Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

sabato 10 novembre 2007

Notte dal 9 al 10 novembre di Giovanni Pascoli

I canti di Castel Vecchio
Appendice
Diario Autunnale III
Torre di San Mauro.
Notte dal 9 al 10 novembre
Dormii sopra la chiesa della Torre.
Cantar, la notte, udii soave e piano.
Udii, tra sonno e sonno, voci e passi,
e tintinnire il campanello d'oro,
ed un fruscìo di pii bisbigli bassi,
ed un ronzìo d'alte preghiere in coro,
ed una gloria d'organo canoro,
che dileguava a sospirar lontano.
A sospirar così soave e piano!
Era una messa. Santo! Santo! Santo!
Ma eran voci morte che cantare
udii la notte fino sul mattino:
un morto prete curvo su l'altare,
un bimbo morto ritto sul gradino,
con su le spalle il suo lenzuol di lino
in che l'avvolse la sua madre in pianto.
Era la messa. Santo! Santo! Santo!
Ma sul mattino ecco garrir gli uccelli:
- No: era il vento quel ronzìo che udisti,
erano pioggia quei bisbigli bassi.
Frusciavan alto i vecchi abeti tristi,
brusivan cupo i tristi vecchi tassi.
Erano foglie, foglie secche, i passi,
cadute ai vecchi tigli, ai vecchi ornelli. -
Così garrendo mi dicean gli uccelli.
E i vecchi alberi: - Il tempo, come corre!
Quel campanello era il tuo vecchio cuore,
in cui battean vecchie memorie care;
ma le altre voci, fievoli o sonore,
di noi, non le potevi ricordare...
Siamo di dopo!...
A que' tuoi giorni, pare,
tutto era a prato avanti quella Torre. -
(fiori di De Castro)

3 commenti:

patrizia ha detto...

inquietante Pascoli...altro che "poeta delle piccole cose!". Hai letto il testo di Vittorino Andreoli "I segreti di casa Pascoli"? ...Complimenti per il tuo blog!

Francesca Vicedomini ha detto...

Ti ringrazio, i complimenti fanno molto piacere. Non ho mai pensato che Pascoli fosse il poeta "per bambini" non ho letto il libro. Me lo consigli?

patrizia ha detto...

è essenzialmente un testo scritto con l'ottica dello psichiatra ma comunque conferma una certa chiave di lettura del poeta. Per certi versi è davvero sconvolgente!