Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

giovedì 31 gennaio 2013

Soliloquio di Giuseppe Ungaretti

Leslie Gerald Brockhurst*Margaret Duchess of Argyll
Gennaio-Febbraio 1969
I
Cercata in me ti ho a lungo,
Non ti trovavo mai,
Poi universo e vivere
In te mi si svelarono.
Quel giorno fui felice,
Ma il giubilo del cuore
Trepido mi avvertiva
Che non ne ero mai sazio.
Fu uno smarrirmi breve,
Già dita tue di sonno,
Apice di pietà,
Mi accarezzano agli occhi.
Davi allora sollecita
Quella quiete infinita
Che dopo amare assale
Chi ne godé la furia.
II
Rifulge il sole in te
Con l'alba che è risorta.
Può ripiegarmi a credere
Un mare tanto lieto?
Oggi è il carnale inganno
Che va sciupando un cuore
Logoro dal delirio.
Lo delude ogni mira,
Non torna più che finto
Il miracolo, acceca.
III
Il mio amore per te
Fa miracoli, Amore,
E, quando credi d'essermi sfuggita,
Ti scopro che t'inganni, Amore mio,
A illuminarmi gli occhi
Tornando la purezza.
(Nuove)

3 commenti:

Rose ha detto...

Le illuminazioni di Ungaretti sono sempre miracoli.
L'amore sembra spegnersi e poi ritorna nel suo cerchio, perenne, e ogni volta si riaccende.

Grazie anche di Bertolucci, ieri, e dei suoi ricordi.

È arrivato venerdì e gennaio è finito.

Un saluto a tutti, in particolare ad Ardea che è passato!:)

Francesca Vicedomini ha detto...

Venere freddo e forse più tardi piovoso, venere di carnevale, di dolci e mascherine.
Venere triste quando si ricorda una Wislawa...

Veronica de Gregorio ha detto...

Trovo che Ungaretti sia struggente. "struggente" è un aggettivo che adoro, è poetico, ha il suono e la potenza "puntute" come una lama. Taglia l'anima in due. Peccato che nella Poesia contemporanea e anche nella Letteratura sia in disuso.
Menos quatros... ;-)