Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.

domenica 6 febbraio 2011

Nuovo messaggio di Gabriele D'Annunzio

Boris Dmitrievich Grigoriev/Anna Grilikhes/1917 
 Perdonami, tu buona. Io dissi, è vero,
dissi: - Domani tornerò, domani
vi rivedrò. - E siamo ancor lontani,
Anna, e tu credi che non sia sincero
il mio vóto! Oh, perdonami. Io mi sento
morire. È questa, è questa oggi la sola
verità. Non so dirti altra parola
che questa. Cade ogni proponimento,
mi lascia ogni speranza. Tutto è vano.
Io non vedrò fiorire il bianco spino
lungo le siepi né pe’ solchi il lino
cerulo né tremante alzarsi il grano;
e non la madre, e non su quello smorto
viso, su quell’estenuato viso
un po’ di sole; e non il suo sorriso;
e non su que’ rosai bianchi dell’orto
le sue mani più pure delle rose
nuove... E le coglierebbe ella, le nuove
rose, è vero?, a fiorir la stanza dove
io comporrei canzoni maliose
per consolare il suo dolente cuore;
e cadere vedrei come ad un lieve
fiato le foglie miti come neve
su la pagina, al suo pensier d’amore;
ed ella non si stancherebbe mai
di guardarmi, e il suo sguardo su la fronte
io sentirei, e sentirei la fronte
divenir pura come non fu mai...
Aspettami, ti prego! Io dissi, è vero,
dissi: - Domani tornerò, domani
vi rivedrò. - E siamo ancor lontani.
Ma aspettami, Anna, aspettami. Dispero
io forse? Credi tu che io sia perduto?
Ma non vedi, non vedi tu che io sogno
la mia casa? Non vedi tu che io sogno
i tuoi rosai? Quando sarò venuto,
oh allora... - Aspettami, Anna. E dille, dille
che m’aspetti. Vedrai che questa volta
non rimarrà delusa. Questa volta,
oh per la luce de le sue pupille
tènere, io non avrò promesso in vano.
Questa volta, fiorire il bianco spino
lungo le siepi e lungo i solchi il lino
cerulo, e a poco a poco alzarsi il grano,
e lei che a poco a poco si colora
di salute, e noi due stare a’ suoi piedi,
e il suo sorriso... - Ma tu non mi credi,
Anna? Quando sarò venuto, oh allora...
(Poema paradisiaco)

15 commenti:

viola ha detto...

Quanto è bravo D'Annunzio con le parole..
Buona domenica di tiepido sole Francesca :)

veronica ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
veronica ha detto...

Gli uomini? D'Annunzio era un donnaiolo, Chiede che la sua amata abbia fede? Fede? io l'ho avuta, una sola volta nella vita. Il risultato? L'uomo che me l'ha chiesta mi ha annientato.Beh spero solo che faccia lo stesso incontro che ho fatto io.
Sto lungo il fiume...

Ardea Cinerea ha detto...

Difficile è aver fede, difficile è tener fede.

Rose ha detto...

Ci trovo uno struggimento che mi rende D'Annunzio meno antipatico.
Mi pare anche che stavolta sia meno arzigogolato.

Sta per cominciare una settimana. I soliti buoni auspici!

asia ha detto...

I latin lovers, i donnaioli, i traditori, hanno sempre bisogno di belle parole e di un amore ideale per cammuffare i loro tradimenti e legittimare la loro meschinità.
E ti fanno un milione di serenate musical poetiche, ma il loro nomadismo sessuale in realtà uccide l'Amore. Allora hanno bisogno di farlo vivere idealmente, nel sogno, per autocompiacersi della propria intelligenza cioé del proprio ego. Ma la loro intelligenza non é intelligente ed il loro sogno non é sognante: questi uomini in realtà non sanno cos'é l'Amore. Peccato!
Saluti

Ardea Cinerea ha detto...

Pienamente d'accordo con Asia. Poi però, per fortuna, gli uomini non sono tutti uguali ed esiste anche un'ispirazione di chi aspetta l'eletta con la quale e per la quale l'ideale sentito in fondo all'anima diverrà una realtà. La differenza, credo, è nel rispetto e nell'atteggiamento più verecondo di fronte alla donna e alla sua e nostra sensualità. Senza senso della sacralità non vi è amore per quanto mi riguarda.

Francesca Vicedomini ha detto...

Che meravigliosi commenti, come farei senza di Voi???
A Viola, Veronica,Ardea, Rose, Asia e tutti gli altri un buon lunedì (spero meno depresso del solito...)

veronica ha detto...

Per quello che riguarda la mia personale esperienza il nomadismo sessuale non c'entra nulla. La persona alla quale faccio riferimento non era affatto un donnaiolo. Ma... un border-line incapace d'amare e vampiro di anime e che riesce a vivere i rapporti con una donna solo attraverso l'immaginazione alimentata da certe letture giovanili che ha fatto. Un uomo che prende e basta. Ma il sesso non c'entra nulla.
p.s. complimenti ad Ardea per la sua posizione. La condivido appieno.
Buon inizio a tutti ( io continuo a starmene in una tana con Ulisse)

Rose ha detto...

