Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

giovedì 26 luglio 2012

Piccola mano di Diego Valeri

Margaret W. Tarrant
Momi, tu vuoi ch’io tenga la tua piccola mano
(oh calda e molle e dolce, come uccellino implume),
così, nella mia mano tutta raccolta e chiusa;
però ch’io son la forza onnipotente e buona
che fuga il male tristo e le fosche paure,
e comanda alla vita, e regna sul destino.
E non sai, creatura mia, che il tuo babbo grande
è un bambino anche lui: un piccolo bambino
smarrito fra i terrori della terra e del cielo;
un povero bambino che dentro sé si strugge
di non poter posare nella mano di Dio
la sua mano impotente e il suo fragile cuore

4 commenti:

Rose ha detto...

Che grande tenerezza.

Forse adesso Diego ha trovato la protezione che non ha percepito allora.

Francesca, ti penso. Immagino la Signora gentile che conosco dalle foto in mezzo a più di mille immagini di dipinti, circondata da tutti i colori possibili e con in mano forbici, colla e un album di figurine da riempire. Ogni tanto accarezzi l'animale che ti viene vicino, ci fai quattro chiacchiere e poi ritorni alla tua attività.

Continuano il caldo e il vento.

Un abbraccio.

Veronica de Gregorio ha detto...

Trovo la descrizione di Rose deliziosa! Anch'io t'immagino così. In quanto alla poesia di Valeri è davvero di una tenerezza disarmante.

Francesca Vicedomini ha detto...

Mi commuovete, ma sappiate ragazze mie che sono ancora alla lettera A....mi ci vorrebbe più tempo.
Ma un pò alla volta si continua...caldissimo oggi, Ulisse non ci ha risparmiati....

Rose ha detto...

Un caldissimo ma solo metaforicamente abbraccio anche a Veronica! :)