Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

giovedì 15 novembre 2012

Di salmastro e di terra è il tuo sguardo di Cesare Pavese

Anna Katrina Zinkeisen*Autoritratto
Di salmastro e di terra
è il tuo sguardo. Un giorno
hai stillato di mare.
Ci sono state piante
al tuo fianco, calde,
sanno ancora di te.
L'agave e l'oleandro.
Tutto chiudi negli occhi.
Di salmastro e di terra
hai le vene, il fiato.
Bava di vento caldo,
ombre di solleone -
tutto chiudi in te.
Sei la voce roca
della campagna, il grido
della quaglia nascosta,
il tepore del sasso.
La campagna è fatica,
la campagna è dolore.
Con la notte il gesto
del contadino tace.
Sei la grande fatica
e la notte che sazia.
Come la roccia e l'erba,
come terra, sei chiusa;
ti sbatti come il mare.
La parola non c'è
che ti può possedere
o fermare. Cogli
come la terra gli urti,
e ne fai vita, fiato
che carezza, silenzio.
Sei riarsa come il mare,
come un frutto di scoglio,
e non dici parole
e nessuno ti parla.
15 novembre '45
(La terra e la morte)

3 commenti:

ellie ha detto...

ma è una dichiarazione d'amore a una natura personificata? almeno a me ha dato quest'impressione... vado per supposizioni non conoscendo la poesia. molto bella.
un abbraccio

Rose ha detto...

Wow... come quello di uno dei commentatori dell'Election Day negli USA quando è apparso per la prima volta che in Florida Obama e Romney erano pressoché in parità... la parte infantile ha preso il sopravvento ed è scoppiato in un "wow" a bocca aperta che mi ha fatto sobbalzare.
Wow per la poesia.

Buona serena notte giovedina.

Francesca Vicedomini ha detto...

Interessanti considerazioni, da voi imparo molto credetemi...buona serata!