Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

domenica 13 gennaio 2013

Nevicata di Emilio Praga

Frederick Childe Hassam*1886
La bella neve! scendete, scendete,
Leggiadri fiocchi danzanti nei cieli;
Come perlucce coprite, pingete
I tetti, i tronchi, la mota e gli steli.
Dacchè l’ottobre, soffiando, spruzzando,
Ingiallì tutta la vasta campagna,
Fuor da’ miei vetri, ove, fievole urtando,
La farfalluccia del freddo si lagna,
Mi morîr cinque di rosa arboscelli,
E spirò l’anima a Dio la violetta;
Senza l’ammanto di viti i cancelli
Sembran soldati disposti in vedetta.
Pur questa notte una mano furtiva
L’innaffiatoio rubommi in giardino!
(Se fu per la fame che alcun lo rapiva,
Iddio nol vegga l’agreste bottino).
Intirizzisco se schiudono l’uscio,
Ma qui la stufa borbotta tepente:
Oh benedetto il mio piccolo guscio,
Per me, nevata, sei tutta innocente!
Fa il tuo mestiere: scendete, scendete,
Leggiadri fiocchi danzanti nei cieli;
Come perlucce coprite, pingete,
I tetti, i tronchi, la mota e gli steli...
Della mia donna nel fervido cuore
Aleggia sempre una brezza gentile,
E quando ricco il poeta è d’amore
Anche il gennaio somiglia all’aprile
(Penombre)

3 commenti:

ellie ha detto...

oh che bella!
un abbraccio

Rose ha detto...

Incantevole. Qui niente neve, solo pioggia, ma se nevicherà reciterò questa poesia ai fiocchi che
scendono.

Sì, ogni tanto si torna al passato e nascono vari sentimenti. Ma tu, Francesca, sai trattare anche con la malinconia e la nostalgia, sai come fare amicizia con loro.

Buona settimana.

Francesca Vicedomini ha detto...

Qui la stiamo aspettando, è diventata una cosa tipo "Il deserto dei Tartari"...Riciccescion...