Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

lunedì 7 gennaio 2013

L’uomo di neve di Wallace Stevens

Willard Metcalf*1909
Bisogna avere una mente da inverno
Per guardare il gelo e i rami
Dei pini incrostati di neve;
Ed aver avuto freddo a lungo
Per osservare i ginepri sfiniti dal ghiaccio,
Gli abeti spogliati dal barbaglio distante
Del sole di gennaio; e non pensare
Ad una infelicità nel suono del vento,
Nel suono delle poche foglie,
Che è il suono della terra
Piena dello stesso vento
Che soffia nello stesso luogo spoglio
Per chi ascolta, ascolta nella neve,
E, niente in sé, osserva
Il niente che non è qui e il niente che è.
*************
One must have a mind of winter
To regard the frost and the boughs
Of the pine-trees crusted with snow;
And have been cold a long time
To behold the junipers shagged with ice,
The spruces rough in the distant glitter
Of the January sun; and not to think
Of any misery in the sound of the wind,
In the sound of a few leaves,
Which is the sound of the land
Full of the same wind
That is blowing in the same bare place
For the listener, who listens in the snow,
And, nothing himself, beholds
Nothing that is not there and the nothing that is.

6 commenti:

Nidia ha detto...

...avere una mente da inverno, che bello! Bisogna immedesimarsi nelle cose, sentirsi ad esse affini per poterle comprendere

Rose ha detto...

Proprio bella. Grazie, Francesca.

Buona notte d'inverno.

Veronica de Gregorio ha detto...

Devi essere aperto
come una ferita,
perché il vero nome delle cose
è nascosto
Kajetan Kovič
p.s. Buona giornata a tutti
( tranne uno, sempre quello... ;-)

Francesca Vicedomini ha detto...

Non c'è la neve, ma la poesia mi attirava.
Veronica: "quello" a cui non fai gli auguri per nulla legge questo blog? Solo una mia curiosità, non voglio certo sapere chi è...
Buona giornata ragazze...si riciccia, oggi già una festicciola di compleanno (pizza...)

Veronica de Gregorio ha detto...

Francesca cara, "quello"non solo non legge il tuo blog, ma è uno che della Poesia se ne impipa, ti do qualche indizio : è basso, plastificato e con gli occhi a cinesino, al posto dei capelli ha il catrame e dice sempre "mi consenta". Francesca cara, anche il solo nominarlo mi fa venire il mal di stomaco... ;-)

Francesca Vicedomini ha detto...

Ah bè, sono completamente d'accordo con te, fuori dai..l'omino lego...