Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

sabato 31 luglio 2010

E' tardi di Nino Oxilia

Amedeo Bocchi/Bianca E’ tardi. E’ molto tardi. E’ bene che si vada.
Vieni, dammi la mano;
rifacciamo la strada.
La tua casa è lontano.
Perché taci e ti guardi
la punta delle dita?
Piccola tu, mia vita,
vieni, fa tardi.
Le nubi si sono raccolte
tutte su Monte Mario
chiudendo l’ali grigie.
Tu piangi e non sai perché piangi.
S’accendono i lumi;
tu vorresti dirmi qualcosa
e mi accarezzi le mani
e i tuoi occhi luccicano
tra le lacrime. –
Vieni, dammi la mano;
è bene che rincasiamo.
Non dirmi nulla: io so bene
perché tu piangi.
Andiamo, mia piccola, vieni. –
Tu piangi perché fa sera.

venerdì 30 luglio 2010

La curva dei tuoi occhi intorno al cuore di Paul Eluard

Kwiatkowskawan
La curva dei tuoi occhi intorno al cuore
Ruota un moto di danza e di dolcezza,
Nimbo del tempo , arca notturna e fida,
E se non so più tutto quello che vissi
è che non sempre i tuoi occhi m'hanno visto.
Foglie di luce e spuma di rugiada
Canne del vento, risa profumate,
Ali che il mondo coprono di luce,
Navi che il cielo recano ed il mare,
Caccia dei suoni e fonti dei colori,
Profumi schiusi da cova di aurore
Sempre posata su paglia degli astri.
Come la luce vive d'innocenza
Il mondo vive dei tuoi occhi puri
E va tutto il mio sangue nei tuoi sguardi .

giovedì 29 luglio 2010

Ballata di un giorno di luglio di Federico Garcia Lorca

Rolf Armstrong/Carmen/1929
I buoi portano
campanacci d'argento.
- Dove vai, bambina mia
di sole e neve?
- Vado dalle margherite
sul verde prato.
- Il prato è molto lontano
e hai timore.
- Il mio amore non teme
l'airone e l'ombra.
- Teme il sole, bambina mia
di sole e neve.
- Fuggì dai miei capelli
ormai per sempre.
- Chi sei, bianca bambina?
Da dove vieni?
- Vengo dagli amori
e dalle fonti.
I buoi portano
campanacci d'argento.
- Cosa porti in bocca
che s'incendia?
- La stella del mio amante
che vive e muore.
- Cosa porti nel cuore
così fine e lieve?
- La spada del mio amante
che vive e muore.
- Cos’hai negli occhi,
così nero e solenne?
- Il mio pensiero triste
che ferisce sempre.
- Perché porti un mantello
nero di morte?
- Ahimè, sono la vedovella,
triste e senza beni,
del conte dell’Alloro
degli Allori!
- Chi cerchi qui,
se non desideri niente?
- Cerco il corpo del conte
degli Allori.
- Cerchi l’amore,
perfida vedovella?
Cerchi un amore
che che magari incontri.
- I miei desideri
sono stelle del cielo;
dove troverò il mio amante
che vive e muore?
- È morto nell’acqua,
bambina di neve,
coperto di nostalgia
e garofani.
- Ah, cavaliere errante
dei cipressi,
la mia anima t’offre
una notte di luna.
-Ah sognatrice Isis.
Bambina senza miele,
che cambi la favola
in bocca ai binbi.
T’offro il mio cuore.
Tenero cuore,
ferito dagli occhi
delle donne.
- Cavaliere galante,
resta con Dio.
Vado a cercare il conte
degli Allori.
- Addio, signorina,
rosa dormiente,
tu vai verso l'amore
ed io verso la morte.
I buoi portano
campanacci d'argento.
Il mio cuore sanguina
come una fonte.
Luglio 1919

mercoledì 28 luglio 2010

Patria di Giovanni Pascoli

Giovanni Sottocornola/1895 Sogno d'un dì d'estate.
Quanto scampanellare
tremulo di cicale!
Stridule pel filare
moveva il maestrale
le foglie accartocciate.
Scendea tra gli olmi il sole
in fascie polverose:
erano in ciel due sole
nuvole, tenui, rose:
due bianche spennellate
in tutto il ciel turchino.
Siepi di melograno,
fratte di tamerice,
il palpito lontano
d'una trebbïatrice,
l'angelus argentino...
dov'ero? Le campane
mi dissero dov'ero,
piangendo, mentre un cane
latrava al forestiero,
che andava a capo chino.
(Myricae)

martedì 27 luglio 2010

Un'alata favilla di Emily Dickinson

Girodet/Il sonno di Endymione
Un'alata favilla si libra là in alto -
Non l'ho mai vista vicina
Per Lampo è spesso scambiata
Quando le notti sono aride e calde -
Il suo scintillante Viaggio prosegue
Sui Rifugi degli uomini -
Un briciolo d'Estasi - percepito solo
Nell'accorgersi che se n'è andata -

lunedì 26 luglio 2010

Idillio di Vincenzo Cardarelli

Diaz Olano*Ortolana
Per una stradetta ombreggiata
fra due muri di pietre rugginose
da cui spuntavano pampini
soleggiati,
vidi un giorno, in Liguria,
(oh incontro inatteso!)
una giovane contadina
ritta sul limite del suo vigneto.
Era la via romita,
l'ora estuosa.
Mi guardò, mi sorrise,
la villanella.
Ed io le dissi, accostandomi,
parole che udivo salire
dal sangue,
da tutto il mio essere, in lode
di sua bellezza.
Sotto il rossore del volto imperlato
dall'interrotta fatica
la bocca sua rideva luminosa.
Era scalza. Una scaglia
d'argilla dorata
rivestiva i suoi piedi usi ai diurni
lavacri della fonte.
Gli occhi, infocati e lustri,
di gioventù brillavano,
solare e profonda.
E dietro a lei, così terrosa e splendida,
l'ombre cognite e fide
della domestica vite
parevan vigilarla.
Tutto era pace intorno
e silenzio agreste.

domenica 25 luglio 2010

Stanco d'amore di Hermann Hesse

Modest Cuixart
Nei rami s'addormenta cullando
il vento stanco. La mia mano
lascia un fiore rosso sangue
morire lacerato sotto un sole rovente.
Ho già visto fiorire e morire
molti fiori;
vengono e vanno gioie e dolori,
e custodirli nessuno può.
Anch'io ho sparso
nella vita il mio sangue;
non so però, se mi dispiace,
so solo, che sono stanco.