Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

mercoledì 21 dicembre 2011

L'odore dell'inverno di Anton Cechov

Edgar Maxence*The snow queen
Il tempo dapprincipio fu bello,
calmo. Schiamazzavano i
tordi, e nelle paludi qualcosa di vivo
faceva un brusio, come se
soffiasse in una bottiglia vuota.
Passò a volo una beccaccia e
nell'aria con allegri rimbombi.
Ma quando nel bosco si fece
buio e soffiò da oriente un vento
freddo e penetrante, tutto tacque.
Sulle pozzanghere si allungarono
degli aghetti di ghiaccio.
Il bosco divenne squallido, solitario.
Si sentì l'odore dell'inverno.

8 commenti:

Rose ha detto...

Che signora, Her Majesty! :)

A due passi dal Solstizio e dalla più lunga notte d'inverno, ne annusiamo l'odore incuriositi dalle parole di Cechov.

Buona notte.

Francesca Vicedomini ha detto...

..e la notte più lunga è arrivata...
buona lunga notte!

GianFranco ha detto...

le faccio i miei complimenti per il suo blog, un viaggio interessante nella poesia e nella pittura.
Auguri veramente sinceri di buon anno nuovo

Lara Ferri ha detto...

La notte più lunga e le parole di Cechov.
Quale rifugio migliore?
Grazie e tanti auguri!
Lara

Veronica de Gregorio ha detto...

Approfitto della garbata ospitalità della padrona di casa per augurare alle anime "leggere" che viaggiano in questo blog tutto ciò che il loro cuore desidera. In particolare, bacio Francesca, Gianrico e Rose che hanno fatto parte dei pensieri lieti che nei momenti "difficili" mi hanno tenuto compagnia.
Veronica

Francesca Vicedomini ha detto...

Grazie Gianfranco, ricambio!
E ti (posso?)spero sempre tra gli amici!

Francesca Vicedomini ha detto...

Auguri Lara, che il 2012 ti sia propizio!

Francesca Vicedomini ha detto...

A te Veronica giunga il mio abbraccio, a te e all'ombra che sempre ti segue e protegge!
Avrò poi modo di fare gli auguri a tutti!!!