@veronica

Non sei la sola. Ho incontrato un essere simile a quello che ti fa soffrire.
Non un donnaiolo, ma un narcisista, uno che rientrerebbe tranquillamente in qualche quadro seriamente patologico. Con la differenza che non aveva nemmeno letto nulla di particolarmente significativo sulle donne. ;)
Il guaio è che certi bastardi sono inguaribili e vanno avanti sistematicamente a far male anche a quelli che li amano.
Sono malati, ma non lo sanno.
E, come dice asia, sono maestri nell'incantare il prossimo.
Me ne sono innamorata perché, ahimé, innamorarsi non è mai il risultato di un calcolo razionale. Come fosse realmente, sotto il suo amabile sorriso, l'ho capito troppo tardi.
Ma mi sono salvata dal peggio - la ragione in questo caso mi è stata alleata: compatisco quelle che mi sono seguite e che mi seguiranno.

Un abbraccio a te e a Ulisse.

Ardea Cinerea ha detto...

Quando la vita non rende cinici, lascia immaturi. È difficile risvegliarsi all'impegno e alla responsabilità, anche solo rispetto a se stessi, ai propri ideali e alle proprie aspirazioni...

veronica ha detto...

Questa è la mia concezione dell'Amore ( giusto per chiarire9 e che dedico a tutte le donne e a tutti gli uomini ( che condividono queste mie parole...)

Quello che cerco

Vorrei un uomo
Un uomo che lasci le sue impronte accanto alle mie
Che m’incontri posando il suo sguardo là dove io lo poso
Che mi baci in punta di labbra
Che mi sorrida dicendomi Buongiorno al mattino
E che mi auguri Buonanotte dandomi un bacio sulla fronte
Un uomo che creda
che gli alberi hanno una voce
e che posso sentirla
Che tenendo una pietra tra le mani ne vedo il colore dell’anima
Che il crepuscolo è un’ancora rosa posata sul mare
che il sole leva
mentre il giorno scivola nella notte
Un uomo che non mi faccia piangere
e che se piango mi asciughi il viso con le mani
Un uomo con cui consumare i tacchi delle scarpe per le passeggiate
scalcagnarle su una battigia d’inverno
Un uomo che sorrida
dell’inclemenza del tempo sul mio viso
sul suo viso
che è anche il suo
che è anche il mio
Su uno specchio condiviso nella stessa casa
Un uomo che abbia una riserva infinita di baci
Due su ciascun occhio
Due su ogni capello
Vorrei un uomo con cui ridere
Vivere
Morire
un solo attimo prima di lui
per non vederlo morire
per chiudere i miei occhi sul mondo con la sua immagine
le nostre immagini
incise nel mio sguardo.
Un uomo che mi ami
Un uomo d’amare
Da abbracciare
Che nel mio abbraccio senta il nodo inestricabile delle nostre anime
Che non abbia il pudore del pianto
perché il dolore ha pudore
ma si spoglia davanti all’Amore
Che sappia che accanto a me non sarà mai solo
Perché so come attraversare il tempo e raggiungere le distanze del silenzio
Ci camminerei dentro lieve adornandolo di carezze.
Quelle mai chieste
Desiderate
E mai avute
Un uomo che si fidi
Che abbandoni il capo sul mio petto
Per sentire le mie labbra su ciascun capello
Sulle lacrime tra le ciglia
Un uomo che sentirei d’amare guardandolo dormire
Senza sentirmi sola
Senza sapere che sta dormendo.
Vorrei un uomo.
(dedicata ad A...)
COPYRIGHT 2010

Francesca Vicedomini ha detto...

Io non vorrei che voi mi odiaste, ma in questi bellissimi versi vedo il ritratto di mio marito. Ci siamo messi insieme praticamente sui banchi di scuola e 40 anni dopo siamo ancora qui ad amarci...mi è davvero andata bene lo ammetto.
E auguro anche a voi un rapporto magico come questo. Non è che ci sono sempre e solo brutte esperienze.
Vi voglio bene.

Rose ha detto...

Io non so più se vorrei un uomo.
So vivere con la mia imperfezione, so amare quelli che mi circondano, e riesco a pregare anche per i miei nemici, anche se chiedermi di amarli è ancora troppo.
Non è più un uomo che incarna i miei desideri: l'infelicità e la felicità sono umori sottili e transitori, che si alternano e, posandosi ora qui ora lì, prendono forme e colori diversi.
Sono stanca di perseguire ideali amorosi o di affannarmi per trovare il mio completamento: più vivo, più sento di vivere pienamente con quello che sono, non con quello che cerco.
Do un po' di me al mondo, in modi diversi, e sono abbastanza smaliziata da non aspettare che questo venga accettato e restituito, ma se avviene benedico l'universo.
Le storie come quella della nostra Francesca sono belle (vai a vedere Another year di Mike Leigh, Francesca!), ma una vita è una vita in sé, ed è bella e degna di essere vissuta con amore, dedizione e impegno, nonostante tutto, e indipendentemente da tutto.

Un abbraccio. Buon martedì.

Francesca Vicedomini ha detto...

Rose e Veronica avete tutta la mia stima, credo non sia facile prendere certe decisioni o subirle.
Siete bravissime. Un bacio.