro presepe
partirono i re magi di cartone:
con Maria non c'è più
Anna, Sant'Anna, la nonna di Gesù...

martedì 3 gennaio 2012

L' agrifoglio di Giovanni Pascoli

Victorians Christmas cards
Sul limitare, tra la casa e l’orto
dove son brulli gli alberi, te voglio,
che vi verdeggi dopo ch’io sia morto,
sempre, agrifoglio.
Lauro spinoso t’ha chiamato il volgo,
che sempre verde t’ammirò sul monte:
oh! cola il sangue se un tuo ramo avvolgo
alla mia fronte!
Tu devi, o lauro, cingere l’esangue
fronte dei morti! E nella nebbia pigra
alle tue bacche del color di sangue,
venga chi migra,
tordo, frosone, zigolo muciatto,
presso la casa ove né suona il tardo
passo del vecchio. E vengavi d’appiatto
l’uomo lombardo,
e del tuo duro legno, alla sua guisa
foggi cucchiari e mestole; il cucchiare
con cui la mamma imbocca il bimbo, assisa
sul limitare.
(Odi)

lunedì 2 gennaio 2012

I 12 mesi di Gianni Rodari

Gennaio, Gennaio,
il 1° giorno è il più gaio,
è fatto solo di speranza:
chi ne ha tanta, vive abbastanza.
Febbraio viene a potare la vite
con le dita intirizzite:
è senza guanti ed ha i geloni
e un buco negli zoccoloni.
Marzo pazzo e cuor contento
si sveglia un mattino pieno di vento:
la prima rondine arriva stasera
con l'espresso della primavera.
Aprile tosatore
porta lana al vecchio pastore
spoglia la pecora e l'agnello
per farti un berretto ed un mantello.
Maggio viene ardito e bello
con un garofano all'occhiello,
con tante bandiere nel cielo d'oro
per la festa del lavoro.
Giugno, invece, è falciatore;
il fieno manda un dolce odore,
in alto in alto l'allodola vola,
il bidello chiude la scuola.
Luglio miete il grano biondo,
la mano è stanca, il cuore è giocondo.
Canta il cuculo tra le foglie:
c'è chi lavora e mai non raccoglie.
Agosto batte il grano nell'aia,
gonfia i sacchi, empie la staia:
c'è tanta farina al mondo... perché
un po' di pane per tutti non c'è?
Settembre settembrino,
matura l'uva e si fa il vino,
matura l'uva moscatella:
scolaro, prepara la cartella!
Ottobre seminatore:
in terra il seme sogna il fiore,
sottoterra il buio germoglio sa
che il domani lo scalderà.
Novembre legnaiolo
va nei boschi solo solo,
c'è l'ultima foglia a un albero in vetta
e cade al primo colpo d'accetta.
Vien Dicembre lieve lieve,
si fa la battaglia a palle di neve:
il fantoccio crolla a terra
e così cade chi vuole la guerra!

domenica 1 gennaio 2012

Lettera di Capodanno di Gesualdo Bufalino

Alfons Mucha*January
Dicono che repetita iuvant;
che il primo bacio è insipido, ma è il secondo che conta;
che il bis d'un minuto radioso
s'insaporisce d'un miele che ci sfuggì quella sera ...
Ma l'anno che ritorna col suo rauco olifante
a soffiarci dentro le orecchie
l'ennesima Roncisvalle,
e ingrossa i fiumi, impoverisce gli alberi;
l'anno che nello specchio del bagno consegna
a uno svogliato rasoio la barba sempre più bianca;
l'anno che cresce su sé con l'ingordigia dei numeri,
sgranando sul calendario
il recidivo blues del Mai più ...
chi oserebbe dire che meriti la festa del Benvenuto?
chi potrebbe giurare che non sia peggio degli altri?
Il male si moltiplica e repetita non iuvant.
Eppure ... Eppure nella tombola arcana del Possibile
fra i dadi e il caso la partita è aperta;
gonfiano fiori insoliti il grembo d'una zolla;
lune mai viste inonderanno il cielo,
due ragazzi in un giardino
si scambieranno i telefoni, i nomi,
stupiti di chiamarsi Adamo ed Eva;
verrà sotto i balconi
un cieco venditore d'almanacchi
a persuaderci di vivere ...
Crediamogli un'ultima volta.
1996

Buon 2012

Joseph Christian Leyendecker
A tutti Voi!!!!