Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

lunedì 24 ottobre 2011

Un piccolo cambiamento, spero per il meglio!

Odilon Redon*1905
Ho scelto l'opzione di moderare i commenti, solo per poter essere al corrente di qualche commento su qualche poesia già trascorsa. Commento di cui non mi accorgerei e non potrei ringraziare, cosa che mi fa molto dispiacere!
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Portate pazienza amici miei.

La sera di fiera di Dino Campana

Egon Schiele*Elisabeth Lederer*1913
Il cuore stasera mi disse: non sai?
La rosabruna incantevole
Dorata da una chioma bionda:
E dagli occhi lucenti e bruni colei che di grazia imperiale
Incantava la rosea
Freschezza dei mattini:
E tu seguivi nell’aria
La fresca incarnazione di un mattutino sogno:
E soleva vagare quando il sogno
E il profumo velavano le stelle
(Che tu amavi guardar dietro i cancelli
Le stelle le pallide notturne):
Che soleva passare silenziosa
E bianca come un volo di colombe
Certo è morta: non sai?
Era la notte
Di fiera della perfida Babele
Salente in fasci verso un cielo affastellato un paradiso di fiamma
In lubrici fischi grotteschi
E tintinnare d’angeliche campanelle
E gridi e voci di prostitute
E pantomime d’Ofelia
Stillate dall’umile pianto delle lampade elettriche
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Una canzonetta volgaruccia era morta
E mi aveva lasciato il cuore nel dolore
E me ne andavo errando senz’amore
Lasciando il cuore mio di porta in porta:
Con Lei che non è nata eppure è morta
E mi ha lasciato il cuore senz’amore:
Eppure il cuore porta nel dolore:
Lasciando il cuore mio di porta in porta.
(Canti orfici-Notturni)
1913

domenica 23 ottobre 2011

Xenia III di Eugenio Montale

Theo Van Rysselberghe*La moglie*1907
Spesso ti ricordavi (io poco) del signor Cap.
-L'ho visto nel torpedone, a Ischia, appena due volte.
E' un avvocato di Klangenfurt, quello che manda gli auguri.
Doveva venirci a trovare.
E infine è venuto gli dico tutto, resta imbambolato,
pare che sia una catastrofe anche per lui. Tace a lungo,
farfuglia, s'alza rigido e s'inchina. Conferma
che manderà gli auguri.
E' strano che a comprenderti
siano riuscite solo persone inverosimili
Il dottor Cap! Basta il nome. E Celia? Che n'è accaduto?
22 ott. 67

sabato 22 ottobre 2011

La figlia che piange di Thomas Stearns Eliot

Betye Saar
O quam te memorem virgo...
Sosta al piano più alto della scala-
Curvati sopra un'urna del giardino-  
Tessi, tessi la luce del sole nei tuoi capelli-
Stringi i tuoi fiori a te con penosa sorpresa-
Gettali a terra e volgiti
Con fuggitivo risentimento negli occhi:
Ma tessi, tessi la luce del sole nei tuoi capelli.
Avrei voluto così che egli se ne andasse,
Avrei voluto così vedere lei rimanere e piangere,
Egli sarebbe partito così
Come l'anima lascia il suo corpo logorato e lacero,
Come lo spirito lascia deserto il corpo prima usato.
Troverei
Un modo incomparabilmente abile e lieve,
Un modo che entrambi potremmo comprendere,
Semplice e senza fede come un sorriso e una stretta di mano.
Ella si volse, ma con il tempo d'autunno
Per molti giorni costrinse la mia immaginazione,
Molti giorni e per molte ore:
Con i capelli sulle braccia e le sue braccia cariche di fiori.
E mi domando come sarebbero stati insieme!
Avrei perduto un gesto ed un atteggiamento.
Talvolta questi pensieri meravigliano ancora
La mezzanotte turbata e la pace del meriggio.
*°*°*°*
O quam te memorem virgo ...
Stand on the highest pavement of the stair-
Lean on a garden urn-
Weave, weave the sunlight in your hair-
Clasp your flowers to you with a pained surprise-
Fling them to the ground and turn
With a fugitive resentment in your eyes:
But weave, weave the sunlight in your hair.
So I would have had him leave,
So I would have had her stand and grieve,
So he would have left
As the soul leaves the body torn and bruised,
As the mind deserts the body it has used.
I should find
Some way incomparably light and deft,
Some way we both should understand,
Simple and faithless as a smile and shake of the hand.
She turned away, but with the autumn weather
Compelled my imagination many days,
Many days and many hours:
Her hair over her arms and her arms full of flowers.
And I wonder how they should have been together!
I should have lost a gesture and a pose.
Sometimes these cogitations still amaze
The troubled midnight and the noon's repose.
(Prufrock e altre osservazioni)

venerdì 21 ottobre 2011

Acquatinta autunnale di Corrado Govoni

Elizabeth Sonrel*Autunno
In un collegio lungo un corridoio
dei vetri si figurano di guance.
L'Ottobre con le logore bilance
viene per l'orto come un spogliatoio
La pioggia l'autunnale accappatoio
stende sopra le fioriture rance:
inutilmente vegliano le lance
del cancello con le cifre in scorsoio.
Fermandovisi a l'alba dirimpetto,
si sente zoppicare un vecchio canto
accompagnato con un qualche tasto:
poi regoli si scorge sopra un tetto
dai tegoli colore d'amaranto
un fantoccio di stoppa tutto guasto.
(Armonia in grigio et in silenzio/La filotea delle campane)

giovedì 20 ottobre 2011

Per un amico lontano di Lesbia Cidonia

Sir Joshua Reynolds*Mrs. Abington

Chiudo le luci al sonno, e indarno spero
trovar quiete all’agitata mente
che mentre io dormo avvien ch’anzi più fiero
stuolo d’affanni contro me si avvente.
Parmi lunge veder sotto straniero
cielo, e su fragil prora errar dolente
il mio diletto amico, e l’aere nero
che il minaccia ravviso, e il mar fremente.
Odo i gemiti suoi, già di sua vita
vicin veggo il perielio, e grido o dei
deh gli porgete, o Dio pietosi aita!
Mi sveglio allor tremante, e la funesta
imago non mi lascia, e gli occhi miei
d’amaro pianto innondo e pur son desta.
(Paolina Secco Suardo Grismondi in arte Lesbia Cidonia)

mercoledì 19 ottobre 2011

Così ammaliato di Andrea Zanzotto

George Inness*October noon*1891
Così ammaliato con il cuore sono rimasto là
alla piccola finestra ...
E la si vedeva svuotarsi piano piano
e in essa non v'erano che stelle
e il libretto delle nonne e dei loro tempi si era chiuso.
"Ma, voi, benedite
una volta ancora il vostro nipotino,
perché adesso che è un uomo,
quasi consunto, per voi mantenga quanto, 
bambino, ha lodato."
*°*°*°*
Cussi inocà col cór son restà là
a la finestrela cèa ...
E svodà pian pianin la se 'véa
e in éla altro che stele no ghe nèra
e 'l libret de le none e dei só tènp se 'véa serà.
"Ma, voi, benedisè
ancora 'na òlta 'l vostro nevodet,
parché ades che l'é 'n ón, debòto consumà,
par voaltre 'l mantegne quel che, tosatèl, l'à lodà."